ACB: Baskonia, non vi eravate mica dimenticati di loro?

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Baskonia

Il Baskonia, campione in carica dell’ACB, arrivati circa a metà stagione, è perfettamente in linea con i loro obiettivi stagionali. Si trova in piena lotta playoff in Eurolega, complice un record di 9-9 nonostante l’ultima settimana da montagne russe, nello specifico con la sconfitta in casa di un’ALBA Berlino decimata e la vittoria al cardiopalma contro il CSKA Mosca (i russi arrivavano al match dopo una serie di 12 vittorie consecutive in coppa). In terra spagnola invece i baschi stazionano stabilmente nelle prime 4 posizioni, 13 vittorie a fronte di sole 4 sconfitte, quando manca una sola giornata alla fine del girone d’andata e sono ancora in attesa di conoscere il loro avversario nell’accoppiamento dei quarti di finale di Copa del Rey (ad oggi sarebbe San Pablo Burgos).

Baskonia: la banda di Dusko

La formazione di coach Ivanovic ci ha messo tutto sommato poco a sopperire all’infortunio e alla conseguente assenza della loro teorica guardia titolare Khadeen Carrington, infatti ora nel quintetto iniziale il suo posto è stato formalmente preso da Giedraitis, a dirigere le operazioni è Pierria Henry, mentre sotto canestro non si può fare a meno ovviamente di Polonara e con lui ruotano a turno i tre centri del roster, Fall, Jekiri e Diop, infine l’altro esterno che completa lo starting five è il giovane lituano Tadas Sedekerskis. Se la partenza classica può essere quella appena descritta è improbabile che sia proprio quello lo schieramento con cui Baskonia finisca le partite, a meno di accoppiamenti favorevoli (vedi l’ultima con il CSKA con Bolomboy in campo) Polonara non finisce mai le gare da 5, quindi a lui viene affiancato la maggior parte delle volte Jekiri, sugli esterni oltre al fisso Henry il posto di secondo handler della squadra se lo “giocano” tra di loro Vildoza e Dragic con l’ultimo slot disponibile conteso tra Giedraitis e Peters. La scelta del doppio playmaker Henry-Vildoza, a meno di eventuali problemi di falli iniziali, viene spesso fatta dal secondo tempo in poi, prima vengono per lo più staggerati i due giocatori.

Sfruttando le caratteristiche principali dei propri giocatori e dei quintetti utilizzati il sistema di una Flex offense è la base di tutto, il che può variare giocando delle diversi tipi di uscite, sia stagger che floppy, dove Giedraitis eccelle come separazione dal proprio difensore sfruttando i blocchi (principalmente sfruttando dei movimenti a ricciolo) che unita al suo veloce rilascio di tiro gli permette di finalizzare molti attacchi dei suoi.

La fonte primaria di gioco però rimane Henry (14 punti prodotti di media su 12.4 possessi a partita) che con i suoi 1vs1 e i PnR sta mettendo di frequente in difficoltà le difese avversarie. In particolare la sua taglia fisica e i suoi cambi di velocità gli permettono di non aver problemi ad andare al ferro, riuscendo ad assorbire bene il contatto, mentre quando sviluppa il gioco a due con il lungo è bravo a leggere cosa fa la difesa: se esce su di lui è un attimo alzare un alley-oop o un lob per il centro che ha rollato forte a canestro, se invece la difesa gioca di contenimento per evitare schiacciate o lay-up facili il suo floater dal centro dell’area è mortifero.

Ci fosse un premio di MIP stagionale sicuramente Achille Polonara sarebbe tra i più seri candidati a vincerlo (tra le sue tante statistiche stagionali il +20 di net rating su oltre 30′,risultando il migliore della squadra, è una di quelle che viene citata più di rado). Se il suo minutaggio può essere sì comparabile a quello dell’anno scorso di Shengelia le cose che Ivanovic gli chiede di fare in campo sono completamente diverse: pochi palleggi per tirare piedi per terra da scarico, aggressività a rimbalzo offensivo (11,4 di OR%), short pop nel mezzo angolo per eventualmente provare a causare un cambio difensivo da attaccare in post basso in modo tale da concludere o in fadeaway oppure girandosi sulla spalla dx per un semigancio mancino. Dalla panchina se il finalizzatore è sicuramente Zoran Dragic (24% di USG% nei circa 20′ in cui sta in campo in EL) grazie ai suoi tagli da lato debole a punire eventuali disattenzioni o i PnR laterali sfruttando la sua amata mano mancina non ci si può dimenticare Alec Peters, tiratore spaventoso da 3 punti (45% con più di 4 tentativi a partita in EL) che non disdegna attaccare mettendo la schiena a canestro contro degli avversari più piccoli di lui per tirargli in testa.

Difesa, difesa e ancora difesa

A causa forse dell’assenza di un altro vero creatore di gioco oltre a Henry l’attacco può battere in testa talvolta, viceversa nell’altra metà campo la musica cambia notevolmente. Il loro Def Rating di 109.8 è nella top 5 dell’EL, il contesto esalta tutti gli interpreti con picchi di qualità per alcuni. Nello specifico Vildoza è forse quello che salta più agli occhi di tutti, grazie alle sue abilità sulle linee di passaggio avversarie, a rubare dal palleggio e a causare deflections, ma è la bravura degli esterni di Baskonia a forzare i blocchi (sia sulla palla che non), che permette di negare diverse linee di passaggio e non dover uscire troppo forte con il difensore del bloccante, infatti la maggior parte delle volte fa contenimento difensivo, il vero segreto di Pulcinella della formazione di coach Ivanovic. Sedekerskis ha fatto un ottimo lavoro contro l’ex Shengelia nell’ultima gara giocata, appunto riesce a guadagnarsi i suoi minuti in campo più con il lavoro difensivo che fa (la sua taglia fisica importante per un’ala aiuta) rispetto a quello che gli viene chiesto in attacco dove gioca poco palla in mano, piuttosto è molto più funzionale a far da sponda per giocare la palla sotto canestro, attaccare di mano dx i closeout o tirar da scarico. Non si può non parlare della difesa dei baschi senza citare Fall ovviamente, il 2,22 metri è uno dei migliori rim protector d’Europa (5% di BLK%) che se sfidato al ferro non è un cliente facile per nessuno anche se il suo “motore” non gli permetterà mai di giocare lunghi tratti di partita. Tutte queste abilità difensive permettono alla squadra di poter correre spesso in transizione, situazione molto amata dai rossoblù, derivante o da una palla rubata o dalla possibilità di partire subito in campo aperto dopo un errore al tiro avversario grazie alla capacità di Henry e Vildoza di andare a rimbalzo difensivo (9,7% e 8,1% di DR% rispettivamente per l’uno e per l’altro) ed essere loro i primi a spingere sul piede dell’acceleratore.

Probabilmente non avranno mai il talento di Real e Barcellona ma come dimostrato già quest’estate (seppur in una situazione molto particolare) Baskonia vuole farsi trovare di nuovo pronta a sgambettare le big in caso di un loro passo falso.

 

Appassionato di pallacanestro a 360° con una certa inclinazione verso il basket in Piemonte, tifoso (fin troppo) biellese sin dalla tenera età.

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