Eurocup WeRef: Virtus Bologna–Unics, vale 1 o 2 punti? Topics arbitrali #13

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L’Instant replay è una macchina infernale, può aiutare a risolvere la situazione più ingarbugliata, ma in più di una occasione più che chiarire confonde. Se da una parte la visione delle immagini dal divano di casa nostra può sembrare evidente, dall’altra sul campo sembra che spesso le cose si complichino! A volte vediamo azioni passate e ripassate e poi la decisione finale lascia tutti sconcertati. In alcuni casi la soluzione sta nelle pieghe del regolamento, altre la decisione finale presa dal Crew Chief ha motivazioni diverse spesso insondabili. Ultimamente abbiamo assistito a più di un episodio in cui l’IRS è stato utilizzato impropriamente, più per “compensare” un errore che per applicare una regola. Fino a che non sarà deciso un cambio del protocollo sarebbe opportuno che tutti gli arbitri utilizzassero correttamente lo strumento anziché gestirlo a proprio uso e consumo oppure erroneamente.

02:43 del terzo quarto: Adams in lunetta per il secondo tiro libero. La palla rimbalza sull’anello, Brown è il più lesto ad intervenire ma la palla finisce comunque dentro al canestro. L’arbitro centro (Vilius) fischia e convalida da due punti e fa il segnale IRS. Dopo un breve consulto con i compagni, si reca con il Crew Chief (Radovic) al monitor per la revisione. La decisione è di assegnare due punti alla Virtus per un auto canestro di Brown. Il canestro sarà registrato al capitano in campo della Virtus in quel momento.

Fin qui vi sembrerà banale: la palla ha toccato l’anello, quindi è giocabile, il tocco di Brown – legale -trasforma il tiro libero da un punto in un canestro da due punti. Mentre il protocollo FIBA, per una “banale“ svista del legislatore, consente di revisionare, in qualunque momento della gara, solo canestri da due o tre punti, il protocollo Eurolega consente agli arbitri l’uso dell’IRS per stabilire se il canestro valga uno, due o tre punti. Quindi la chiamata di Vilius è assolutamente legittima. Il problema sta nel fatto che Brown tocca la palla nel momento in cui una porzione di essa si trova già sotto il livello dell’anello e questo fa si che il tocco sia illegale (interferenza) ma che il tiro non cambi di valore: un solo punto doveva essere assegnato ad Adams.

Se osservate attentamente le immagini, nei replay dall’alto sembra che Brown tocchi la palla quando questa è ancora al di sopra del livello dell’anello, ma questo è un effetto ottico dovuto alla posizione della telecamera ed alla bidimensionalità dell’immagine televisiva. Più facile da leggere il replay della camera posta dietro al canestro opposto, qui si vede bene che il tocco arriva quando una parte della palla è già dentro il canestro. Nonostante ciò il canestro viene comunque convalidato da due punti.

Possibile che in quel frangente gli arbitri abbiano dimenticato la regola? Possibile che le immagini non fossero sufficientemente chiare da cambiare la decisione? Possibile che gli arbitri abbiano considerato un tocco, l’illusione ottica dell’immagine laterale? Non abbiamo risposte a queste domande! Come sempre l’obiettivo è portare tutti a riflettere. La nostra sensazione è che ad una certa qualità nelle scelte operate sul campo, non corrisponda un’adeguata capacità di lettura delle situazioni al monitor. Forse un più assiduo lavoro di visione e revisione delle proprie partite e di quelle di altri, potrebbe portare ad un notevole miglioramento della qualità nelle decisioni. Ovviamente la cosa va fatta con metodo e probabilmente a molti deve essere insegnata.

Le immagini sono piatte, ma in questo caso la somma delle inquadrature: laterale e da dietro, fornivano quasi una visione tridimensionale. Notiamo spesso che le decisioni sono prese non sull’oggettività delle immagini ma su delle sensazioni, che spesso il Crew Chief tenda a influenzare o cambiare le decisioni dei compagni in virtù della sua esperienza/carisma e soprattutto della sua lettura della giocata anche se da lontano o fuori posizione. Ben venga se questo porta ad una corretta decisione, ma quando questa non è avallata da immagini chiare lascia molti dubbi. L’IRS deve essere uno strumento che aiuta a ristabilire una decisione corretta, secondo quanto previsto dal regolamento, non dal sentimento soggettivo di uno o più arbitri, o dal rimediare ad un errore precedente.