Eurolega: tre chiavi di lettura per Barcellona-CSKA

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Pronta a partire una nuova stagione di Eurolega. Nonostante le incertezze che, gioco forza, comporterà il Coronavirus, siamo a poche ore dal via del torneo 2020/2021, che inizierà ufficialmente alle 19.30 di giovedì, quando si alzerà la palla a due tra Efes e Zenit.
Un’ora e mezza più tardi, però, al Palau Balugrana di Barcellona, andrà in scena il match clou di giornata. Quello che promette di essere anticipazione della possibile finale. Il Barça di coach Jasikevicius ospiterà il CSKA di Mike James. Andiamo allora a vedere alcuni dei temi caldi di una partita assolutamente da non perdere, tra due squadre che nel mercato hanno chiuso gli unici piccoli buchi che avevano e ora assomigliano davvero a due super corazzate.

CALATHES-JAMES: LE DIFESE RIUSCIRANNO A CONTENERLI?

Il Barça ha chiuso il buco in playmaker che aveva sofferto nella passata stagione, passando da Malcolm Delaney a Nick Calathes. Jasikevicius, ovviamente, sta ridisegnando il suo attacco su di lui come iniziatore di ogni azione, sulla sua capacità di tenere sotto pressione costante la difesa senza perdere mai di vista i propri compagni.

Dall’altra parte, però, arriva una squadra come il CSKA che è una delle migliori difese dell’Eurolega. Organizzata, con atleti di alto livello e meccanismi di squadra perfettamente oliati. C’è da capire, però, chi si prenderà cura di Calathes. Perché se è vero che per il play del Barcellona magari non sarà così semplice mettere in ritmo la squadra dovendosi scontrare contro la difesa dei russi, va anche notato, però che, al di fuori di Daniel Hackett (l’anno scorso, nelle due partite contro il Panathinaikos, i greci hanno prodotto solo dieci punti nei quindici pick&roll giocati da Calathes difeso dall’azzurro), il CSKA non sembra avere troppe alternative da mettere sulle sue tracce per contenerlo individualmente. James sulla carta non è opzione ottimale e, rispetto all’anno scorso, non c’è più Howard Saint-Roos. Attenzione, dunque, a quanto Calathes potrà creare per sé prima ancora che per i compagni.

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Discorso speculare per quanto riguarda Mike James. È vero che i moscoviti hanno innumerevoli opzioni offensive, ma, anche qui, il gioco passerà molto spesso dalle sue mani. E sugli esterni lui rimane il realizzatore principale. Ecco, però, che il Barcellona sembra avere il giocatore ideale da mettere sulle sue tracce: Cory Higgins, fresco di ritorno in campo dopo l’operazione estiva. Ha giocato 22’ nella vittoria di domenica contro Bilbao e sembra già abbastanza pronto per andare sul parquet a fare il suo. Nel caso, il confronto diretto con l’ex Milano sarà da stropicciarsi gli occhi. Il tutto senza dimenticare che i catalani, volendo, hanno altri giocatori difensivamente di valore da spendere su di lui, come Hanga o anche lo stesso Calathes.

LA BATTAGLIA DEI LUNGHI COL DUBBIO SHENGELIA

Se il Barcellona ha risolto il problema in playmaker, il CSKA ha fatto lo stesso in post basso. L’aggiunta di una coppia da sogno come quella composta da Toko Shengelia e Nikola Milutinov dota la squadra di due giocatori che possono indirizzare la partita giocando dal post basso. Dettaglio non di poco conto: l’anno scorso i russi sono stati terzultimi in Eurolega per possessi finiti in post (solo il 6% del totale dei propri attacchi), mentre ora dispongono di due giocatori che hanno chiuso rispettivamente il 30% (Milutinov) e il 24% (Shengelia) dei propri possessi in quella zona di campo l’anno scorso. Un’aggiunta che rende completissimo l’attacco di Itoudis, in arrivo alla partita, però, col dubbio Shengelia, infortunatosi a una gamba settimana scorsa e di cui ancora non si sanno con certezza i tempi di recupero.

Chiaro che la presenza o meno dell’ex Baskonia inciderà tanto sulle sorti dell’incontro. Il Barça ha da opporre il talento della coppia Mirotic-Davies, anche se per questa volta non dovrà preoccuparsi di fermare Milutinov (assente per influenza) contro cui, tolto l’ex Zalgiris, non avrebbe molto altro da spendere in uno contro uno. Resta un tema che dovrà affrontare in ottica futura, magari pensando alle Final Four. Specialmente tenendo conto che fin qua Jasikevicius ha completato la rotazione lunghi soprattutto con Oriola e Claver, che certo non hanno la stazza per contenere il serbo. Occhio allora ai rincalzi Smits e Pustoviy che potrebbero fare qualche minuto in campo per dare un corpo e qualche fallo extra da spendere.

ATTENZIONE AD ALEX

C’è un giocatore del Barcellona che in queste primissime uscite sta dando la sensazione di poter essere una notevole arma in più a disposizione dei blaugrana. Parliamo di Alex Abrines, che dopo un 2019/2020 con più ombre che luci (5 punti di media col 44% al tiro in 16’), nelle partite giocate fin qua dal Barcellona è sembrato decisamente rinato. Jasikevicius sta puntando forte su di lui e l’ex Oklahoma City per adesso la ha ripagato con oltre sedici punti di media e il 56% da tre punti nelle cinque gare ufficiali disputate finora dai catalani.

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Con lui in campo la squadra vola e produce quasi undici punti per cento possessi in più degli avversari. È vero che siamo di fronte a un campione davvero ridotto e cinque partite di inizio stagione non possono essere garanzia di un’inversione di tendenza, ma questa sera tenete un occhio al numero ventuno. Potrebbe essere un fattore determinante. Stasera e in generale in questa Eurolega.

Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.

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