Eurolega: l’espansione sarà inevitabile, parola di Glickman

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Un’eventuale espansione di Eurolega è diventata, negli ultimi mesi, una chiacchiera al centro di molti rumors cestistici. Prima l’allargamento verso i mercati di Londra e Parigi, in seguito l’interessamento da parte degli Emirati a Dubai. La competizione sembra più che disponibile a guardare verso nuovi orizzonti, tanto che la parola “eventuale” utilizzata precedentemente potrebbe anche essere omessa. A confermarlo è stato anche l’attuale CEO di Eurolega, Marshall Glickman, che ha definito quest’apertura verso nuove squadre e nuovi mercati “inevitabile“.

Di questo e tanti altri temi ha parlato Glickman nell’intervista concessa a The Crossover Podcast. Progetto voluto e finanziato dall’Eurolega, il format è condotto dall’ex giocatore del Real Madrid Joe Arlauckas e permette a tutti gli addetti ai lavori della competizione di avere parola. Proprio oggi si è aperta la quinta stagione del podcast, e l’inizio è stato esplosivo: protagonista infatti è stato proprio Marshall Glickman, l’uomo che insieme a Bodiroga deciderà le sorti future del torneo.

Una delle cose più interessanti che Glickman ha rivelato ad Arlauckas riguarda il possibile utilizzo di conference come nella NBA, atte a gestire proprio questa espansione futura.

Dobbiamo essere attenti nell’aggiungere più squadre. Penso che l’espansione sia inevitabile, ma allo stesso tempo non ci sarà anche un allargamento del calendario. Al momento, il format che abbiamo è fantastico e ci ha spinto verso il prossimo livello. Non c’è nessuna soluzione magica, ma credo che dovremo avere delle conference (nel caso vengano aggiunte più squadre).

In questo scenario, magari si affronterebbe ogni squadra della propria conference in casa e fuori, e poi si giocherebbe contro le squadre dell’altra conference in casa o fuori ad anni alterni. Qualcosa del genere. Penso dovremo prendere questa strada, è inevitabile.

Inoltre, Glickman ha anche affermato che molti mercati sono interessati a fare il proprio ingresso in Eurolega. Un’acquisizione che porterebbe la competizione ad essere ancora più globale, ma che bisognerà effettuare con cautela. Nonostante l’interesse, non tutti i mercati infatti sono pronti ad entrare nella lega.

La buona notizia è che ci sono richieste di entrare in Eurolega da otto mercati differtenti, se non sbaglio, e potrebbero diventare dieci. Mercati che oggi non hanno squadre in Eurolega, quindi vogliamo trarne vantaggio. Non tutti sono pronti, ma sono vicini a esserlo.

Un altro tema di cui si è parlato spesso è anche l’introduzione di un salary cap. Con l’espansione in arrivo, quest’ultimo infatti potrebbe essere una buona mossa per equilibrare la competizione e gestirla più facilmente. Glickman non sembra apprezzare a pieno il termine, ma ha già elaborato un piano per implementare una gestione finanziaria di questo tipo.

Non mi piace il termine salary cap Perché sembra che stiamo cercando di abbassare gli stipendi dei giocatori, che non è vero. Si parla più di una partnership, in cui i giocatori hanno un interesse acquisito nella crescita della lega. Dove ci sarà crescita economica collettiva, ci dovrebbe essere anche maggior compenso per i giocatori, è fondamentale che le due cose siano connesse.

Con l’introduzione di nuovi mercati, un grande ostacolo potrebbe essere la differente tassazione nelle varie nazioni. Glickman pensa, tuttavia, che questa difficoltà possa essere gestita con successo.

Il messaggio è che dovrebbero esserci dei salati minimi e dei tetti. Questi tetti devono prendere in considerazione la tassazione e le differenze tra i mercati, penso si possa fare. Magari ci dovrebbe essere anche un concetto simile alla luxury tax. Stiamo esplorando tutte le situazioni in cui, per delle squadre dal grande budget, ci siano dei soldi ridistribuiti anche alle squadre da budget minori. L’obiettivo numero uno è l’equilibrio, ma ci sono anche altri obiettivi come la sostenibilità economica e finanziaria.

Infine, un altro tema decisamente dibattuto in questi anni riguarda il calendario e le finestre FIBA. Per alleggerire i giocatori, spesso è stata avanzata la proposta di eliminare le squadre di Eurolega dai rispettivi campionati nazionali. Glickman non è però d’accordo, mentre il CEO non si sbilancia troppo sui tentativi di dialogo con la FIBA.

Queste squadre giocano nei rispettivi campionati locali e non credo che questa cosa cambierà. Abbiamo il problema, in un certo senso, delle finestre FIBA. Ci sono solo pochi giorni, e dobbiamo prenderci cura dei nostri giocatori. Sono i nostri asset più importanti.