Cantù regola Piacenza ma meno l’ansia: “Keep calm and Play basketball”

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Credit: Pall. Cantù.

L’Acqua San Bernardo Cantù regola l’Assigeco Piacenza solo nel finale (79-75, ma a due minuti dalla sirena si era ancora 71-70) e scongiura l’impennarsi di ansie e pressioni prima dell’imminente e tutt’altro che semplice trasferta di venerdì prossimo a Forlì (diretta RaiSport dalle 20.35). Dopo il duro ko di Cividale era richiesta una reazione che di fatto c’è stata, ma tra ansie offensive e (solite) esitazioni difensive: definiamolo allora un piccolo ma importante passo in avanti per rimettersi a camminare su un sentiero che gli ultimi risultati hanno reso più stretto e sdrucciolevole.

Una scritta per le T-shirt dei prossimi playoff? “Keep calm and Play basketball”, perché a questo punto della stagione c’è davvero solo da mantenere la calma e continuare a giocare, cercando di ritrovare direttamente sul parquet quella fiducia e consapevolezza dei propri mezzi (anche individuali) che si sono smarrite nelle tensioni dell’ultimo periodo. E poiché il manuale del basket recita da sempre che le sicurezze offensive nascono da una buona difesa, servirà anche non concedere gli spazi sull’arco che hanno favorito contro Piacenza la doppia cifra di Filoni (14) e Veronesi (15), così come quelli nel colorato che hanno agevolato le penetrazioni di Sabatini (13 e 6 assist) e fatto registrare una deficitaria statistica a rimbalzo che questa volta non ha per fortuna fatto pagare dazio: 40 rimbalzi per Piacenza (di cui ben 15 offensivi) contro i 31 di Cantù (di cui solo 3 sotto il tabellone avversario).

Più che di un problema d’intensità, ci pare proprio una questione di approccio: la difesa di Cantù (a partire da Hickey) inizia quasi sempre con l’intenzione di recuperare la palla nei primi secondi e se questo non avviene, ecco scemare l’attenzione sul perimetro in quelli successivi, con l’aggravante di confidare spesso in una stoppata risolutiva di chi sta dietro, mentre invece tante volte si materializza in area un lungo avversario per un solitario e quindi facilissimo appoggio al tabellone (come accaduto con Serpilli, D’Almeida e Skeens nell’ultima uscita al PalaDesio).

“Keep calm and Play basketball”, comunque, conservando nella testa anche gli sprazzi di energia positiva che hanno portato Cantù alla vittoria anche a dispetto del 5/16 nelle triple: l’energia della prima parte di Nikolic (con la schiacciata iniziale che è anche parso un messaggio lanciato a tutti i tifosi) e quella della seconda parte di Hickey, bravo sia nel sistemare il tabellino al rientro in campo (14 punti finali dopo i 2 all’intervallo, più 6 assist) sia nel ritrovare nel nervoso finale “punto a punto” quel ruolo di leader della squadra insieme con il sempre esemplare Baldi Rossi (11 punti, 5 rimbalzi, 4 assist). Ma nel “Keep calm and Play basketball” ci sta anche la produttiva cocciutaggine di Moraschini (13, con 3/10 sul campo), che riesce ad andare con la testa oltre i tanti errori (alcuni anche perché il pallone gli arriva tra le mani proprio all’ultimo secondo) per infilare finalmente la tripla del 62-57 e anche – come già contro Verona – per avere la mano ferma dalla lunetta per il 79-72 che chiude di fatto la partita anche a dispetto delle due consecutive palle perse da Cantù negli ultimi secondi, a conferma di una calma tutta da conquistare.

Imperscrutabile, più che tranquillo, è invece la maggior parte delle volte il viso di Solomon Young. Ma attenti a non pensare che sia per poca partecipazione a quanto sta accadendo: i suoi 17 punti (con 5/7 da due e 7/8 dalla lunetta) sono determinanti nella vittoria di Cantù su Piacenza, mentre i 7 falli subiti certificano una serena, ma tosta determinazione. “Keep calm and Play basketball”, appunto, già a partire dalla rivincita di Coppa Italia contro l’Unieuro Forlì.