BCL: Sassari si arrende alla corazzata Tenerife, le pagelle

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Il game-2 del cammino europeo di Sassari ha il triste deja-vu di quanto accaduto otto giorni prima in Germania. A San Cristobal de la Laguna gli uomini di Cavina vengono travolti 87-60 da Tenerife e vedono complicarsi la situazione del girone vista la contemporanea vittoria di Ludwigsburg. A rompere gli equilibri un secondo quarto disastroso dei biancoblu che subiscono un break devastante di 16-0. Nel finale la Dinamo rintuzza lo svantaggio fino al -14 prima di crollare definitivamente sulla sirena. Prossimo appuntamento con il Prometey è già l’ultima spiaggia per i sardi.

Banco di Sardegna Sassari

D. Logan 6: se anche la tradizionale prestazione cattedratica viene fatta oggetto di ripasso allora è la certezza di una serata difficile. Gli avversari lo studiano bene e gli impediscono di crearsi conclusioni in solitaria.

A. Clemmons 5.5: dovrebbe essere il costruttore del gioco di Sassari ma una volta di più dimostra di non saperci fare completamente. Una gara dove non rischia mai la giocata e prende appunti da giocatori con più esperienza e talento.

K. Treier 6: si guadagna minuti importanti che vengono ripagati dalla solita energia. Non può sicuramente essere l’arma segreta da estrarre dal cilindro tuttavia l’estone si guadagna la pagnotta con un paio di difese arcigne.

J. Burnell 7.5: non c’è niente da fare. Quando la sfida si fa dura il classe ’97 è sempre in prima e una volta di più tira fuori gli attributi capitanando la brigata sassarese. Si prende tanta iniziativa ed è uno dei pochi che in difesa cerca di farsi sentire.

E. Bendzius 5.5: anche per il lituano una conferma in negativo. Nel momento in cui il livello sale gli manca ancora quello step in più e non inganni la fiammata dell’ultimo periodo. In giornate così è particolarmente nocivo per la squadra.

C. Mekowulu 6.5: pur conoscendo Gamble lo patisce da matti in difesa come in attacco. In una serata di scarse soluzioni offensive gioca molti palloni con alterne fortune ma come spesso abbiamo detto per il nigeriano è tutta esperienza.

S. Gentile 5.5: spiace che uno come lui cada ancora in errori come il tecnico che lo estromette dalla partita. Agisce di fatto di play quando in campo contemporaneamente con Clemmons e l’assetto sembra funzionare, per quanto valga in un simile contesto.

T. Battle 5.5: è probabilmente il peggiore nella metà campo difensiva e Sassari non può mettersi di avere un americano che non si sfianchi. Migliora sui due lati del campo quando è troppo tardi, rimandato.

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J. Gamble 7.5: non è in campo quando gli spagnoli danno la spallata definitiva ma è innegabile che il suo apporto sia fondamentale per sgretolare la Dinamo. A centro area è praticamente immarcabile, ma ai liberi…

B. Fitipaldo 8: eccellente partita dell’ex-avellinese che confeziona un magnifico +37 di plus/minus che vale più di mille parole. Bravo a non forzare ma a mettere in ritmo i compagni prendendosi le conclusioni quando necessario.

M. Huertas 9: con un Fitipaldo così il brasiliano potrebbe anche fare sciopero ma l’ozio non è nel suo vocabolario. Disegna basket con una naturalezza incredibile (e grazie alle praterie concessegli) mentre il pubblico protesta per il suo misurato utilizzo.

S. Salin 5.5: l’uomo forse più atteso stecca la serata ma le frecce all’arco di Vidorreta sono talmente tante che se lo può permettere.

S. Rodriguez 7: non avrà il talento cristallino del suo omonimo ma sa esattamente quali sono i suoi doveri e per l’occasione esegue il piano-partita alla perfezione.

J. Sastre 8: chissà che alle Canarie non abbia riscoperto una seconda giovinezza. Il suo ruolo torna a essere centrale e l’iberico è una sentenza quando riceve sugli scarichi.

E. Sulejmanovic 6: ruolo molto ridimensionato dalle prestazioni monstre di alcuni compagni, non prende iniziative personali.

K. Wiltjer 6: partito in quintetto si spartisce il ruolo di ala forte con Doornekamp senza riuscire a sfondare. Per una volta utile difensivamente.

F. Guerra 8: affonda nella difesa già colabrodo del Banco e scalfisce ulteriori tagli che fanno male. Patisce Mekowulu per differenza fisica ma oggettivamente gli si può rimproverare davvero poco dopo una serata così.

A. Doornekamp 6.5: sempre meno scintillante ma sempre più essenziale. Passano le primavere ma l’olandese dimostra di essere in possesso di un QI cestistico sopra la media, pur senza svettare nella circostanza.