Eurolega-NBA: tra Olimpia, Zion e Melli (di Werther Pedrazzi)

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Olimpia Milano
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Come vorrei, come vorrei…
Che finisse questo tempo sbagliato.
Con i suoi giorni inutili e le sue sere di malinconia.
Come vorrei che i giorni portassero ancora luce sul futuro.
E le sere non fossero soltanto il buio, in cui struggenti emergono i ricordi.
Memorie.
Di gente che se ne va, accompagnata soltanto dal muro del silenzio.
Tempi che soffocano anche le urla di dolore. Impotenza, che lascia la ribellione, sterile, soltanto alla folta schiera degli imbecilli. Quelli che vogliono oggi ciò che avevano ieri, ma ieri erano contrari a quello che hanno oggi.
Sempre più soli. Nel momento in cui dovremmo essere più uniti.
Abbandonati. A noi stessi.
Una volta mangiavamo il tempo, bulimia esistenziale, che non ci bastava mai, adesso è il tempo che non passa mai e che ci mangia dentro. Non diciamo di essere stati angeli, ma le nostre ali, metaforicamente, pure le avevamo, capaci di sognare, e mai avremmo potuto immaginare quel demone di oggi, costretti al nostro inferno quotidiano.
Il Tempo. Non gira più. Si ferma nel dolore.
Solo pochissimi giorni sono passati, e noi ancora immobili, cristallizzati nel rimpianto per il nostro caro Gianni. Il rimpianto di non averlo potuto accompagnare ancora una volta con gli ultimi passi della nostra riconoscenza.
Doverosa e inalienabile riconoscenza, nei confronti di Gianni Corsolini, al quale dobbiamo molto in affetto ed accoglienza, che risalgono al tempo ormai lontano in cui per le prime volte ci affacciavamo, molto spaesati, al mondo del giornalismo. Tenendo sempre presente che per noi, come ex giocatori, era quello del giornalismo un mondo, insieme a quello degli arbitri, c’è da confessarlo, verso il quale nutrivamo, se non proprio ostilità, certamente parecchia diffidenza. Ed incontrarci il Gianni ci aprì orizzonti sconosciuti, diversi e insospettabili.
Riconoscenza e gratitudine sempre. Per sempre.
Lui ha raggiunto il porto. Ma siamo sicuri che ci direbbe di continuare a navigare.
E a noi che da dove abitiamo vediamo soltanto colline, peraltro verdi e belle colline di Brianza, ci è presa la voglia del mare.