Eurolega: Final Four a Colonia e senza tifosi, ma non c’erano alternative?

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Final Four
Fonte comunicato stampa Euroleague Basketball

È una stagione particolare, lo sappiamo, e non vogliamo metterci su alcun piedistallo pensando di poter dispensare consigli o addirittura imposizioni trancianti a chi organizza un campionato come l’Eurolega da anni e di conseguenza i suoi eventi di punta.
Oggi però è arrivata quella classica notizia che ti aspetti, sai che arriverà, ma che in fondo al cuore pensi possa essere diversa e alla fine cambiare con un colpo di teatro. Che Colonia fosse la sede non c’erano dubbi, che difficilmente potesse cambiare altrettanto, ma quella speranza nell’angolo la si teneva, perché noi italiani al momento non abbiamo voli per entrare in Germania, la situazione non è delle migliori e una rilocazione dell’evento (anche a porte chiuse, quindi azzerando le problematiche organizzative del pubblico), avrebbe potuto far bene.

Dal convegno degli stakeholders di lunedì è emersa la notizia -riportata dal sito greco SDNA– che è stata assunta una società esterna per fare un’analisi approfondita sui vari parametri (viene da pensare prevalentemente quello economico) dell’Eurolega recente, mettendo quindi sotto la lente d’ingrandimento l’operato di Jordi Bertomeu. Il comunicato che ufficializza poi la sede delle Final Four sembra un altro momento difficile per la sua gestione che forse avrebbe potuto avere più flessibilità. Un evento simile senza tifosi riduce e non di poco il livello e le richieste organizzative, per questo motivo poteva essere meno tragico cambiare in corsa la location. Onestamente, vista la situazione e le regole create con lungimirante anticipo su questo finale di stagione, ci si sarebbe aspettati almeno un piano B. Le parole uscite quest’oggi, non solo ratificano la scelta ma dimostrano che un piano B non c’è…e questa è una sconfitta anche perché in questo caso i club non entrano nella decisione che rimane a completo giudizio del management di Eurolega.

Ribadendo che il periodo è difficile, ogni scelta può sembrare buona al momento, ma pessima due giorni dopo a causa degli imprevisti che tutti conosciamo, è proprio in questi momenti che si vede la qualità delle persone e delle organizzazioni. Un saggio diceva che le persone sono come le bustine del tè, sai cosa c’è dentro solo quando le metti nell’acqua bollente e possiamo dire che in questo caso, il tè dell’Eurolega non ha per nulla un sapore rivoluzionario e lungimirante che cambierà le papille gustative del mondo del basket.