Allianz Pallacanestro Trieste: la squadra rivelazione di questa Supercoppa!

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Fonte Instagram Allianz Trieste

Questa Supercoppa targata Eurosport ha riportato entusiasmo tra le tifoserie e ci ha dato l’opportunità di dare uno sguardo più approfondito ai roster che si daranno battaglia nella prossima LBA. Tra squadre apparse un po’ indietro nella preparazione e altre ancora alla ricerca di meccanismi collettivi, chi ha certamente spiccato è l’Allianz Pallacanestro Trieste, per qualità di gioco espressa ed intensità. Se i risultati ottenuti in questo trofeo prestagionale potranno essere confermati quando si farà sul serio è da vedere, tuttavia le indicazioni relative arrivate in questi giorni saranno certamente incoraggianti per i tifosi giuliani. Dunque, andiamo a vedere meglio quali sono stati i punti di forza di questa Trieste e i protagonisti del roster di quest’anno.

La difesa di Trieste

In queste cinque sfide che attualmente ci ritroviamo come (scarso) campione, abbiamo notato delle eccelse rotazioni difensive triestine. La difesa è stata uno degli aspetti che ha sorpreso di questo inizio di stagione dell’Allianz, che ha sì subito 77,4 punti a partita, ma ha dato prova di poter inscenare delle ottime difese collettive, ben rodate nonostante il poco tempo a disposizione per farlo. L’arma principale della fase difensiva di coach Dalmasson è stata la rim protection, garantita della coppia di centri USA (una scelta societaria adottata spesso durante la costruzione degli ultimi roster) che ha un’ottima predisposizione in questo senso. Sia Ike Udanoh, che già conoscevamo bene e che ha altri tipi di carenze difensive, che il nuovo arrivato Devonte Upson, si sono rivelati finora ottimi in protezione del ferro. Combinando le loro abilità, e ovviamente coadiuvati dagli altri membri delle rotazioni, hanno tenuto gli avversari al 46% nella restricted area. Qui trovate le percentuali delle sfidanti di Trieste in questa Supercoppa, fino adesso, sebbene quelle riguardanti i dati dall’arco potranno sicuramente essere influenzate dalle percentuali “da preseason”.

Percentuali avversarie Trieste in Supercoppa (dati InStat)

La varietà di soluzioni offensive

Se avete dato uno sguardo alle prime uscite di Trieste, avrete notato dei momenti di totale black-out del loro attacco, capace di arrestarsi quasi completamente in termini di produzione. Ciò è successo nella vittoria casalinga contro Venezia, che è arrivata grazie ad un’ottima difesa e agli errori offensivi della Reyer (solo 69 punti segnati), ma che aveva visto la squadra del Giglio fermarsi completamente nel terzo quarto, segnando la miseria di 11 punti in quei 10 minuti, tirando 1/7 da tre. Facendo peggio al ritorno, sempre con di fronte l’Umana, chiudendo con soli 62 punti totali e, stavolta, meritando la sconfitta. Eppure, un altro punto di forza del team, potrebbe essere proprio le diverse bocche da fuoco a disposizione in attacco, quindi questi momenti di smarrimento potrebbero essere frutto del clima pre-stagionale.

Milton Doyle ha, senza dubbio, faticato in questi primi esordi italiani, tirando con il 34% dal campo ed il 28% da tre. Evidentemente, l’ex Murcia ha avuto dei problemi di shot selection, prendendo comunque 11,2 tentativi a partita, dei quali 7,2 da dietro l’arco. Nulla di preoccupante, visto che Doyle ha già fatto vedere gli sprazzi di pura tecnica che vi avevamo raccontato. D’altronde, quale migliore periodo della preseason, e quale miglior torneo della Supercoppa, per entrare in ritmo e adeguarsi agli schemi del nuovo coach.

