Brindisi so far: ciò che gli occhi non vedono, è nelle stats

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Quello della Happy Casa Brindisi è stato un inizio di stagione complicato, fatto di alti e bassi, di tifoserie preoccupate e di una alternanza di prestazioni veramente spasmodica. In questo continuo saliscendi di resa della squadra abbiamo probabilmente visto il punto più basso che questa formazione può raggiungere (contro Kiev), ma abbiamo soltanto sfiorato il ceiling del roster costruito da Vitucci. Il computo dopo 10 partite, comprese quelle di coppa, recita precisamente 5-5. Tutto sommato sarebbe stato difficile immaginarsi di più con le problematiche che si sono palesate.

L’eye test

C’è subito da dire che l’assenza di Dixson per praticamente tutto questo primo stint di stagione ha pesato non poco sulle prestazioni della squadra di Vitucci. Per quanto possa sembrare strano che l’infortunio di una riserva possa muovere così tanto gli equilibri bisogna fare i conti con la realtà: l’Happy Casa Brindisi è corta. Soltanto 10 giocatori per disputare 2 competizioni sono infatti pochi, soprattutto nel caso in cui qualcuno dovesse infortunarsi. Inoltre questo roster portato all’osso fa sì che ognuno abbia un ruolo ben determinato all’interno della squadra, situazione che quindi non si adatta bene ad eventuali mancanze.

Ed ecco allora che l’assenza di Dixson dalla second unit ci regala una panchina difensivamente molto buona ma incapace di segnare se non grazie a Bruno Mascolo, che comunque non ha il talento per tenere sulle spalle un intero attacco per più di due azioni. Questo squilibrio realizzativo porta Vitucci a spostare Etou in panchina (nella speranza che porti punti ai quintetti della riserve) promuovendo a starter Mezzanotte. Se l’italiano risulta galvanizzato da tali responsabilità tuttavia Etou si perde un po’ quando deve giocare con i panchinari. Già nei due match disputati dal rientro di Dixson infatti il congolese ha ritrovato stabilmente il suo posto in quintetto.

Tali spostamenti hanno provocato tuttavia dei traballamenti nella difesa del quintetto titolare, con l’accoppiata Mezzanotte-Perkins che soffre troppo la limitata mobilità laterale per non concedere punti agli avversari. Anche questo problema si è risolto con il reintegro di Etou in quintetto ed una rotazione praticamente sistematica quando Perkins viene coinvolto lontano dal canestro. Proprio sulla difesa va tuttavia fatto un plauso a Vitucci, che ancora una volta è riuscito a rendere quantomeno nullo un giocatore precedentemente fortemente negativo in quanto ad atteggiamento: Marcquise Reed.

 

Brindisi
I quintetti più usati da Brindisi in LBA

Ed è proprio Reed il vero trascinatore di questa squadra in queste prime 10 partite. E’ ormai palese a tutti come sia lui il giocatore chiave dell’attacco brindisino, con Perkins che può permettersi di selezionare le proprie conclusioni. Chi invece ha deluso i tifosi (probabilmente ignari della differenza sostanziale tra basket americano e basket europeo) è Ky Bowman. All’infuori delle simpatie da bar il play americano sta già dimostrando il suo valore potenziale nonostante una partenza difficile, dovuta al naturale periodo di adattamento al gioco del vecchio continente. Difensivamente sta già dimostrando di che pasta è fatto, mentre in attacco sta crescendo partita dopo partita.

La sensazione con il rientro di Dixson, la crescita di Bowman e la vittoria contro Tortona che ha dato entusiasmo, è che l’Happy Casa possa tornare dalla pausa come una squadra nuova, consapevole e ben oliata. Senza dubbio è fondamentale non perdere la concentrazione viste le importantissime sfide che attenderanno i ragazzi di Vitucci al rientro dallo stop. Soprattutto in FIBA Europe Cup sarà imprescindibile trovare due vittorie per tenere aperte le speranze di andare avanti (situazione che dipende molto anche dai risultati degli altri campi), ma anche in campionato le sfide con Pesaro, Virtus e Venezia saranno fondamentali per mantenersi attaccati alla zona Final Eight, qualificazione che è di certo uno degli obiettivi della società pugliese.