Alessandro Gentile: “Nascondere il disagio fa stare peggio”

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Alessandro Gentile

È un periodo molto delicato della vita di ognuno di noi perchè siamo stati obbligati a cambiare le nostre abitudini, a staccarci dal rapporto umano e vivere sempre più isolati in un lento ma inesorabile declino delle relazioni interpersonali. Per questo motivo i problemi mentali dei giocatori, tema sempre più pubblico in NBA, ha preso il giusto percorso anche in Italia grazie alla testimonianza di Alessandro Gentile che, senza paura, ha reso pubblico il suo disagio sperando di essere d’aiuto a qualcuno.
Il Corriere della sera ha pubblicato un’interessante intervista con lui su questo tema. Ecco alcuni spunti.

L’argomento della salute mentale è molto delicato, ma penso che sia anche sottovalutato perchè la gente si isola ed è sola, ma si vergogna a dirlo. Dato che vivo situazioni simili volevo essere d’aiuto. Ti senti fuori luogo ovunque e fuori dal mondo, sono situazioni difficili da spiegare per chi non le ha provate, per questo è giusto chiedere aiuto a chi è competente in materia senza vergognarsene.

L’esperienza di Alessandro Gentile:

Ho questo disagio da tempo ma l’ho tenuto nascosto. È peggiorato sempre di più fin quando non sono più riuscito a gestirlo e l’ho reso pubblico l’anno scorso dopo il Covid, perchè la paura e l’isolamento hanno creato brutti scenari. In queste cose la regola è che non ci sono regole, mi son fatto aiutare dalla mia famiglia, da Stefano, prima da una psichiatra e poi da uno psicologo.

Il basket in tutto questo:

La mia vita è molto più del basket, perchè l’esistenza non si riconduce a un campo da basket o quello che succede in esso, sebbene sia la mia passione e il mio lavoro. Di sicuro non cerco aiuto in questo contesto per risolvere i miei problemi.

A Varese:

Qui mi trovo molto bene, la piazza mi ha accolto positivamente e con coach Vertemati ho un rapporto anche da amico, ma so che le piazze che prima ti osannano poi possono voltarti le spalle. Ho fiducia nel coach e nel gruppo, usciremo da questa situazione.

Milano e il declino

Ho commesso molti errori e me ne assumo la responsabilità, ma sul resto non voglio commentare. Credo che l’occasione migliore sprecata sia stata quella al Panathinaikos. Non ho grandi amicizie nel basket ma credo di aver lasciato un buon ricordo alle persone con cui sono stato.