Eurocup: il punto dopo la quinta giornata

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Primissime giornate di Eurocup in archivio, per quella che sarà una stagione lunga e contraddistinta da una formula decisamente particolare. Cinque turni che hanno iniziato a dare le prime, sommarie, indicazioni su quello che potrebbe essere il futuro della competizione.
Favorite che confermano il proprio ruolo, sorprese, iniziali delusioni. Ricordando sempre che, con il formato playoff stile royal rumble pensato per quest’annata, la regular season perde parte del suo valore, proviamo a vedere alcune delle informazioni su squadre e giocatori che abbiamo osservato fin qua.

PARTIZAN E LOKOMOTIV AL COMANDO DEL GRUPPO A

In vetta ai rispettivi gironi troviamo più o meno tutte le squadre che si sono affacciate a questa edizione con l’obiettivo di portarsi a casa il trofeo: Partizan e Lokomotiv Kuban (entrambe 4-1) comandano il gruppo A in compagnia di Badalona, Virtus e Valencia (3-2) nel B, anche a causa di una miriade di guai fisici, hanno avuto qualche problema in più, ma restano comunque incollate al duo di testa formato da Gran Canaria e Buducnost (4-1).
Di questo quartetto, sulla carta il più quotato per la vittoria finale, il Partizan ha rispettato il pronostico di maggiore indiziata alla successione di Monaco. Le prime due vittorie in casa di Amburgo e quasi trentelleggiando contro una signora squadra come Ankara hanno sicuramente fatto venire i brividi alle principali avversarie. Paure minimamente ridimensionate dagli ultimi incontri, dove i bianconeri hanno vinto in casa solo grazie a un finale da urlo di Kevin Punter contro Badalona, perso in volata ad Andorra e poi superato il sorprendente Lietkabelis in una gara sempre condotta, ma mai in maniera perentoria.

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I belgradesi stanno facendo leva soprattutto su una difesa d’elite: 100.2 di rating difensivo, secondo miglior dato della competizione fin qua. I concetti di Zele Obradovic sono rapidamente passati ai propri giocatori e il Partizan, al momento, è la miglior difesa del torneo in situazioni di pick&roll avversario: 0.67 punti per possesso concessi quando è il palleggiatore a prendere la conclusione, 0.73 se includiamo anche situazioni in cui a tirare è il rollante o di pick&pop. Punter, Madar, Avramovic sono esterni in grado di mettere grande pressione sulla palla. E hanno le spalle coperte da lunghi come LeDay, Smailagic e Koprivica, dotati dell’atletismo necessario per garantire manforte e rotazioni puntuali.


Tirate voi contro questa difesa

In attacco ci sono ancora alti e bassi, emersi soprattutto nelle partite contro le spagnole, ma anche in questo caso il potenziale è tutto da vedere. Kevin Punter per il livello è un attaccante di primissima fascia (17,4 punti di media, pur sparacchiando da tre finora, 19%), ma il vero valore aggiunto è la grande varietà di opzioni disponibile. LeDay e Smailagic, per esempio, sono due lunghi devastanti, soprattutto grazie alla loro doppia dimensione (entrambi abbondantemente sopra il 40% da dietro l’arco). Il difetto da limare è quello di fermare troppo la palla sul perimetro, specialmente quando dal pick&roll non si riesce a cavare nulla. La conseguenza è stata di rifugiarsi un po’ troppo spesso negli isolamenti di Kevin Punter. Fin qua inarrestabile (1.71 punti per possesso in quelle situazioni), ma che sul lungo periodo rischia di essere un’abitudine pericolosa.

Chi in attacco vola, invece, è il Lokomotiv Kuban, fermato solo all’ultimo turno da Ankara dopo quattro vittorie filate. Che hanno messo in mostra una delle squadre più divertenti del torneo fin qua: secondo miglior attacco a quasi 122 punti per cento possessi. La formula con cui hanno costruito la squadra a Krasnodar non è variata dagli anni passati: un enorme quantità di talento nel gruppo USA a far da traino a buoni comprimari locali. E il tocco nello scegliere esordienti in Europa non è certo stato perso. Citofonare al campanello Motley Johnathan, titolare dell’assolutamente simbolico premio di MVP di questo inizio di stagione. Il lungo uscito da Baylor ha messo a ferro e fuoco le difese avversarie con la sua combinazione di taglia e atletismo. Immarcabile sui pick&roll, ottimo corridore in campo aperto, è una vera minaccia anche in post basso (1.13 punti per possesso col 70% di realizzazione). Le cifre grezze parlano chiaro: 23 punti di media con oltre sei rimbalzi e il 73% da due punti.

E se Motley fa il vuoto sotto canestro, sul perimetro ci pensa Errick McCollum a bucare le difese avversarie. L’ormai veterano della competizione ha subito messo in mostra la sua pericolosità offensiva girando a oltre 18 punti a incontro, coadiuvato da un Darius Thompson che non ha per nulla accusato il salto di livello dalla Champions League. Aggiungete al conto l’esperienza di Stanton Kidd, il rientro di Alan Williams e Greg Whittington, che ha avuto qualche acciacco fisico, ma all’ultimo passaggio in questo torneo, due anni fa col Galatasaray, fece onde, e avete evidentemente l’identikit di una contender. Che peraltro mette in mostra anche l’interessante centro classe 2000 Andrey Martyuk, un 2.06 dotato anche di discreta mano da dietro l’arco da seguire con interesse.

Venendo a chi ha fatto meglio delle aspettative sin qua, sicuramente Badalona, che è con ampissimo margine la miglior difesa, forte di uno spaventoso 91.4 di rating difensivo. I catalani sono partiti fortissimo, anche per riscattare un’annata 20/21 un po’ sotto le aspettative. Tomic e Ribas sono i due condottieri del gruppo, ma dietro sta continuando a fiorire il gruppo di giovani locali. E il vuoto lasciato da Xabi Lopez-Arostegui, partito in direzione Valencia, è già stato colmato da Joel Parra, che ha salito un altro gradino nella propria crescita e ora è, oltre che difensore di grande livello, anche riferimento offensivo certo (miglior realizzatore della squadra fin qua a oltre tredici punti di media). Il tutto all’interno di un sistema che, anche per la presenza di un lungo come Tomic, usa più di tutti il post basso (otre il 16% dei possessi offensivi) e, di contro, tiene le soluzioni sul pick&roll come residuali (ultima per tiri tentati dal palleggiatore in situazione di pick&roll).

Occhio anche ai lituani del Lietkabelis. Partiti a fari spenti, fin qua hanno messo in difficoltà tutti. Dopo il successo all’esordio in casa dello Slask, hanno vinto largamente sul campo di Trento per poi far sudare sette camice sia a Lokomotiv che al Partizan. Brucia un po’ la sconfitta contro Amburgo, fin qua una delle squadre più in difficoltà, ma fin qua il gruppo di coach Canak può essere sicuramente soddisfatta del percorso. Due le attrazioni principali: il ritorno ad alti livelli, dopo una marea di problemi fisici, dell’ex Reyer Gediminas Orelik, che sta incantando davvero (17.2 di media col 42% da tre) e il playmaker greco, classe 1999, Panagiotis Kalaitzakis (fratello del Georgios scelto da Milwaukee): faccia tosta da vendere, punti nelle mani, quasi 15 di media, e la sensazione che la Grecia abbia pronto un altro signor giocatore per il futuro.