Brindisi è più solida di Sassari e sfiderà Cremona

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In una partita pazza, giocata a ritmi alti, con lampi esaltanti ma anche tanti errori, Brindisi ha la meglio della Dinamo Sassari, vincendo la seconda semifinale di questa Final Eight e guadagnando il pass per la finale di domenica.

BROWN E CHAPPELL ACCENDONO LA MAREA BRINDISINA

Risultato storico, così come per Cremona nella gara precedente, anche per i pugliesi, alla loro prima finale di Coppa nella storia. Vincono gli uomini di Vitucci e lo fanno giocando quello che è il loro nuovo basket: con Moraschini e Banks al comando delle operazioni a giocare un basket senza tante remore. E il primo quarto spumeggiante (32-28) ne è l’esempio.

Ci si risponde colpo su colpo, con un John Brown indemoniato che Sassari non riesce a contenere. Il primo tempo della Happy Casa è grifato soprattutto dai suoi balzi e dal suo piazzato mancino. La crescita di Jeremy Chappell, poi, dà il là al primo allungo degli uomini di Vitucci, apparsi, in generale, sempre più in controllo della gara (54-46 all’intervallo).

Gianmarco Pozzecco è andato a un passo dal portare Sassari in finale

SASSARI FA CONFUSIONE MA ALLA FINE SFIORA IL COLPACCIO

Sassari ha avuto più la faccia spersa dei primi 25′ con Venezia, che quella dei secondi 15. Spesso confusionaria in attacco, imprecisa dalla lunetta (sanguinoso 17/27, anche se Brindisi dal canto suo non ha fatto meglio), quasi sempre a rincorrere gli avversari più di foga che con la testa.

E’ venuto quasi automatico, quindi, il massimo vantaggio brindisino nella terza frazione, con una sfuriata di Adrian Banks che ha portato fino al +14 del trentesimo. Dinamo imprecisa, ma a quel punto arruffona anche la Happy Casa, incapace di chiudere il match, che, infatti, negli ultimi cinque minuti, a furia di rimbalzi in attacco di Cooley (sette dei ventitrè sassaresi), si è riaperto.

Justin Carter ha suonato la carica per i suoi. Jaime Smith ha risposto alle triple di Chappell (una pazzesca da oltre otto metri). E pian piano la Dinamo si è arrampicata fino al finale al cardiopalma, dove Brindisi ha cerato un incredibile suicidio: 0/2 dalla lunetta di Chappell e -3 Sassari a 10″ dal termine firmato Carter, mandato improvvidamente in lunetta dallo stesso Chappell col suo quinto fallo. Persa di Brindisi sulla rimessa e chance per lo stesso Carter di pareggiare da tre. Mancata, ma comunque corretta a canestro per il -1 dal solito Cooley. Altro giro, altra rimessa, altra palla regalata. Ma anche questa volta la preghiera finale di Sassari non va a buon fine.

Festeggia Brindisi, che conferma il suo grande momento di forma. Il quintetto Moraschini-Banks-Chappell-Gaffney-Brown in questo momento è in una forma strepitosa. Da vedere se riuscirà ad esserlo abbastanza anche nell’ultimo atto, contro una Vanoli Cremona che, in quanto a stato di grazia, non le è certo da meno.

BANCO DI SARDEGNA SASSARI – HAPPY CASA BRINDISI 86-87

MVP: Jeremy Chappell.

WVP: Rashawn Thomas.

Honorable mention: John Brown, Riccardo Moraschini, Adrian Banks.

Bocciati: Polonara, McGee, Walker.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Frank Vitucci

C’è grande soddisfazione per aver raggiunto questa finale, che premia il lavoro fatto da questo gruppo da inizio anno. E’ stata una partita dura, come ce l’aspettavamo, soprattutto fisicamente. Avevamo già incontrato Sassari due settimane fa e sapevamo quanto il loro impatto fisico si sentisse sulle partite. Il loro lavoro a rimbalzo ci ha tolto un po’ di lucidità, ma per tre quarti lo abbiamo gestito bene. Poi nel finale ci siamo disuniti e abbiamo rischiato troppo. Domani giocano la finale le due squadre che, fin qua, hanno avuto il percorso maggiormente al di sopra delle aspettative e sono decisamente una bella storia di questa stagione e il motivo per cui lo sport è così bello. Non sempre i valori che si leggono sulla carta determinano il risultato. Cosa che dimostra come, comunque, alla fine, il campo sia sempre l’ultimo giudice. Per la finale non mi piace sbilanciarmi in pronostici, ma se dovessi dare delle percentuali direi 55-45 per Cremona. Loro vivono un momento di grande esaltazione. Noi cercheremo di mettergli un sassolino nell’ingranaggio.

Gianmarco Pozzecco

Sono estremamente soddisfatto della partita dei miei ragazzi, hanno giocato con una ferocia incredibile. Abbiamo eseguito il piano partita esattamente come lo avevamo pensato. Volevamo attaccare l’area con continuità e lo abbiamo fatto. Ci sono stati tanti tiri usciti davvero di un nulla. Peccato. Sono contento ma al contempo dispiaciuto per non aver segnato quei due punti in più che ci avrebbero permesso di vincere. Poi, probabilmente, nell’arco della partita Brindisi ha meritato, perchè è stata quasi sempre in vantaggio, ma avrei avuto grande piacere per i ragazzi e la Sardegna nel raggiungere la finale. Adesso viviamo un momento di stanca. Non tanto dal punto di vista fisico, quanto emotivo. Al momento i ragazzi sono in una fase dove la testa dice loro di fare cose che il corpo non riesce ad eseguire. In una stagione è normale che ci siano cali del genere ma è impossibile prevederli. A maggior ragione sono molto soddisfatto della risposta che ho avuto oggi.