Basket Sofa – Clippers, trade Machine, Harden e Santa Claus

NCAA

Con l’approssimarsi al Natale si diventa tutti più buoni e quindi questa nuova puntata di Basket Sofa, il lato morbido della pallacanestro, vuole essere lieve come la neve che ricopre molte delle nostre città, causando qua e là qualche scivolone, altrove delle vere e proprie slavine. Un “Canto di Natale” di dickensiana memoria che vuole essere l’antipasto per la scorpacciata di basket che avremo il 25 dicembre.

 

CLIPPER’S BELL

Ne hanno combinate di cotte e di crude. Hanno perso le classiche partite che la seconda squadra di L.A. ha puntualmente fallito in tanti anni di storia, hanno provato a fare il giro delle superstar disponibili, dei coach che scegliessero un programma a lunga scadenza e hanno preso tanti bidoni. Poi arriva un anno, in cui in un rapido giro si vedono sfuggire tra le mani Blake Griffin e Deandre Jordan, in cui partono senza ambizioni e con una squadra che sembra un lazzaretto. Scivolare sulla classica buccia di banana è facile, coach Doc Rivers lo sa….

Doc Rivers Takes An Unfortunate Spill

Doc Rivers took a spill trying to argue a call 😬

Pubblicato da NBA from B/R su Giovedì 20 dicembre 2018

ma le cose sembrano girare e ognuno dei soldatini sembra avere il suo ruolo. Tobias Harris, detto “Lo Zio” è il leader di un gruppo che ha nel fromboliere Beverley e in un Gallinari eccezionale tutto quello che si possa desiderare. Al resto ci pensa “Sweet Lou” Williams, che accarezza la seta della retina con una frequenza inenarrabile. Il cambiamento degno del vecchio Scrooge si vede dalla difesa. Premesso che un “rim” (e non solo…) protector come Boban Marjanovic in uscita dalla panchina è un gran lusso, così come a breve lo sarà anche Teodosic, che fa parte di questa squadra anche si tende a ignorarlo, ma se guardiamo all’ultimo match contro Doncic – pardon Dallas – ci si rende conto che tutto il gruppo ha girato le viti. La testimonianza? Gallo che alza la cresta non solo in attacco, ma anche in difesa, con stoppata su Barea e sfondamento preso da Barnes nel momento decisivo della gara. Riusciranno i soliti Clippers a rovinare tutto con l’approssimarsi della trade deadline e della post season? Intanto gli auguriamo un felice cenone con le parole che il social manager della squadra ha dedicato post vittoria ai suoi…

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when the pre-game pasta is al dente

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PASSI, DIFESE ALLEGRE E… DIFETTI DI FABBRICA

Se n’è parlato tantissimo in settimana, la scena è eloquente e lui non ha fatto nulla per nasconderlo. La gara tra Houston Rockets e Utah Jazz è stata decisa da una, e forse più, giocate nettamente in frode al regolamento da parte del “Barba” James Harden. Basta vedere il dettaglio per accorgersi dell’eccessivo numero di passi che l’ex Thunder compie nel suo “doppio” step back per spaziarsi in più azioni del finale concitato di gara

Non che il giocatore di Houston sia avaro di emozioni dal punto di vista arbitrale, visto che da un anno e mezzo ha coniato quella meccanica di tiro “avvolgente” che non crea un tiro migliore, bensì gli permette di abbrancare l’avversario, farlo sembrare un fallo e lucrare tiri liberi che imbuca con irriverente facilità. E’ lui che ha portato all’estremo l’euro-step, notevoli sono le parodie su di lui, ma ancor di più ha iniziato una sequela di simulazioni che, magari in questa fase della stagione, lo portano ad essere ancora più devastante. Questo il ritratto di stanotte dove da un non contatto sono poi scaturiti due liberi…

Il ragazzo ha sicuramente un futuro da stuntman. Beh il rovescio della medaglia è che a voler sfidare la sorte ai dadi, ci si rimette nel lungo periodo. Chris Paul è out,la gara di stanotte è stata persa malamente contro gli Heat di un commovente Wade che magari non sarà più “flash”, ma che non è ancora un supereroe in pensone a Bocaraton, neanche troppo lontano da Miami Beach. Se intanto al peggio non c’è mai limite, ed anche una squadra che vuole tankare al massimo grado come Phoenix – che ha svenduto anche Ariza in settimana – inanella 4 vittorie di fila, che non si vedevano da tempi secolari, chi sta decisamente peggio sono i Minnesota Timberwolves, che al netto di una stagione in sordina e volendo escludere un D-Rose 5 stelle extra lusso, stanno regalando spettacolo per gli amanti del trash basketball. In loop, da guardare all’infinito, la difesa “con la scarpa in mano” di Taj Gibson…

Ancora meglio, nel secondo tempo, sempre della gara contro Sacramento, fanno tre difensori del roster di coach Thibodeau, che era uno specialista nel migliorare i suoi giocatori nel reparto arretrato. Al buon Troy Williams il merito di essere riuscito in un’impresa. “Everybody up”…

SCHERMAGLIE DI TRADE

A tenere banco in queste ore è di sicuro l’affaire Anthony Davis che sembrava vicinissimo ai Celtics – che nel mentre strizzavano l’occhio anche a ognuno degli innumerevoli lunghi di Orlando – ma che è stato appuntato da LeBron James nel suo taccuino da GM, tanto da venir accusato di temperino per un reclutamento “eccessivo”. Non sappiamo se Magic continuerà a tenere così bene il punto nell’ombra, con la stessa tranquillità che mostrava sul campo. Intanto però, e la voce si fa insistente, l’avvicinamento dei Bucks e di Giannis al “monociglia” ha sconcertato i media e le lobby della NBA, che invocano un interevento del commissioner come a suo tempo per CP3. Interessante vedere come si evolverà la cosa, perchè con la trade deadline sempre più vicina, ci sono squadre che si stanno liberando sempre più di pezzi che non servono se vuoi prendere uno tra Barrett, Zion o Hachimura al prossimo draft. Chicago cerca di disfarsi di Jabari Parker, i Bucks han tolto Della Vedova e di Phoenix abbiamo detto. Staremo a vedere, con le speculazioni che si sprecano e le possibilità sempre più concrete di avere almeno una squadra di più stelle a contendere lo scetto a Golden State, amesso che siano loro i favoriti.

 

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