Brindisi e i Perkins: doctor Nick e mister Josh

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PERKINS

Chi si aspettava una partita spettacolare, non aveva compreso l’ingente posta in palio. Il nervosismo e la tensione si sono confermati reali protagonisti del recupero tra Brindisi e Napoli, decisivo per definire la griglia delle otto partecipanti alle finali della Vitrifrigo Arena. A spuntarla, dominando dal secondo quarto in avanti, sono stati i padroni di casa pugliesi. Le 18 palle perse della GeVi e il 55,5% dalla linea della carità dei napoletani hanno agevolato il compito degli uomini di Frank Vitucci. Da segnalare, come al solito, le prestazioni di Nick e Josh Perkins. Per motivi diversi, come al solito.

Costringere coach Vitucci a richiamare in campo Wes Clark per gestire le ultime sfuriate di Pargo e preferire Redivo come ball handler nei momenti decisivi non sono un grande biglietto da visita per Josh Perkins. Chi lo ha visto per la prima volta in stagione questa sera, memore delle partite a Gonzaga e al Partizan, può pensare di aver osservato il gemello sbagliato. E invece no. È proprio quel Josh Perkins. Le cifre da inizio anno sono tutt’altro che lusinghiere: le difficoltà oltre l’arco sono lampanti, per non parlare delle percentuali al ferro e dal midrange. La fiducia dello staff tecnico, anche per una reale mancanza di alternative causa budget non illimitato, non è ancora venuta a mancare. Anche ieri sera, nonostante tutto, 23’ in campo. Anche ieri sera, nonostante tutto, non si può discutere l’impegno nella metà campo difensiva. Ma più di tutti parla il body language. È come se lo animasse una frenesia che, da un lato, ti porta a empatizzare la mancata rassegnazione di fronte a un’annata complicata; dall’altro, però, rischia di essere irritante, come se cercasse di nascondere con gesti teatrali e plateali un limite evidentissimo. Che sia un giocatore di talento, non saremo certo noi a negarlo. Che stia carburando troppo lentamente e che i jolly stiano terminando, non saremo certo noi a negarlo.

21 punti in 34’. Percentuali mostruose, in linea con gli standard mostruosi mantenuti da inizio campionato. Il secondo miglior realizzatore del campionato, all’anagrafe Nick Perkins, ha letteralmente portato a spasso la difesa di Pino Sacripanti. Che sulla sua strada si trovasse Lynch, Zerini o qualsiasi piccolo su un cambio difensivo, nessuna differenza. Dalle sue mani passano vita, morte e miracoli di Brindisi. Dopo la già buonissima annata scorsa, il 2021/2022 ha segnato un ulteriore step nella crescita del nativo di Saginaw. Il lungo undersized classe ’96, complici le partenze di Harrison, Willis e Thompson,  è diventato il fulcro dell’attacco dell’Happy Casa. Per via della mancanza di un ricambio all’altezza, Nick è costretto agli straordinari da inizio anno, sia in campionato che in Champions League. 21 punti, 6 rimbalzi, 2 assist: anche contro Napoli, il cartellino è stato puntualmente timbrato. L’idillio è destinato a durare o ci saranno cali fisiologici? La speranza, per Vitucci e soci, è che non ci si risvegli da questo bellissimo sogno.

Reduce da 6 sconfitte nelle precedenti 7, Brindisi ha strappato il pass per le Final 8 di Coppa Italia. I Perkins rappresentano emblematicamente le facce della stessa medaglia. Due colpi di Giofrè alla Giofrè, che sinora hanno portato dividendi opposti. Il talento dell’uno soppiantato dall’evoluzione dell’altro. Ma guardare la loro intesa crescere costantemente è un toccasana per gli appassionati di pallacanestro. Potenzialmente, siamo di fronte a una delle coppie più dominanti di LBA. Se solo Josh si ricordasse di essere Josh. Perché Nick lo sa, fin troppo bene, chi era Nick e chi è diventato Nick. Chi sarà, invece, lo sarà anche grazie al tricotico playmaker. Al netto di tutto, incontrarli in gara secca è vivamente sconsigliato. Non dite che non ve l’avevamo detto…