Analytics: il peso di Teodosic e Markovic nella Virtus Bologna

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Primo mini momento di difficoltà per la Virtus Bologna, brillantemente imbattuta in Eurocup, ma reduce da due brutte sconfitte casalinghe in campionato con Cremona e Reggio Emilia. Come sempre accade, sconfitte fa rima con mugugni del pubblico. A tal punto che martedì, prima della partita contro Monaco, sono dovuti intervenire l’AD Baraldi (sulle pagine dei giornali) e la coppia Djordjevic-Ronci (in conferenza stampa) per riportare un po’ di calma. Tranquillizzando un ambiente che, forse, si era abituato fin troppo bene ai ritmi di vittorie della passata stagione.

Nel frattempo erano partiti i consueti processi som(m)ari del pubblico per trovare il colpevole della situazione: dai nuovi, Adams e Abass su tutti, che ancora stanno cercando il proprio miglior collocamento all’interno dello scacchiere tattico virtussino, allo stesso Djordjevic, criticato in un mese più di quanto non sia stato fatto nei diciotto precedenti.

A ben vedere, però, per provare a spiegare qualcosa del momento bianconero, comunque in modo parziale, non serve allontanarsi dal duo che ormai da oltre un anno guida il basket della Segafredo: Milos Teodosic-Stefan Markovic.

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Dalla pagina Facebook Virtus Segafredo Bologna

Indipendentemente da come la si metta giù, rimangono i primi due giocatori della squadra, per talento e peso specifico. Il gioco passa sempre dalle loro mani ed è innegabile che, fin qua, entrambi abbiano reso qualcosa in meno del 2019/2020. Dove, per onestà, va detto che avevano tenuto un ritmo assolutamente folle.

Va posta la lente di ingrandimento, in particolare, su quello che è il loro impatto sul resto della squadra. Per farlo, allora, ci serviremo dei numeri relativi ai quintetti schierati dalla Virtus in queste due stagioni. Un dato statistico spesso utile, sul lungo periodo, per farsi un’idea un po’ più precisa di quella che può essere l’influenza di un giocatore sulla squadra ma anche su singoli compagni.

Partiamo intanto vedendo un dato che, già da solo, ci restituisce l’importanza del duo serbo per il gioco della Virtus.

Delle trentacinque partite in cui sia Markovic che Teodosic sono stati presenti a roster nella passata stagione, il 42.7% dei minuti li ha visti in campo assieme. In quel tempo la Virtus ha accumulato un plus/minus di +226, che, parametrato sui quaranta minuti di una gara, vorrebbe dire vincere in media di oltre quindici punti.

Più che il semplice dato in sé, già così abbastanza impressionante, rende ancora meglio l’idea il peggioramento che le statistiche hanno avuto quando la Virtus ha giocato con uno dei due, o tutti e due, in panchina. Vedendo calare di quasi tredici punti per quaranta minuti il proprio plus/minus con il solo Teodosic in campo, di oltre quindici punti con il solo Markovic sul parquet, addirittura con il dato che è passato in negativo quando entrambi sono stati in panchina contemporaneamente.

Un’analisi che risulta quasi pleonastica, tanto il campo ha reso evidente l’importanza cruciale del duo nelle fortune bolognesi della passata stagione. Ma che ci aiuta a contestualizzare meglio quello che sta succedendo in questo inizio di 2020/2021, seppur attualmente avendo numeri che soffrono, inevitabilmente, del difetto del campione di partite ridotto su cui si basano.

Vediamo, infatti, la stessa tabella relativa alle sette partite (Supercoppa esclusa) che Teodosic e Markovic hanno giocato insieme fin qua in questa stagione.

La prima differenza che salta all’occhio è la diversa allocazione dei minuti di Markovic e Teodosic in coppia, che sia in campo o in panchina. I due passano sensibilmente meno tempo insieme contemporaneamente in campo (32,9% del tempo totale quest’anno rispetto al 42,7% del 2019/2020), mentre è più che raddoppiato il tempo in cui la Virtus gioca con entrambi in panchina (dal 6,2 al 13,9% del tempo di gioco totale).

