Eurolega e Dubai, il dado è tratto?

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Motiejunas

Il denominato “progetto Dubai“, che economicamente non può non attirare nessuno ma ideologicamente fa rabbrividire molti, continua a guadagnare considerazioni, attestati e tappe tangibili negli ambienti di Eurolega. Ultimo in ordine di tempo è il comunicato ufficiale rilasciato dall’assemblea degli azionisti dell’ABA Liga, tenutasi a Zagabria nella giornata del 12 marzo. La lega, che vede già oggi la presenza di Stella Rossa e Partizan, ha annunciato di aver ricevuto una proposta ufficiale per partecipare alla prossima edizione da parte dei BC Wolves.

Le parole del comunicato esprimono pareri “che favoriscano la crescita ulteriore e lo sviluppo futuro della competizione“: non è un nulla osta definitivo, ma i toni e le sensazioni del documento fanno trasparire esattamente questo. I contatti sono stati dunque già allacciati, in vista dell’ingresso dei BC Wolves in ABA Liga a partire dalla prossima stagione, la 2024/25, tramite un accordo pluriennale. La decisione definitiva, stando agli aggiornamenti forniti dagli azionisti, sarà presa “nel più breve tempo possibile”, plausibilmente già nella riunione del 19 marzo.

L’ingresso di un franchigia di Dubai non è però da leggere come un lasciapassare automatico per l’Eurolega. O meglio, un lasciapassare per l’orbita EuroLeague lo è, ma non direttamente nella massima competizione. La presenza dei BC Wolves nella prossima EuroCup, con tutte le possibilità di una fusione con BCL annesse, è ritenuto lo scenario più logico. Per una logica che economicamente si comprende benissimo e sarebbe anacronistico non giustificare, che idealmente ed eticamente sarebbe solo l’ultimo – e non necessariamente più grave – di altre prese di posizione dove la tradizione è stata accantonata, da Eurolega e tutto il contesto sportivo “europeo”.