Banchi: “Hackett non fu subito a Milano per incomprensioni contrattuali”

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Banchi
Grafica di Grazia Cifarelli.

Nella nostra chat del venerdì è stato ospite Luca Banchi, ex coach di Montepaschi Siena e Olimpia Milano ha rivissuto ai nostri microfono la sua carriera attraverso ricordi di vittorie e sconfitte, esperienze all’estero e la grande lucidità d’analisi. Questi i temi della chat:

  • La gara 7 di Milano contro Siena
  • La serie contro il Maccabi per andare alle Final Four
  • Il “tardivo” arrivo di Daniel Hackett
  • Il capitolo torinese e la decisione di lasciare
  • Le esperienze all’estero
  • Il miglior talento (che non vi aspettereste) mai allenato
Su Milano:
Il giorno di gara 7 Gani Lawal, uno sempre preciso e puntuale, non si sveglio e saltò il walkthrough, nella stessa notte Gentile venne scelto al draft e spense il cellulare per restare concentrato. Hackett doveva essere con noi da inizio stagione e non lo fu per incomprensioni contrattuali.
Su Torino:
I fatti di Varese furono semplicemente l’ultimo episodio che mi convinse a prendere una decisione irrevocabile, ma quella squadra aveva talento e poteva crescere molto.
Su Siena:
Tutto stava nella consapevolezza delle vittorie e il nostro secondo quintetto era formato da Kaukenas, Lavrinovic e gente di questo calibro che forse era anche meglio del primo quintett. Era il nostro segreto di Pulcinella.

 

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