Eurolega, è allarme infortuni: quanti stop per problemi fisici

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Olimpia Milano
Foto di Alessia Doniselli

Gli infortuni erano una delle preoccupazioni di questa stagione, con l’aumento ulteriore delle partite in Eurolega e quindi i giocatori sottoposti a sforzi ancor più pesanti. Puntualmente, è andata proprio così: praticamente tutte le squadre stanno facendo a meno di elementi importanti del roster per problemi gravi o meno gravi, sono già circa 50 i problemi fisici rilevati nella competizione continentale. Da Dunston a Pangos, da Vesely ad Hackett, da Granger a Gudaitis e tanti tanti altri.

I motivi di questa serie di infortuni

Ma cosa sta succedendo? C’è anche un po’ di casualità in alcuni casi, con problemi traumatici, ma molti di questi infortuni sono di natura muscolare. Di fronte ad un numero così elevato di partite, non è possibile dare la colpa principalmente ad una preparazione sbagliata o a carichi di lavoro troppo pesanti. Fosse accaduto solo a qualche squadra poteva essere una casualità, ma tutte hanno avuto i loro problemi.

Si gioca troppo e non c’è tempo per recuperare e per allenarsi. Spesso tre partite a settimana, assieme a viaggi e trasferte lunghe, praticamente un ritmo da NBA. Con una differenza sostanziale: delle 82 gare giocate in stagione regolare dall’altra parte dell’oceano, una parte vengono snobbate. In Eurolega, invece, se una squadra perde due o tre partite di fila, è “crisi” con polemiche annesse.

È possibile risolvere il problema infortuni?

Risolvere la situazione non sarà semplice, perché non crediamo Bertomeu voglia fare un passo indietro sulle 18 squadre anche per la prossima stagione. Anzi, si vocifera della volontà di inserire ulteriori formazioni. E allora? Questo è il primo anno della competizione così allargata e l’esperienza potrebbe dare una mano, per riuscire a gestire le rotazioni ed a formare anche roster più lunghi. Ma, probabilmente, dovremo abituarci a vivere stagioni in cui gli infortuni saranno parte integrante del gioco.