Barcellona-Milano: possibili rovesci e temporali

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Barcellona-Milano. Barcellona: Calathes, Abrines, Exum, Oriola, Davies, Martinez. Olimpia Milano: Daniels, Shields, Mitoglou, Datome, forse Delaney. No, non sono i quintetti titolari pronosticati per la sfida di stasera. Purtroppo, sono le liste dei probabili indisponibili. Chi per Covid, chi per acciacchi fisici o recuperi non ancora perfezionati. Sarà una sfida, quella del Palau Blaugrana, in tono minore rispetto alla fantastica vittoria meneghina del girone d’andata. Vuoi per le condizioni fisiche con cui arrivano le squadre, vuoi per le differenti condizioni di classifica con cui giungono le due squadre alla sfida in terra catalana. La capolista di Eurolega viene da un paio di settimane di sosta forzata tra Eurolega e Liga Endesa, interrotte dalla rovinosa caduta interna di domenica con Manresa. Gli uomini di Ettore Messina, d’altra parte, vengono dalle affermazioni interne contro Bologna e Derthona in LBA, ma la classifica di EL non sorride più come agli inizi di novembre, seppur il 16-11 attuale non precluda assolutamente nulla.

Le atmosfere che circondano le due compagini non sono delle più terse e limpide. Il costante e latente nervosismo col quale Sarunas Jasikevicius tiene in riga i propri soldati sta ultimamente emergendo troppo spesso. Le dichiarazioni post disfatta a Vitoria sono incasellabili in uno sfogo da coach frustrato per una prestazione embarassing dei propri giocatori. E ci sta, considerando il caratterino di Jasi. Ma le uscite in conferenza stampa di domenica, a strettissimo giro di posta dalla sconfitta interna col BAXI, tradiscono la volontà di raggiungere un equilibrio e uno stato di quiete che, come Achille e la tartaruga, vengono sempre avvicinati ma mai realmente raggiunti. Com’è possibile, in un momento come questo, concedersi a dichiarazioni così superficiali e irrispettose? Dando per scontato che Jasikevicius non pensi esattamente quello che ha detto, dando per assodato che il momento di frustrazione abbia influito non poco, rimane il fatto che le acque dell’oceano blaugrana non siano calme. Finora l’equipaggio ha saputo condurre la barca (ogni riferimento alla famiglia cartaginese fondatrice dell’insediamento è puramente voluto) lungo una rotta sicura. La bussola segna ancora il Nord senza problemi. Anche se alcuni scossoni stanno facendo vacillare l’ago.

Controllo dei rimbalzi e circolazione della palla. Ogni volta che Milano si accinge ad affrontare una big di Eurolega, il mantra di coach Messina risuona tonante nelle parole prepartita. Le condizioni fisiche non sono delle migliori: il costante e graduale recupero degli indisponibili procede, ma si spera continuamente che i tempi si assottiglino maggiormente. Barcellona-Milano, quindi. Pensare di vincere a Barcellona senza il tuo miglior giocatore e la più grande sorpresa del mercato estivo è ai limiti dell’utopico. Ma le ultime uscite di Milano in campionato ci hanno presentato un aspetto per certi versi inedito della squadra di Messina. Le due vittorie parlano di una squadra che ha saputo elevare il grado di intensità caratteriale piuttosto che tecnica. l’impressione è che le abbia vinte non perché più forte (del quintetto di coach Ramondino sicuramente, di quello di Scariolo se ne potrebbe discutere per ore) ma perché più volenterosa di raggiungere il referto rosa. Una Milano più “operaia”, svestita della patina chic che la ammanta nell’immaginario collettivo e immersa totalmente nello spirito blue collar dell’hinterland.

Barcellona-Milano. Se il pronostico non è chiuso, poco ci manca. Non è il portone della cassaforte di un caveau, ma quantomeno è una porta blindata a quattro mandate. Piede di porco, olio di gomito, buona dose di fortuna e padroni di casa addormentati. O almeno intenti a intrattenere ospiti a cena. Non è necessario arruolare Tom Cruise per completare la missione impossibile. Anche un paio di triple del Chacho o le difese di Melli e Hines potrebbero bastare.