Eurolega: Giampaolo Ricci, la classe operaia al potere

164
Olimpia Milano
Flickr Olimpia Milano

Dopo lo scudetto vinto da capitano della Virtus Bologna, in estate Giampaolo Ricci ha fatto ciò che in pochi si sarebbero aspettati: trasferirsi all’Olimpia Milano. Una mossa rischiosa e che ha attirato sul giocatore molto astio da parte dei suoi ex tifosi. Allo stesso tempo anche dalla sponda dei supporters meneghini filtrava molto scetticismo. Ma il giocatore aveva la stima (risaputa) del coach Messina e, silenziosamente, ha lavorato per arrivare all’appuntamento con il campo il più pronto possibile. Come spesso è successo nella sua carriera, Ricci nel corso di questa stagione ha dimostrato di saper alzare ulteriormente il livello del proprio gioco. Triple, difesa, rimbalzi. Tutti fattori fondamentali che lo hanno portato ad essere una pedina importante per il coach, anche e soprattutto in Eurolega. Già dalla prima partita. Ancora nelle orecchie di tutti sono i cori “Pippo, Pippo” che si alzavano dalle tribune del Mediolanum Forum in onore delle sue giocate contro il CSKA. Scetticismo subito messo da parte, Ricci è diventato un idolo per i suoi nuovi tifosi. Da quella sera raramente ha fatto mancare il proprio apporto, non ultima la gara di ieri contro l’Alba Berlino.

Andiamo ora a capire più nel dettaglio come le sue prestazioni hanno inciso sui risultati dell’Olimpia in Eurolega grazie ai dati forniteci da Instat Scout.

Attacco

Fonte Instat Scout

Queste sono le statistiche fino a questo momento di Ricci in Eurolega. Viste così, il suo sembrerebbe un apporto minimo a ciò che la squadra produce. Ma è il confronto con i suoi compagni che fa emergere quanto di buono stia facendo. L’ala dell’Olimpia è infatti seconda in squadra per percentuale al tiro da tre punti, con ben il 44.4%, secondo solo a Datome. Allo stesso tempo ottima è anche la media di punti per possessi segnati (PPPP): 1.15. Anche in questo caso Ricci è secondo solo al capitano della Nazionale. Forse questa statistica più di tutte indica come, nonostante i pochi palloni toccati, l’ex capitano della Virtus sia in grado di rendere al meglio in quel poco che gli viene concesso. La chiave? Limitarsi a fare ciò che sa fare meglio, senza eccedere mai. Questo tipo di atteggiamento è inoltre rispecchiato al meglio dai suoi playtypes, cioè le situazioni di gioco che Pippo utilizza di più in attacco. Come si può notare dalla tabella sottostante, ben il 47,9 % dei suoi tiri arriva da catch and shoots. Movimento, capacità di farsi trovare quasi sempre libero e pronto a sparare: parole d’ordine del suo successo.

Fonte Instat Scout