Hackett, addio all’Italia: quali alternative per il ct Sacchetti?

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Hackett in azzurro all'ultimo Mondiale (Foto Fiba)

Daniel Hackett ha detto addio alla Nazionale. Il playmaker pesarese ha disputato l’ultimo incontro in azzurro nell’ultimo Mondiale in Cina, dichiarando di voler ora dedicarsi alla sua famiglia ed alla cura del suo corpo in estate. Un annuncio un po’ a sorpresa, arrivato nel corso di un’intervista ad Eurodevotion, che ha spiazzato un po’ l’ambiente azzurro. Ci si attendeva questa generazione arrivasse fino ad Eurobasket 2021, da giocare in casa, invece saluta un pezzo molto importante.

Daniel Hackett e la maglia azzurra

Il rapporto tra Daniel Hackett e la Nazionale è nato già nelle giovanili e proprio con l’Under 20 è arrivato l’unica medaglia vinta in azzurro, cioè il bronzo agli Europei 2007. Lo stesso anno ha fatto il suo debutto anche nella Nazionale maggiore, con cui ha poi giocato numerose manifestazioni internazionali, collezionando 115 presenze e realizzando 762 punti.

Tante partite importanti, ma anche il momento forse più difficile della sua carriera: nel luglio 2014 abbandona il ritiro della Nazionale a Trieste. Scoppia un putiferio ed un caso per tutta l’estate, tra botta e risposte tra il giocatore e la Fip, arrivando poi ad una squalifica di sei mesi. Il presidente Gianni Petrucci concesse poi la grazia al giocatore a gennaio 2015.

Le alternative a Daniel Hackett per l’Italia

Hackett è stato uno dei giocatori più continui nell’ultima estate e per il ct Meo Sacchetti non sarà facile trovare un sostituto all’altezza per il preolimpico del giugno 2020. Tra i giocatori di esperienza ci sono Luca Vitali, Ariel Filloy e Andrea Cinciarini: i primi due hanno faticato molto al Mondiale 2019, mentre il capitano di Milano è stato escluso in estate.

Credo sia giusto lasciare spazio alle nuove generazioni”, ha detto il playmaker pesarese annunciando il ritiro dalla Nazionale. Marco Spissu, Davide Moretti e Nico Mannion sono le grandi speranze azzurre per avere un giocatore (o più) di talento in cabina di regia per l’Italia del futuro: il primo sta salendo sempre più di tono con Pozzecco a Sassari, ma sono soprattutto i due ‘americani’ a far intravvedere delle note molto positive.

Entrambi stanno proseguendo il loro percorso universitario e hanno fatto vedere di avere grandi qualità, con Mannion già molto interessante nel debutto azzurro dello scorso anno. Saranno già pronti per una grande manifestazione internazionale? Lo scopriremo probabilmente molto presto. Dando uno sguardo anche ai progressi di Matteo Spagnolo, per molti uno dei migliori prospetti europei della classe 2003.

Lo sport ed il basket sono da sempre la mia passione, diventati poi il mio lavoro, da ormai il lontano 1998 (eh già, sono quasi tra gli 'anziani'). E Backdoor Podcast lo ritengo un mix tra passione e qualità.

1 commento

  1. BRUTTA gatta da pelare per coach Sachetti, il ruolo del play, insieme alla atavica mancanza di lunghi, era un problema per questa nazionale, in prospettiva preolimpico si può sperare in un miglioramente sostanziale di Spissu guardando più in là Mannion può essere il futuro.

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