Un numero, anche in questo caso, che sorprende fino a un certo punto: la Virtus sul mercato ha allungato il proprio roster, oltre ad aver aggiunto un giocatore come Adams, che può fungere anche da portatore di palla, e ad avere un Alessandro Pajola che continua a crescere.

È nell’ordine delle cose che Djordjevic, specialmente in avvio di stagione, lavori su nuovi quintetti che non prevedano in campo nessuna delle proprie due stelle, per, al contempo, trovare nuove alchimie e rendersi meglio conto di cosa i nuovi possano dare alla causa.

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Dalla pagina Facebook Virtus Segafredo Bologna

Al contempo è anche abbastanza lampante come il rendimento di squadra quando in campo c’è solo Markovic e non Teodosic si deteriori totalmente. Su quasi dodici minuti a partita in cui Markovic gioca senza avere l’ex CSKA come spalla la Virtus accumula un plus/minus di -8,5 parametrato sui quaranta minuti. Anche in questo caso, le difficoltà che l’esterno serbo sta avendo in questa ripartenza non sono un mistero. Appare fuori forma e, in alcuni casi, quasi svogliato.

Una constatazione che va a sommarsi al fatto che i nuovi ancora non si siano inseriti al meglio (come mostrano i dati relativi ai momenti di partita in cui siedono sia Markovic che Teodosic) e che sta rendendo, per certi versi, la Virtus ancora più legata al rendimento di Teodosic, che, in singolo, incide molto di più rispetto alla passata stagione sulle sorti della squadra.

La preponderanza del duo sul rendimento della squadra è ulteriormente testimoniata dai numeri al tiro.

Con la propria coppia di leader in campo la Virtus procede con numeri di tiro da All-Star Game. Percentuali che tornano decisamente sulla terra quando il duo si separa.

Anche spostando l’attenzione sui compagni di squadra e su come vengano gestiti i loro minuti in relazione alla presenza di Markovic e Teodosic in campo, troviamo numeri interessanti.

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I numeri di squadra per ciascun giocatore del roster. Evidente come Markovic attualmente sia un problema da risolvere.

Per esempio scopriamo che i due giocatori che, fin qua, hanno passato meno tempo in campo con la coppia serba, oltre a Pajola, che essendo playmaker gioca necessariamente come cambio dei due, sono, guarda caso, Josh Adams e Awudu Abass, i due che più hanno ricevuto critiche dal pubblico fin qua.

Ora, se per Adams vale in parte il discorso fatto per Pajola, è innegabile notare come Abass paghi anche il fatto di passare poco tempo in campo con la coppia di giocatori che più esalta il rendimento dei propri compagni di squadra (guardate i numeri di Weems, per esempio, che alterna i suoi minuti proprio con Abass).

Specularmente, tra l’altro, Adams e Abass sono anche i due giocatori che stanno maggiormente in campo quando sia Teodosic che Markovic siedono in panchina. Al contempo, però, segnale di quanto Djordjevic li abbia individuati come leader della second unit, pur non avendo ancora avuto grandi risposte in termini di rendimento.

Provando allora a tirare qualche conclusione, sempre ricordando che parliamo di numeri basati ancora su poche partite, possiamo sicuramente dire che per la Virtus Teodosic e Markovic rimangano le stelle polari con cui la squadra trova la rotta per giocare il proprio miglior basket.

Ma anche che per coach Djordjevic questa stagione porti con sé alcune nuove sfide: riuscire a trovare diversi protagonisti all’interno della squadra per non essere costretto a dipendere dal solito duo e cercare di recuperare un Markovic che fin qua ha mostrato il volto peggiore. Il tutto anche per non correre il rischio di andare a sovraccaricare eccessivamente un Teodosic che è sì un grandissimo giocatore, ma resta pur sempre un atleta di trentatré anni su cui sarebbe meglio non eccedere con i carichi a cui sottoporlo.

Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.

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