Eurolega, la classe operaia in paradiso: Niels Giffey

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Dopo aver cominciato il filone della classe operaia, ci abbiamo preso gusto e continueremo ad analizzare quei giocatori meno blasonati, ma che si stanno distinguendo particolarmente. Martedì scorso ci eravamo concentrati su un trabajador della corte madrilena come Gabriel Deck, del quale molti di voi già conoscevano opere, virtù e miracoli, dunque, per alzare la posta, oggi ci inoltreremo ancor di più nei meandri del ceto borghese dell’Eurolega. Infatti, il protagonista odierno è Niels Giffey, ala tedesca dell’Alba Berlino. Perché proprio Giffey? Ebbene, il tiratore classe ’91, forse lo sapevate, o forse no, è il migliore per percentuale di questa Euroleague ed è reduce dall’ennesima prova solidissima. Un dato piuttosto sorprendente, che andremo ad analizzare nel dettaglio.

Niels Giffey

Berlinese figlio di Frank e Christine, Niels è ormai un veterano dell’Alba, nonostante sia ancora ventottenne. Quattro anni di (ottima) formazione a UConn, un vano tentativo di essere scelto al Draft 2014, che lo ha portato alla Summer League con Memphis prima, e Utah poi, fino alla decisione di tornare a casa per vestire i colori della squadra della sua città. Aveva già assaggiato l’Eurolega al suo primo anno in patria, salvo fare esperienza in Eurocup, in seguito alla “retrocessione” dei campioni tedeschi in carica nella seconda competizione europea. Le annate di Giffey nelle competizioni ECA, sono state un crescendo sbocciato durante questa stagione. 4.8-6.6-7.2-10.5, questa la scala crescente delle medie punti di Niels in Eurocup, questi numeri si sono tradotti in 9.5 ad allacciata di scarpe, partendo dalla panchina nell’Europa dei grandi. Tuttavia, se vogliamo farla una questione di numeri, è meglio dare un occhio a quelli di questa stagione, ovvero gli unici che ci interessano.

In particolare, c’è il numero spaventoso che ci porta a parlare di questo ragazzo, cioè la percentuale di tiri da tre punti mandati a bersaglio. Se entrate nell’area statistiche del sito dell’Eurolega, e nei filtri per categoria selezionate “3-point %”,il risultato sarà strabiliante. In cima a quella lista di nomi leggerete “GIFFEY, N.”, e scorrendo più a destra alla voce “%” leggerete 72.73%. Cosa significa? Significa che Giffey, quest’anno, sta vedendo la classica vasca da bagno al posto del canestro, anzi, vede proprio una piscina olimpionica. Non saranno gli 86 tiri tentati da Shved o gli 81 di Wilbekin, ma capite bene che un giocatore che, in 21 minuti (circa) di impiego medio, si prende 22 tiri da 3 e ne converte in punti ben 16, ha un discreto effort uscendo dalla panchina. Inoltre, se non vogliamo limitare il gioco di Giffey al solo tiro pesante (che comunque rappresenta il 45% delle sue realizzazioni), possiamo sicuramente parlare delle sue ottime doti atletiche e da palleggiatore. Riguardo questo aspetto, vi lascio una prova visiva, questa schiacciata risalente all’aprile dello scorso anno:

Archiviando il passato, torniamo a focalizzarci sulla stagione 2019/20. Giffey ha iniziato la competizione avendo un impatto convincente, è reduce da una serie di ottime prestazioni, che stanno riscattando le sue due uniche uscite a vuoto, coincise con il doppio turno di fine ottobre (due gare nelle quali ha totalizzato solo 4 punti). L’input decisivo che gli ha fatto guadagnare la presenza nella nostra rubrica, è stata la gara di giovedì scorso contro lo Zalgiris. Una performance quadrata, impreziosita dal premio di MVP del match. Decisivo nel quarto periodo e sempre pericoloso durante il corso dell’incontro: 13 punti, 5 rimbalzi, 2 assist (di cui uno fondamentale, dal post, nei minuti finali) e una bomba dal parcheggio dell’O2 World, che riassume fedelmente il suo essere on fire durante questi primi 11 turni di Eurolega. Qui sotto trovate le sue parole al termine della gara di settimana scorsa e gli highlights della partita. Tenete d’occhio il numero 5 (difficile non farlo).