A lezione da Itoudis: come gestire il talento di Antetokounmpo?

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In questa prima parte di stagione di Eurolega, per un’Olimpia Milano decisamente in difficoltà c’è, invece, una squadra che sta superando qualsiasi aspettativa: il Fenerbahce di Dimitris Itoudis. Il coach greco, se ce ne fosse bisogno, dimostra quindi ancora una volta di essere uno dei migliori nel suo mestiere in tutta Europa. Non a caso, Itoudis è anche l’allenatore della nazionale di pallacanestro greca, con cui quest’estate ha partecipato ad Eurobasket 2022. In un’edizione piena di talento, la sua Grecia era tra le serie candidate al titolo, anche solo per la presenza di un certo Giannis Antetokounmpo. La squadra, tuttavia, si è fermata ai quarti di finale non rispettando le alte aspettative.

A parlare di questo argomento e molti altri è stato proprio Itoudis, in una recente intervista concessa al sito Basketnews. Il coach del Fenerbahce si è sbottonato su molti temi, ma tra gli altri uno dei più interessanti ha riguardato proprio Antetokoumpo. Non tutti i giorni, infatti, capita di allenare uno dei giocatori più forti al mondo e sicuro Hall of Famer. Agli scorsi mondiali in Cina del 2019 il giocatore era sembrato molto indietro in quanto ad adattamento al basket europeo, non riuscendo a spingere la sua squadra oltre la fase a gironi. In questo Eurobasket si è sicuramente visto un netto miglioramento da questo punto di vista, ma ancora molto lavoro va fatto.

Devi fare determinati aggiustamenti (rispetto all’NBA, ndr) in strategia, spaziature, e come i tuoi avversari giocano e costruiscono un muro in Europa senza la violazione dei tre secondi. Si tratta di un aggiustamento ancora maggiore per Giannis perché il suo gioco si basa molto sugli istinti.

Nonostante i miglioramenti siano stati evidenti, Itoudis afferma comunque che ancora c’è del lavoro da fare. Farlo non sarà facile, soprattutto viste le difficoltà di cambiare continuamente regolamento con cui si gioca. Un fattore fondamentale, nella buona riuscita dell’operazione, è la volontà del giocatore, che non manca assolutamente. Giannis si è dimostrato più che aperto alle discussioni, e alla scoperta di nuovi modi per aiutare la squadra e i suoi compagni.

Riguardo la cooperazione, direi che è stata molto naturale. A Giannis piace essere allenato. Inizia tutto con l’umiltà, ha entrambi i piedi a terra. Può ancora migliorare molto giocatore, e lo sa. Il fatto è che gli piace lo sport, e lui è un esempio vivente: è stato facile.

Itoudis, inoltre, si è detto molto interessato di quanto Giannis volesse una medaglia per la propria nazionale. L’unico titolo che Antetokoumpo non abbia mai vinto, infatti, è un trofeo con la sua nazionale e la voglia di sfatare questo tabù è sicuramente molta.

Sta diventando più maturo. Ha vinto l’anello e vari premi individuali, l’unico titolo che non ha vinto è una medaglia con la nazionale. Gli auguro, che io sia ancora coach oppure no, di aiutare la nazionale greca a vincere. La nostra cooperazione è andata liscia, normale. Ma allo stesso tempo è stata molto interessante.

La cosa che Itoudis sembra aver apprezzato meno del suo rapporto con Giannis non riguarda, tuttavia, il giocatore stesso. Il coach greco ha, infatti, indirettamente criticato il coinvolgimento della NBA nelle squadre nazionali.

Per quanto riguarda l’approcciarsi e il lavorare con un giocatore che è un asset per una squadra NBA, è tutto diverso. Ho dovuto lavorare con sei persone dai Bucks ogni giorno su come gestire il riposo di Giannis, il dolore che avrebbe potuto avere e le altre cose.

Non è come con i giocatori Europei. Magari un giorno arriveremo al punto in cui l’Olympiacos dirà “Gestiamo Sloukas in questo modo”. O il Partizan dirà “Gestiamo Papapetrou in quest’altro”. Non so se sia una cosa negativa o positiva. Lascio pensarci a voi e alla FIBA.

Ad Eurobasket 2022 hanno participato tre delle più splendenti stelle del firmamento NBA: Giannis, Doncic e Jokic. Ironia della sorte, nessuno di questi giocatori è salito sul podio della competizione. Dal suo punto di vista, Itoudis sembra non aver mai compreso perché gli appassionati inserissero la Grecia nelle maggiori tre candidate a vincere gli Europei. Parlando della sconfitta con la Germania, il coach ha ironicamente affermato:

Avevano anche loro giocatori NBA. Come può essere una squadra favorita se, fino alla terza gara dei giorni, avevamo due giocatori fuori e abbiamo deciso di continuare con loro, non essendo privilegiati come Lituania e Francia nello scegliere tra sei lunghi e cinque guardie? Grazie a Dio, Papagiannis ha iniziato a giocare bene e anche Antetokounmpo, anche se non al meglio.

Non è mai solo questione di un giocatore. Un giocatore da solo non ha mai vinto niente. Ha bisogno di Sloukas e Papagiannis, ha bisogno dei suoi fratelli. Sono tutti suoi fratelli in nazionale.

Non c’è dubbio che Antetokounmpo sia uno dei migliori al mondo in quello che fa, il migliore al mondo secondo Itoudis. Ma di spazio per migliorare, secondo un coach che qualcosa ne sa, ce n’è ancora molto. Tutta questione di adattamento, da parte di Giannis verso l’Europa e della nazionale verso di lui. Se si dovesse trovare l’incastro, saranno dolori per tutti.