Basket Sofa – Quel che resta di Bucks contro Lakers

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Giannis Antetokounmpo

Basket Sofa non analizza nello specifico risultati e partite, non che stavolta si faccia eccezione ma quel che è stato in settimana il confronto tra i Los Angeles Lakers e i Milwaukee Bucks è un evento – ancor più che una semplice gara – che ha lasciato un segno deciso in una NBA che vive al momento di incertezza, di insicurezza e di squadre sull’ascensore.

QUI BUCKS…

Il gioco di Milwaukee si è dimostrato semplicemente irresistibile. Non è un caso che dal rientro di Donte Divincenzo (con la contestuale uscita di Bledsoe) e con l’aumento di minuti da parte di George Hill, la stagione dei Bucks ed il loro gioco è migliorato, con un playmaker più di ordine e meno istintivo. Inutile discutere sul fatto che Giannis Antetokoumpo sia una forza della natura, capace di spostare gli equilibri e di dominare a piacimento le scene, ma altrettanto innegabile è che la coppia Matthews – Middleton non solo è ben assortita ma riesce ad essere ficcante e sempre pericolosa, seppure con percentuali non sempre costanti.

Il punto di domanda è sicuramente il pivot, con Brook Lopez che nella gara da ex ha dettato legge contro i gialloviola, ma questa non è una sentenza definitiva. Sul singolo match la sua capacità di aprire il campo è un fattore, ma in serie giocate sui dettagli e sulla difesa, di sicuro non ci può essere garanzia di risultato con un “finto-pivot”. Panchina corta comunque, quella di Milwaukee, con Ilyasova che porta cattiveria e Korver esperienza. Brown, il catcher Connaughton e Robin Lopez sono giocatori di contorno. Da qui un’interessante quesito. Sono ancora re a est e stanno provando a imporre legge anche a ovest, ma questi Bucks sono davvero da anello? Non è un caso che si stiano muovendo sul mercato…

Lakers

QUI LAKERS…

Mancava Kuzma, quindi il giudizio non sarà neanche in questo caso – come per Milwaukee – una Cassazione senza appello, ma delle considerazioni possono e devono essere fatte. Proprio KK è quell’elemento che permette a Los Angeles di giocare con LeBron – AD – e un lungo con punti da fuori nelle mani, senza ricorrere a JaVale McGee e Dwight Howard, che comunque – specie l’ex Superman – stanno mettendo insieme numeri importanti nei minuti loro assegnati. Con King James che ha dovuto sprecare tanti minuti della sua partita a provare a fermare Giannis, ma che comunque ha scritto una tripla doppia a referto, l’impatto di Anthony Davis è stato tanto brutale quanto poco continuo per tutto l’arco del match. Sono arrivati punti e rimbalzi, ma quando contava, nel palleggio del punteggio tirato, sono stati esplorati altri lidi, con fortune più o meno singolari.

La forza della squadra losangelina sembra proprio essere quella di una squadra che può avere da qualsiasi giocatore un qualcosa di importante perchè Danny Green ha esperienza e Caldwell-Pope non delude le aspettative. A questa squadra sembra mancare un po’ di fosforo in cabina di regia, ma il rientro di Rajon Rondo dall’infortunio è sicuramente un punto importante in tal senso. Delusione da Bradley, ancora non inserito Dudley, che magari qualche fallo può spenderlo, ancora in rampa di lancio Caruso. Manca qualcosa a questi Lakers? Forse un piccolo che sappia gestire il palleggio o uno specialist difensivo alla Iguodala, che al momento è il più conteso dei giocatori che vogliono cambiare aria. Basterà?

…ENDING

Vince Milwaukee e lo fa con merito, ma l’impressione è che i Lakers hanno qualcosa in più e la rivincita prevista allo Staples potrebbe essere molto importante anche per un eventuale fattore campo nelle sette sfide per l’anello. Entrambe le squadre sono dei lavori incompiuti, perchè i Bucks, che hanno seminato maggiormente nelle scorse stagioni sullo stesso gruppo, han perso qualche elemento – vedi Brogdon – che non è stato sostituito con parsimonia. I lakers al contrario hanno rivoluzionato qualsiasi cosa intorno a sua maestà LeBron, han distrutto il vecchio progetto per prendere Davis e ora devono cementarsi come gruppo che sa affrontare le tempeste anche in serate storte, in cui serve vincere. Dovessi scommettere il classico centesimo diremmo Lakers, sebbene le fatiche per arrivare ad una finale ad Ovest dovrebbero essere molto più erculee di quelle necessarie ad una grande squadre per fare altrettanto ad Est.