Analytics: chi è il giocatore che incide di più in Italia?

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Pausa per la Coppa Italia e campionato che si ferma, al netto dei recuperi che si giocheranno in settimana. E’ un momento buono per fare qualche riflessione su quanto visto finora in campo.
Con l’ausilio di InStat e delle sue analytics abbiamo provato a ricostruire quali sono i singoli giocatori che hanno maggiore impatto sulle proprie squadre nei minuti in cui sono in campo.
Necessario uno spiegone sul metodo utilizzato, con la doverosa premessa che le conclusioni non siano scientificamente perfette, ma figlie di numeri che, come sempre, vanno presi con tutte le cautele del caso.

Dicevamo del metodo: abbiamo tenuto conto dei differenziali on/off dei giocatori. Ossia i dati di offensive e defensive rating accumulati dalle squadre nei minuti in cui è stato in campo un singolo giocatore rapportati agli stessi dati di squadra nei minuti giocati senza di lui. Questo per osservare i delta, positivi o negativi.

Per capirci: se il giocatore X gioca 40 possessi di una partita e in quei possessi la squadra segna 40 punti, l’offensive rating di squadra con lui in campo sarà 100 (40/40*100). Se la squadra, nei minuti in cui il giocatore è in panchina, segna 30 punti in 40 possessi, l’offensive rating di squadra nei minuti passati in panchina dal giocatore sarà (30/40*100) 75. Cosa che ci permette, a livello numerico, di dire che con il giocatore X la squadra ha prodotto (100-75) 25 punti per cento possessi in più rispetto ai minuti passati da lui in panchina.

Per evitare scostamenti macroscopici e numeri dovuti al campione ridotto di partite giocate, abbiamo incluso nelle nostre osservazioni solo i giocatori che abbiano disputato almeno dieci partite, con la stessa squadra, giocando in media almeno quindici minuti.

KYLE HINES DAVANTI A TUTTI

Ecco la top ten dei giocatori col maggiore impatto statistico sulle proprie squadre.

Kyle Hines è il re della speciale classifica. Il suo On/Off di +23,6 parla di un giocatore che cambia completamente gli orizzonti della propria squadra, prima difensivamente (-15,2 punti concessi ogni cento possessi rispetto a quando non è in campo) e poi offensivamente (8,4 punti per cento possessi segnati in più con lui sul parquet). E’ giusto notare come i suoi numeri facciano riferimento a undici delle diciassette partite giocate dall’Olimpia in Italia. Legittimo pensare che, con più apparizioni, le cifre sarebbero state meno roboanti. Ma il discorso di fondo non cambia: anche a 34 anni l’ex CSKA è un giocatore di elite assoluta per il nostro torneo.

A breve distanza da Hines troviamo una coppia marchiata Dinamo Sassari: quella formata da Miro Bilan (+21,8 di on/off) e Jason Burnell (+20,4). Ulteriore segnale di come Sassari abbia ovviato ottimamente alla partenza di Dyshawn Pierre, trovando un sostituto che continua a formare col centro croato una coppia dinamica e di impatto totale.
In top ten anche il sempre più convincente Marco Spissu, con un differenziale positivo di 16,7 punti. Il trio sassarese in top ten dimostra quanto di buono operato nuovamente in terra sarda da Pozzecco e il suo staff, ma anche di quanto le rotazioni non siano così lunghe o comunque efficienti. Va da se, infatti, che se i tre principali giocatori hanno dati di on/off così positivi, l’andamento sarà inversamente proporzionale nel momento in cui questi dovranno prendere fiato in panchina. Segno di una second unit non certo tra le migliori del torneo.

Dinamo Sassari
Facebook Dinamo Sassari

Al quarto posto una delle migliori new entry del nostro torneo, Todd Withers, che tra gli alti e bassi della Fortitudo, è stato quasi sempre un punto fermo. E i suoi dati on/off lo testimoniano in pieno: +19,9 di net rating per la Lavoropiù nel differenziale tra i suoi minuti in campo e quelli fuori. Giocatore che dona dimensione perimetrale all’attacco ma anche versatilità difensiva alla squadra. Atleta destinato a una lunga carriera tra i pro in Europa.
Al pari di Withers, con +19,9 di on/off, Josh Bostic di Reggio Emilia. Uomo di esperienza, magari non con numeri scintillanti in attacco, ma che tiene alta la tensione degli uomini di Martino. In particolare nella propria metà campo Bostic fa sentire la sua presenza, con un +13,8 di differenziale on/off difensivo che ci aiuta a cogliere a pieno il suo peso all’interno della Grissin Bon.

Sorprende, per certi versi, trovare Tyler Kalinoski al sesto posto. La stagione della Leonessa è stata decisamente travagliata, ma la guardia USA ha sempre portato il proprio contributo e nei suoi 24′ di media permette un’efficienza media di squadra superiore di oltre diciotto punti rispetto ai momenti in cui sta seduto.
Viene tutto dalla metà campo offensiva, invece, l’ottavo posto di Shavon Shields. Milano praticamente non varia la sua efficienza difensiva con lui in campo o in panchina, ma si trasforma in attacco quando l’ex Trento gioca: +16,3 di offensive rating il differenziale tra i minuti on e quelli off.

Altra sorpresa al nono posto, con James Woodard, rilasciato recentemente da Cantù, ma che lascia con differenziali di assoluto rilievo, specie in difesa: +11,3 di defensive rating e +15,3 complessivo di squadra. Meglio anche di Milos Teodosic, al decimo posto con 14,6 di net rating composto in maniera curiosa: la Virtus, stando ai numeri, aumenta maggiormente il rendimento in difesa quando lui è in campo rispetto a quando è in panchina (+10,1) rispetto a quanto non faccia in attacco (+4,5).
Fuori dalla top ten per pochissimo Kelvin Martin di Trento, Kyle Weems della Virtus e Devonte Upson di Trieste.

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Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.