Eurolega: Omicron più pericolosa di Mirotic in post?

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Si salvi chi può. O meglio: giochi chi può. Quindi, al momento, praticamente nessuno. Il calendario di Eurolega ha subito nelle ultime settimane ribaltoni degni di nota: alcune partite sono già state rinviate, costringendo alcune squadre a dover recuperare gli incontri aggiungendo ulteriori doppi turni a una tabella di marcia già ricchissima di eventi in campo nazionale e internazionale. Un caso emblematico è quello dell’Olimpia Milano, le cui date dei recuperi con Alba Berlino e Zalgiris Kaunas sono state ufficializzate nel corso della settimana, rispettivamente il 18 gennaio e l’8 febbraio. L’evoluzione della curva della variante Omicron in Europa, d’altro canto, ha sovvertito i programmi originali immaginati dal board di Eurolega. Ne è un emblema la giornata 19.

La prima giornata di ritorno avrebbe dovuto svolgersi tra domani e venerdì. Il condizionale, mai come questa volta, è d’obbligo. Delle partite in programma, salvo ulteriori modifiche, solo Olimpia-Zenit di venerdì si svolgerà regolarmente. Tutte le altre saranno rinviate a data da destinarsi. Non è facile capire quando effettivamente queste gare potranno essere recuperate, sia per le diverse disposizioni delle singole nazioni in merito a durata della quarantena e tamponi necessari per uscire dai protocolli di sicurezza, sia per l’accavallarsi con altri inderogabili appuntamenti delle competizioni in patria. Certo: leggere le comunicazioni ufficiali emesse dal sito di Eurolega in merito ai contagi squadra per squadra fa impressione.

In Turchia, 7 giocatori e un membro dello staff dell’Efes sono risultati positivi il 1° gennaio, mentre il Fenerbahce ne registrava 3 il 28 dicembre. Atene non è stata risparmiata da questa nuova ondata: 5 membri del gruppo squadra dell’Olympiacos positivi al Covid il 30 dicembre, 8 per la squadra di Priftis allo stesso giorno. 4 giocatori e 4 membri dello staff dell’Asvel sono in isolamento dal 27 dicembre, mentre non arrivano indicazioni ufficiali da Montecarlo. Da metà dicembre, la lista dei giocatori coinvolti tra Barcellona e Real Madrid andrebbe a comporre un roster in grado di competere al più alto livello d’Europa. Nigel Hayes-Davis, Pierre Oriola, Calathes, Kuric, Davies, Laprovittola, Martinez, Exum e Caicedo per coach Jasi (anch’esso positivo il 31 dicembre); Heurtel, Causeur, Poirier, Randolph, Yabusele, Nunez, Hanga, Alocen, Llull e Taylor tra le fila dei Blancos.

Fino alla giornata di ieri, pareva si potessero giocare almeno Maccabi – Baskonia e CSKA – Barca ma le notizie provenienti da Mosca e la quarantena imposta a Fontecchio e compagni ha costretto al rinvio anche di queste due sfide. Districarsi nella gimkana di partite e recuperi schedulati per i prossimi mesi appare impresa degna del miglior Indiana Jones. Le richieste di rinvio presentate sino a ora (Stella Rossa, Panathinaikos, Baskonia, Unics, Barcellona, Efes, Olympiacos e Asvel) sono state tutte esaudite. Ma l’Eurolega è stata fin troppo chiara a inizio anno. Cascasse il mondo, la stagione regolare dovrà concludersi entro il 14 aprile. Sarà possibile? In un modo o nell’altro, crediamo di sì. Ma a che prezzo?