Dirk Nowitzki: 41 forever, una serata indimenticabile

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Nowitzki

È arrivato il momento anche per lui. Forse il giocatore che più di tutti ha segnato la via per gli europei in NBA, quello che ha dimostrato di prevalere sui preconcetti americani, quello che con il duro lavoro, le accuse di essere un perdente e tanti altri veleni, ha dimostrato che le etichette sono sempre una cosa da appiccicare con molta cautela, perchè lui non solo ha vinto, ma ha letteralmente cambiato il basket NBA portandolo a un nuovo livello. È stata la sua notte. La notte di Dirk Nowitzki.

A Dallas, la sua maglia numero 41, si è elevata sul soffitto a imperitura memoria. Una cerimonia che doveva dare il giusto merito a una bandiera dei Mavericks, un giocatore che li ha portati al titolo e ha rimesso sulla mappa un’intera città. C’erano i suoi compagni del titolo Barea, Marion, Chandler e Kidd che ha aperto così il suo speech:

Noi diamo decadali, non è che vorresti tornare in campo?

Anche Marc Cuban, visibilmente emozionato, ha parlato di Dirk facendo quasi passare in secondo piano le sue gesta in campo, ma parlando tanto del Nowitzki uomo:

Sei stato un grandissimo in campo, ma è ciò che sei stato come uomo e cosa hai rappresentato per questa squadra e questa città, ciò di cui sono più felice.

Nel suo speech di ringraziamento, ovviamente, c’è spazio per tutti: i compagni presenti, Steve Nash che ha parlato dallo schermo, altre personalità importanti della sua carriera come Olger Geschwindner, suo mentore e maestro, la famiglia, gli assistenti e tutta l’organizzazione dei Mavs, ma forse l’aneddoto più curioso riguarda l’extra campo:

Ero sull’aereo per andare a Dallas dopo che mi avevano draftato. Ero agitato perchè non sapevo se i fan mi conoscessero o se all’aerpoporto ci sarebbe stato qualcuno. Scendo dall’aereo e vedo un sacco di persone con miei poster che mi accolgono con calore. Rimasi stupito. Un paio d’anni dopo ricordai quel momento con un impiegato dei Mavs che mi disse: “Ma va, mica erano tifosi, erano tutti dipendenti dei Mavs”.

Una curiosità che è un microcosmo di una carriera fatta di allenamenti anticonformisti (ricordiamo le sessioni di scherma per la velocità di piedi o i tiri da rannicchiato per terra), crescita costante e lavoro per una stella che rimarrà sempre nel firmamento NBA e ora anche sul soffitto di, idealmente, tutta la città di Dallas.
Noi ci uniamo al coro MVP, MVP del pubblico e diciamo ancora una volta: grazie Dirk Nowitzki.