Scouting, Daron Russell: dove può arrivare “Fatts”?

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Daron Russell

Sono diversi i rookie che ogni anno giungono in Europa in cerca di una carriera professionistica nel mondo del basket. Spesso ai nostri occhi arrivano soltanto quelli atterrati su suolo italiano, i più temerari tengono persino d’occhio la Spagna, ma difficilmente ci giungono notizie di tutti gli altri. Oggi sotto i nostri riflettori è finito Daron “Fatts” Russell, 1.80 metri per 75 chili di puro play sottodimensionato. Veloce nel pensiero e nei movimenti, ottime doti di playmaking e range di tiro pressoché infinito, insomma, il vostro prossimo giocatore preferito. A 24 anni Daron è arrivato al Mornar Bar, in ABA League, per puntare ai grandi palcoscenici europei. Ma dove può arrivare il fratello di Dwayne?

IN ATTACCO

Basta guardarlo per pochi minuti per capire quanto Fatts sia dominante in attacco. Il suo range di tiro, largamente dimostrato già dal college, gli permette di mantenere in allerta la difesa avversaria anche quando particolarmente lontano dal canestro. Russell ha inoltre una self-confidence smisurata, che gli permette di prendersi senza malizia anche tiri da distanze veramente siderali o conclusioni particolarmente marcate. Il rilascio fulmineo, unito ad uno step-back considerabile ormai il suo marchio di fabbrica, gli permettono di punire anche il minimo spazio lasciatogli. A tutto ciò si aggiunge il fatto che Daron Russell è quello che possiamo considerare un tiratore di striscia, e quando le conclusioni iniziano ad andare a segno difficilmente si interrompono. In stagione viaggia al 35.1% dalla lunga.

Russell inoltre ha una rapidità di pensiero fuori dal comune, che abbinata alla sua rapidità fisica lo rendono un fulmine nel prendere decisioni. Agisce nel momento esatto in cui pensa, e ciò gli regala un vantaggio non da poco sugli avversari. É un ottimo penetratore, con un primo passo fulmineo e, nonostante la stazza, assorbe molto bene gli urti vicino canestro. Anche in questa situazione naturalmente sa trovare lo step-back se trova la strada per il canestro sbarrata. Si guadagna 7.1 falli di media a partita, la maggior parte di questi in penetrazione.

Naturalmente la velocità di pensiero di cui sopra gli permette di essere anche un ottimo assist-man. Al momento ne serve 5.4 a partita. Altra dote da non sottovalutare è la sua capacità di giocare off-the-ball e in generale il fatto di non pretendere troppo la palla tra le mani. Quando non è lui ad impostare l’azione corre molto, portando spesso blocchi cechi e cercando sempre il taglio migliore. Tale dote gli potrebbe tornare utile quando il livello competitivo si alzerà per trovare minuti insieme ad altri playmaker senza pestarsi i piedi a vicenda.

In Difesa

Se il range di tiro era sotto gli occhi di tutti già dal college un aspetto che invece non era prevedibile è l’impegno difensivo che Daron Russell sta dimostrando in questa sua prima esperienza europea. Al college era semplicemente disinteressato alla difesa, mentre al Mornar Bar sta dimostrando un grande impegno, nonostante la taglia fisica fortemente penalizzante. Tale dato non è da sottovalutare, il ragazzo ha capito di dover alzare il livello in quel aspetto del gioco e l’ha implementato.

Parliamoci chiaramente Fatts pagherà sempre la sua statura a livello difensivo ed in generale sarà sempre un bersaglio per gli attacchi avversari, soprattutto se riescono a portarlo su giocatori particolarmente grossi. Questo suo difetto è tuttavia compensato da una intelligenza difensiva di assoluto livello, che gli permette di nascondere i propri limiti ed anzi, a volte addirittura sfruttarli.

La maggior parte del gioco difensivo di Russell infatti si concentra sull’incredibile velocità che possiede che gli permette di essere un cliente particolarmente scomodo sul portatore di palla. Nonostante una difesa sul pick n’ roll non eccelsa Daron sa quando cambiare o raddoppiare, e più in generale sa muoversi molto bene in una difesa di squadra. Se finisce contro avversari più grossi di lui è bravo a sfruttare la sua velocità e ad evidenziare dei contatti che spesso gli vengono fischiati per il gap fisico che si porta dietro.

É inutile dire che questo aspetto del gioco non è sicuramente il suo cavallo di battaglia e mai lo diventerà. Al momento è forse ancora un po’ indietro per i palcoscenici più importanti da questo punto di vista, ma le qualità e l’impegno dimostrate potrebbero permettergli di arrivare ad un livello tale da essere sostenibile anche a livelli molto alti. Se poi dall’altra parte del campo l’apporto è questo il gioco è fatto.