Euroleague, la classe operaia in paradiso: David Lighty

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Lighty
Fonte: Instagram @the_lighty

Atmosfera natalizia che si sentire anche per i nostri amici della classe operaia. Doppio turno tostissimo, che ci ha fatto seriamente dubitare dei punti fermi che avevamo adocchiato per la nostra rubrica. Purtroppo, la flessione panettoniana (o pandoriana, non giudichiamo mica) si è abbattuta pure sui nostri protetti degli episodi precedenti. Confermarsi, quando gli impegni settimanali sono due, è piuttosto complicato, dunque la nostra scelta numero 5 è ricaduta su una fascia un pò più alta del ceto lavoratore. Quest’ultima, giace in un limbo abbastanza scomodo, che rende complesso per noi etichettare un determinato giocatore come star role player. Però, non è propriamente il caso della nostra personalità di puntata, che, sebbene sia un operaio di (extra) lusso, impersona perfettamente lo spirito della nostra sezione. Ma freniamo gli indugi, il protagonista del numero di questa settimana è David Lighty, ala dell’ASVEL Villeurbanne, lo ricorderete sicuramente per le sue molteplici esperienze nel nostro campionato.

David Lighty

Se penso a David Maurice Lighty Jr la mia mente mi riporta ad un match di qualche anno fa, durante il quale, il nativo di Cleveland, mise a ferro e fuoco la difesa di Varese. Per la precisone (opera di internet, la mia memoria non arriva a tanto), era un Trento-Varese del 18 dicembre 2016, conclusosi 84-68 in favore della Dolomiti, trascinata dalla miglior versione di Lighty di sempre, 34 punti e 5 rimbalzi, dominante per tutti e 40 i minuti. Solitamente, la nostra classica prova visiva arriva più in là nel corso del pezzo, tuttavia direi che è necessario proporvene una, a proposito della prestazione in questione, come presentazione.

In realtà, il soggiorno italiano di David non è stato entusiasmante come il video appena sopra potrebbe lasciar pensare. Prima di approfondire ciò, però, occorre risalire agli albori della formazione cestistica del talento americano. Lighty coltiva il suo gioco alla Ohio State University, tappa obbligatoria per un atleta delle sue parti, dove, oltre a portare a termine interamente il ciclo di studi, matura progressivamente sul parquet. A OSU va vicino ad un titolo NCAA, sfuggito soltanto nella finale del 2007 che ha visto trionfare Florida, vince la NIT (competizione minore) nel 2008 e si guadagna le attenzioni della nazionale giovanile statunitense, con la quale vincerà un argento mondiale. Questo invidiabile palmares, convince Cantù ad inserirlo nel roster per la stagione 2011/12, ed è proprio con la Bennet che il nostro operaio si avvicenda per la prima volta all’Eurolega. Il rapporto con la dirigenza canturina sfortunatamente non decolla e ciò si riflette sul campo, con Lighty che rescinde prima di poter assaggiare il panettone lombardo (giusto per ricollegarci al discorso iniziale). Dolce che (probabilmente) avrà assaggiato in ogni caso, poiché, pochi giorni dopo, siglerà un accordo con la Vanoli Cremona, formazione con cui concluderà la stagione senza alti nè bassi a livello personale. L’anno successivo, è quello dell’arrivo nella seconda delle sue residenze cestistiche europee, ovvero la Francia.

La prima destinazione è Nanterre, qui David ritrova l’Euroleague e anche un pò di stabilità. Sicuramente, sono due annate decisamente positive per lui, vittoria del campionato francese, MVP delle finali, e, soprattutto, prestazioni davvero incisive in Europa. 7,9 di media in 7 partite dell’Eurolega 2013/14, seguiti da 10 ad allacciata di scarpe, in seguito alla retrocessione in EuroCup. Il trampolino di lancio adeguato, che lo catapulta nell’elite della palla a spicchi transalpina, difatti, arriva la (prima) chiamata dell’ASVEL. Le prime due stagioni a Villeurbanne sono il ponte che ricollega la nostra digressione ai 34 punti del dicembre 2016, anno del suo ritorno nel belpaese. Altra stagione spezzata, con il passaggio a Sassari a febbraio e il ritorno alla casa base nell’offseason. In due stagioni (non consecutive) in Legabasket, Lighty ha cambiato quattro squadre, lasciando intravedere degli sprazzi di buone giocate (accompagnati da ottime medie) senza, purtroppo, mai riuscire ad affermarsi prepotentemente. La sua dimensione ideale è senza dubbio il Lyon-Villeurbanne, che sembrerebbe poter essere la sua dimora per molto tempo, viste le ultime due discrete stagioni.

Un’ala molto solida, abbastanza duttile, essendo che può giocare tutti i ruoli dal 2 al 4, una non trascurabile attitudine difensiva e un’abilità nel giocare pick&roll, impreziosita da una costante pericolosità dall’arco. Siamo qui per parlare della competizione corrente, che per il nostro è sostanzialmente piuttosto buona. Inizio aggressivissimo, con 34 punti complessivi contro le due ateniesi, ospiti all’Astroballe nelle prime due euro-giornate del 2019. Successivamente, delle uscite normali caratterizzate da qualche alto (i 18 contro il Fener, ad esempio) e da qualche basso (una trasferta a Valencia con soli 16 minuti di impiego). Tutto ciò, fino al devastante trittico di dicembre, un mese in cui, evidentemente a causa della ricorrente aria natalizia, il nostro amico si scalda particolarmente (vedi video sopra). 19-16-14 punti a referto nelle ultime tre uscite dei suoi, il migliore dei suoi contro Milano, 20 di valutazione a Barcellona, nonostante la sconfitta dei campioni di Francia, e una conferma da non sottovalutare nella vittoria casalinga inflitta all’ALBA. Continuando a considerare queste tre gare, 70% da tre punti e, inoltre, 10 rimbalzi conquistati. Ed è proprio la prova di venerdì il movente che ci porta a parlare di David Lighty: è stato l’unico dei suoi pari livello a riconfermarsi sia nella prima che nella seconda gara della settimana passata, compiendo un qualcosa di per nulla scontato. Sebbene ciò sia da lodare, l’highlights finale, che vi lascio, riguarda la partita di inizio mese contro Milano, di gran lunga più spettacolare.

 

1 commento

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