Chi ha sopperito alle carenze della propria spalla offensiva, è Myke Henry, l’altro grande realizzatore di questo gruppo. L’ala piccola statunitense (impiegata principalmente da 3, nei quintetti con Grazulis, nonostante le esperienze da 2 negli USA), reduce da tanta G-League ed un anno in Israele, è stata la vera sorpresa dell’Eurosport Supercoppa, in quanto non si era parlato abbastanza di lui in fase di mercato. Henry è stato il miglior realizzatore, per distacco, di Trieste, con 14,3 punti ad allacciata di scarpe, tirando meno e meglio di Doyle (10,3 tentativi per match, 51% in totale, 32% da tre punti).

Infine, non sarà da sottovalutare l’apporto di Andrejs Grazulis, che in termini realizzativi si è tenuto in disparte, tentando pochi tiri e segnandoli bene (50% generale, 40% nelle triple), ma ha già dimostrato ampiamente di poter valere eccome la categoria. Il lettone potrà essere l’arma in più per le ambizioni triestine, che maturando e prendendo confidenza con la categoria superiore (proviene da ottimi anni di A2), potrebbe rivelarsi la vera sorpresa, non solo del roster dell’Allianz, bensì dell’intera LBA.

Il pacchetto italiani dell’Allianz

Il reparto azzurro di Trieste è stato costruito in modo molto intelligente e, se parliamo di varietà di soluzioni offensive, influisce necessariamente. Optando naturalmente per il 5+5, sono stati scelti cinque italiani ben assortiti fra loro, più capitan Coronica che andrà a sfruttare i minuti che gli verranno concessi.

Innanzitutto, spesso ci dimentichiamo che lusso sia poter schierare da connazionale Juan Manuel Fernandez. El Lobito è la terza punta offensiva della squadra (10 di media nelle prime 5) e, al contempo, garantisce il suo enorme contributo nell’attività di playmaking. Il play titolare della Pallacanestro Trieste ha già smazzato 4,8 assist per ogni gara di Supercoppa, contendendo a Milos Teodosic il premio di miglior passaggio vincente della competizione.

Scelta, invece, coraggiosa e da stimare, è quella di affiancare all’argentino Tommy Laquintana, formando una coppia in cabina di regia senza stranieri. L’ex bresciano è maturato moltissimo dopo l’esperienza in Eurocup e lo ha già dimostrato in queste prime uscite con la nuova maglia. Rivestirà un ruolo importante nello scacchiere dalmassoniano, prendersi delle responsabilità non sarà un problema per lui. Le sue scorribande sono state una carta da giocare già in questi avvii di stagione con l’Allianz.

Per il resto, Da Ros e Cavaliero sono ormai due veterani, che conoscono benissimo l’ambiente e in chiave spogliatoio risultano sempre utili, oltre a non risparmiarsi mai sul parquet. In conclusione, bisognerebbe porre l’accento sulla firma di Davide Alviti, che Treviso si è lasciata sfuggire, il quale rivestirà certamente un ruolo di comprimario, ma la sua giovane età (23enne), combinata alle ottime percentuali dall’arco (uno dei migliori della lega la scorsa stagione, nonostante i pochi tentativi) e all’intensità profusa difensivamente, lo rendono un ottimo elemento.

Conclusioni

Se tutto andasse come dovrebbe andare, per l’Allianz Trieste si profila un’annata carica di ambizioni, rispetto agli anni scorsi. Certamente, le incognite sono diverse: in primis, andranno confermate le ottime sensazioni di questa Supercoppa, sperando che la tenuta fisica di alcuni componenti del roster (vedi Udanoh, ma non solo) sia buona per tutta la durata della stagione, soprattutto nei momenti cruciali della stessa. Il compito di Eugenio Dalmasson sarà quello di continuare a gestire bene le rotazioni, puntando alla valorizzazione e crescita di giocatori come Grazulis e Laquintana, ma anche Alviti. Le premesse di inizio stagione sono sempre dure da rispettare, tuttavia, a differenza dello scorso anno, circola parecchia fiducia in merito alla scelta degli americani per questa annata. Realisticamente, puntare i playoff potrebbe non essere una follia, anzi, ma bisognerà vedere come si evolverà il tutto, visto che è estremamente presto per fare delle previsioni.

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