Eurolega: Messina e Melli protagonisti del nuovo episodio di “Focus on”

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Nel nuovo episodio di “Focus on”, format su Youtube creato dall’Eurolega, sono stati intervistati Ettore Messina e Nicolò Melli. Il tema centrale della conversazione ha riguardato la competitività del torneo, le differenze con l’NBA, il ruolo del coach e del rapporto tra i due. Ecco le loro parole, dopo un inizio di stagione che non ha visto l’Olimpia Milano brillare in campo ma ottenere risultati. Per le scarpette rosse, partenza con 1 sconfitta e 3 vittorie, tutte fuori casa. C’è ancora molto margine di miglioramento, certo, ma la personalità e le potenzialità del roster sono ben visibili.

Il coach dell’EA7 è partito dalla propria carriera, per soffermarsi poi su come l’Eurolega sia cambiata nel corso degli anni e quanto sia diventato sempre più complicato eccellere in una competizione del genere. La parola chiave, secondo Messina, è la consistenza: per avere la possibilità di giocarsela fino in fondo, una squadra di Eurolega deve quasi necessariamente essere costante in tutta la stagione nel proprio rendimento. Unica eccezione, ci aggiungiamo noi, è l’Efes dell’anno scorso, ma la legge di Ataman non si può applicare a tutti.

Se mi guardo indietro, so di aver avuto una grande fortuna a qualificarmi a tante Final Four, ma ancora più ad averlo fatto con quattro squadre differenti.

Qui otto squadre su diciotto vanno ai playoff, in NBA ne vanno più di sedici con i play-in. Venti squadre su trenta sono coinvolte nella corsa playoff fino alla fine.

Qui non c’è margine di errore, ogni gara è come fosse una finale. Devi avere consistenza, se vivi di up&down durante la stagione regolare, può essere un problema.

Il calendario di Eurolega pone squadre e giocatori sotto una grande pressione, rendendo fondamentale il saper resettare la propria mentalità di giorno in giorno, di partita in partita. Così come importante è avere anche una piccola dose di fortuna, che permetta di sopravvivere anche nelle serate più dimenticabili.

Devi resettare dopo una vittoria, come dopo una sconfitta, perché in pochi giorni, o anche dopo 48 ore, hai un’altra gara.

Altre volte devi riconoscere che sei stato fortunato, che hai “rubato” una gara che non hai meritato di vincere. Non devi mai farti ingannare dal risultato. Devi avere l’onestà di valutare autonomamente la tua prestazione: è qualcosa che appartiene alle grandi squadre e che noi stiamo cercando di perseguire.

Di certo, un’altra chiave del successo per una squadra sta nell’avere grandi leader, in campo e fuori. Giocatori che abbiano fiducia e rispetto nell’allenatore, e che a volte facciano anche da tramite o si pongano come guida dei propri compagni.

Credo che per avere successo un coach debba avere due o tre giocatori di grande leadership nello spogliatoio. Io so he quando esco dal nostro ho persone che, se mi sono perso una cosa, o ne ho spiegata male un’altra, affronteranno i concetti nella maniera giusta. Con la loro leadership e la loro esperienza sono un esempio, e io so di averli alle mie spalle.

A questo identikit corrisponde sicuramente il nome di Nicolò Melli. Nel suo intervento a “Focus on”, l’ex Fenerbahce ha proprio parlato della rilevanza di questo concetto all’interno di uno spogliatoio. Successivamente, ha parlato anche del suo rapporto personale con lo stesso Messina.

I coach sono dei “team Leader”, non solo Messina ma tutti i coach per le loro squadre. Danno ritmo alla nostra routine, ci danno fiducia in quello che dovremmo fare. Ci mettono pressione quando ci vedono un minimo rilassati.

Ho grande rispetto per Ettore Messina. Veniamo da una stagione di successo e quest’anno possiamo fare meglio. Non sarà facile ma siamo qui per provarci.

Infine, Messina ha concluso il proprio approfondimento con delle dichiarazioni sulla Milano di quest’anno e cosa ci si può aspettare da questo roster. Le prime uscite hanno mostrato una chimica tutta da trovare tra i compagni, ma che si spera aumenti sempre più con il passare del tempo. Se ciò dovesse accadere, e la fortuna dovesse aiutare in ambito infortuni, allora l’Armani potrà avere ampi orizzonti.

Se vedi il nostro roster di oggi lo trovi più profondo e forte dell’anno scorso, e quindi pensi che possa fare molto meglio. Ora è questione di tempo per creare chimica, sperando di avere più fortuna sul lato infortuni.

Giocare in Italia e in Eurolega è difficile, il nostro campionato è cresciuto anno dopo anno, ma noi pensiamo a fare l’ultimo passo. E l’ultimo passo parte facendo i playoff.