Booker e l’espulsione incomprensibile e il pugno di Stewart

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Booker

É stata una notte particolare in NBA, caratterizzata da dall’ennesima espulsione insensata di questa stagione (questa notte ai danni Devin Booker), dall’arresto di Isaiah Stewart e dal solito Draymond Green. Ma andiamo con ordine.

L’espulsione di Booker

Questa stagione si è discusso molto del cosiddetto load management (letteralmente “la gestione del carico”) che consiste nel tenere a riposo certi giocatori in alcune gare, per gestire il loro minutaggio. La cosa non è stata gradita dai piani alti dell’NBA, che hanno introdotto alcune misure (come il numero minimo di gare per poter prendere i premi stagionali) per cercare di tamponare l’uso di questa strategia da parte delle squadre, così da far scendere in campo le stelle e garantire lo spettacolo ai tifosi.
Quello di cui non si sono preoccupati abbastanza sono gli arbitri, che mai come in questa stagione sono stati protagonisti di episodi controversi, fra fischi insensati e (non) fischi discutibili.
Questa notte, ad esempio, con 6 minuti restanti da giocare nel primo quarto, l’arbitro J.T. Orr ha deciso di espellere Devin Booker per aver indicato qualcosa o qualcuno (forse verso il pubblico? Difficile capirlo). Booker è così stato costretto a lasciare il campo, saltando di fatto quasi tutta la partita come se fosse stato messo a riposo, come se stesse facendo del load management.
Se fosse un’episodio singolare la problematica non si presenterebbe, tuttavia non è la prima volta che quest’anno gli arbitri danno espulsioni di questo genere, un po’ da protagonisti potremmo dire, anche perché questi fischi arrivano sempre ai danni delle superstar, privando così qualche bambino del suo sogno di veder giocare il proprio giocatore preferito e impedendo ai piani alti dell’NBA di garantire quello spettacolo per cui hanno dovuto limitare il load management.

L’arresto di Stewart

L’espulsione assurda di Booker non è stata però la cosa più incredibile accaduta nella partita fra Suns e Pistons. Alcune ore prima della gara il lungo dei Pistons Isaiah Stewart si sarebbe incrociato nei corridoi dell’arena con il centro dei Suns Drew Eubanks, con il quale è sorta un’accesa discussione che li ha inizialmente visti confrontarsi viso a viso ed è poi culminata in un pugno in faccia da parte di Stewart ai danni di Eubanks. A quel punto è stato necessario l’intervento della security dell’arena, che ha separato i due giocatori.
Stewart, che non avrebbe potuto comunque giocare per infortunio, è stato portato alla stazione di polizia per delle dichiarazioni e poi rilasciato. Eubanks, invece, è sceso in campo nella facile vittoria dei Suns, mettendo a referto 6 punti e 8 rimbalzi nei 18 minuti giocati.
I Phoenix Suns non hanno aspettato a schierarsi col proprio giocatore, definendo l’atto di Stewart “ingiustificato e inaccettabile”. I Pistons, invece, non si sono ancora esposti sull’accaduto.
Stewart non è nuovo a questo tipo di situazioni, ricorderete i folli tentativi di liberarsi dalla presa di compagni e staff che volevano impedirgli di scaraventarsi contro LeBron James dopo una discussione col giocatore dei Lakers, a seguito di un colpo fortuito ricevuto da Stewart. Non ve lo ricordavate? Ecco a voi.

Il solito Draymond

É stata anche la notte di Steph Curry, dei Clippers e del solito Draymond Green. Curry ha segnato 41 punti, diventando il primo giocatore della storia a segnare più di 7 triple in 4 gare consecutive. Tuttavia non è bastato ad evitare la sconfitta dei suoi Warriors per mano dei Clippers. Steph certamente non ha avuto l’aiuto che sperava da Draymond Green (-12 di plus/minus, il peggior dato della squadra) che ancora una volta è parso sull’orlo dell’implosione verso fine partita, quando si è rivolto a qualcuno in maniera decisamente innervosita ricordando probabilmente i 4 titoli posseduti.

Draymond arriva da qualche giorno di discussione con Jusuf Nurkic, affrontato un paio di giorni fa per la prima volta dopo il pugno di Green allo stesso Nurkic dello scorso 13 dicembre, che era valso una lunga sospensione al giocatore di Golden State. Nurkic, dopo la gara di qualche giorno fa, ha affermato che Draymond non meritava una seconda chance in NBA e che la sospensione non gli fosse servita a niente perché non era per nulla cambiato. La risposta di Draymond non si è fatta attendere, scagliandosi contro Nurkic e Durant, il quale si era schierato col proprio compagno di squadra contro Draymond Green.

 

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