È primo posto, Tarcz: “Sarà un rush finale verso i PO”

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Trionfa Milano per 85 a 79 ed è primo posto archiviato.

Apre le danze, a neanche un minuto dall’inizio del primo quarto, James Nunnally con una tripla dal lato destro del campo. Ripete Mike James: ed è subito 6-0. Avellino è in visibile difficoltà e decide di effettuare i primi cambi dopo soli quattro minuti: dentro Filloy e Ndiaye, fuori Young ed Harper. Coach Maffezzoli vuole difesa ed imprevedibilità da parte dei suoi e, per evitare dubbi e fraintendimenti, chiama anche subito il primo time out. Ma è solo Olimpia: gli uomini di coach Pianigiani aumentano esponenzialmente il proprio vantaggio arrivando a toccare il +10 solo al primo quarto. I biancorossi, però, fanno fatica nel secondo quarto. Avellino ci crede e vede nell’imprevedibilità di Sykes e nella lucidità di Harper due armi di forza. L’esuberanza di Ndiaye e Young, poi, aggiungono chili e forza fisica sotto canestro. I campani arrivano così a riportare (36-37) a due minuti dalla fine del primo tempo, riuscirà Milano a trovare le forze mentali (più che fisiche) di rispondere agli attacchi biancoverdi? Sicuramente troverà le proprie risposte nel secondo tempo ora è 40-43 per gli ospiti.

L’Olimpia giustamente non ci sta: parziale di 16 a 7 a 4 minuti dall’inizio del terzo quarto. I biancorossi mostrano i muscoli e tra una stoppata di Brooks ed una tripla di Jerrells si portano sul +12. L’ultimo quarto fa rima con Olimpia (anche se gli ultimi secondi sono stati al cardiopalma: ad Avellino bastava una tripla per rovinare la festa ai meneghini e portarli all’overtime), gli uomini di Pianigiani, dopo essere rientrati in gara nel secondo tempo, allungano nell’ultimo periodo e si portano a casa una vittoria che significa primo posto.

15 punti ed una partita molto fisica: Kaleb Tarczewski ai nostri microfoni ci riferisce:

Questa è un rush finale verso i play off. Cosa fare ora? Dobbiamo ripartire dalle basi. I Play Off? Erano il nostro obiettivo da inizio anno. Ora dobbiamo prendere una partita per volta e arrivare il più lontani possibili

Un ex, anche per poco, di Milano. Punti nelle mani e forza fisica sotto canestro: Young ha lottato, almeno fino alla fine del primo tempo:

Come ha detto il mister in spogliatoio, le prossime due partite saranno due guerre. Il non raggiungimento dei Play Off deve essere considerato da noi un fallimento: non possiamo permetterci di iniziare le partite così lentamente.