Eurolega: la risposta di Mike James e il CSKA se lo gode

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Mike James
Photo Credit: Ira Somova (VTB)

Era il 26 luglio 2019 quando, dopo mesi di rumors, il neo Presidente delle Operazioni ed allenatore dell’Olimpia Milano Ettore Messina comunicava ufficialmente la separazione tra la sua squadra e Mike James dopo appena una stagione usando l’arrivo di Shelvin Mack come motivazione principale

In seguito all’arrivo di Shelvin Mack, e l’ulteriore inserimento che andremo a effettuare nel ruolo di playmaker, ho personalmente informato Mike James che non rientra più nel progetto tecnico dell’Olimpia Milano, e delle ragioni che sono alla base di questa decisione.

La decisione dell’Olimpia sull’ex Panathinaikos è arrivata abbastanza tardiva vista la situazione del mercato Eurolega che conta, si iniziarono ad ipotizzare mete come Valencia o addirittura si dava per certo uno sbarco in Cina…ma l’agente del giocatore, Alexandros Katsaros (SportsFive), percepita da tempo l’aria di rivoluzione in casa meneghina soprattutto la gestione del suo cliente con le famose telefonate di Messina, si era mosso nell’ombra e aveva già “sottobanco” un accordo con i campioni in carica del CSKA Mosca anch’essi soggetti a rivoluzione (via Rodriguez, Hunter, Higgins, De Colo).
Il Presidente Andrey Vatutin in una recente intervista rilasciata al sito kommersant.ru ha parlato proprio dell’affare James, dicendo che la sua presenza sul mercato fu un fulmine a ciel sereno, che se lo aveva tagliato quel Messina che tanto conosce bene voleva dire che qualcosa non era a posto e quindi un rischio ingaggiarlo, il CSKA però crede nella sua struttura, crede nel suo personale e il 12 agosto firmano il nativo di Portland con contratto di un anno, una scommessa oggi ampiamente vinta.

La stagione di Mike James

Partiamo dai numeri: James in Eurolega quest’anno viaggia a 21.1 punti di media tirando col 45% dal 2 e 42% da 3, per tre volte ha scavalcato quota 30 punti; ha messo la firma con l’ultimo canestro in 2 partite molto importanti, è di fatto in lizza per il titolo di MVP ma, aspetto più importante, l’infortunio di Will Clyburn ha cambiato non solo l’annata dei russi ma quella dell’ex Olimpia diventato più maturo e leader.
Buon di avvio di James nel sistema CSKA con ottimi numeri, alla 4^ giornata in quel di Berlino Clyburn s’infortuna malamente il ginocchio salutando la stagione e le successive 3 partite vedono il CSKA e MJ messi alla prova; perdono in casa contro l’Olympiacos, vincono a casa dello Zenit e perdono a Villeurbane con James che deraglia nell’ultimo minuto sbagliando tutti i tiri importanti.
La sconfitta in Francia riapre l’armadio delle critiche che hanno accompagnato Mike nella sua carriera al motto

Troppo testardo nel cercare di vincerla da solo e anche il CSKA si accorgerà che è un cavallo matto ingestibile.

Coach Dimitris Itoudis perso il suo miglior giocatore e leader (Clyburn) ha bisogno che qualcuno faccia un passo avanti, se la difesa tiene botta serve che davanti qualcuno indichi la via e la successiva partita contro il Fenerbahce è LA gara che sia lui che James cercavano: 31 punti con 6/8 da 3, partita di gran personalità con le operazioni sempre sotto controllo.

Itoudis apre il vaso di Pandora e il CSKA malgrado le partenze estive, malgrado i tanti infortuni e malgrado lo scetticismo degli esperti continua a navigare ai vertici dell’Eurolega battendo tutti i top teams. Mike batte sulla sirena lo Zalgiris col suo classico lateral step-back verso destra e segna il canestro decisivo per espugnare niente meno la casa dell’Efes primo in classifica, oltre a siglare giocate importanti nei successi esterni a Barcellona e contro il Real Madrid che arrivava da 11 vittorie consecutive. Segnale di questa sua crescita, maturità e costanza di rendimento è stata la doppia-doppia contro Milano in quel di Kalingrado, coach Messina lo vuole ingabbiare con una difesa alta eseguendo raddoppi sitematici e James al posto di intestardirsi gioca per i compagni chiudendo con 17 punti e 11 assist anche in quel caso senza mai perdere il controllo.

Chiaro c’è sempre l’altra faccia della medaglia perché qualche gara storta c’è stata come a Baskonia dopo il successo contro il Fener, il suo spauracchio Nick Calathes si è confermato tale nella prima sfida quando il Pana vinse a Kalingrado dopo un overtime, James giocò una partita sconclusionata (30 punti ma 10/23 dal campo con palla persa all’ultimo tiro) ed il greco chiuse con 22 e 18 assist! Nel complesso però il rapporto tra gare positive e negative vede in netto vantaggio le prime.

In campo

La chiave è stata sia a livello tecnico/tattico che mentale da parte di Itoudis; per la questione offensiva c’è poco da dire, James & Larkin sono gli unici giocatori del panorama Eurolega praticamente “unstoppable”, il coach greco sa che il suo PG può creare dal palleggio per se e per gli altri senza troppi problemi quindi praticamente carta bianca e fiducia, la difesa è stato il vero punto chiave.
Ricordiamo le gravi difficoltà dell’Olimpia targata Simone Pianigiani, tra queste la principale era la totale mancanza di “prima linea” difensiva, James-Jerrells-Cinciarini-Nedovic venivano sistematicamente bucati costringendo i lunghi ad uscire e commettere spesso troppi falli ad inizio partita.

James non è un così pessimo difensore però si applica poco e se non ha un “bodyguard” di fianco o una difesa solida la situazione lo rende vulnerabile, al CSKA ha entrambi!
Lunghi come Bolomboy, Kurbanov, Voigtman, Hines in grado di uscire sugli esterni e allo stesso modo capaci di chiudersi nel pitturato sono una manna dal cielo per James ma, soprattutto, affiancargli nei momenti importanti un “cagnaccio” e leader difensivo come Daniel Hackett ha aiutato l’americano nel suo amalgamarsi nel sistema difensivo, più tranquillo/protetto è in difesa più sereno è in attacco.
Non è un caso che James con Hackett al fianco giochi meglio. Clyburn è un discorso a parte perché con lui sano il CSKA sarebbe tranquillamente contender con l’Efes.

La persona

Ve lo ricordate? Certo che ve lo ricordate il famoso “sciopero” del 22 marzo 2019 a Desio, match cruciale tra Milano e Panathinaikos quando James (4 falli e fuori dalla partita) si mise da solo in fondo alla panchina, fu sicuramente il momento più critico di quella stagione, un momento condito da uno spogliatoio già turbolento più il difficile momento personale del giocatore.

Persona introversa se ce ne è una. Esempio più lampante a 22 anni quando vestiva i colori di Omegna nella fu A2 Silver (stagione 2013/14); stagione in campo pazzesca da 22.7 punti di media ma fuori un po’ complicata, nello spogliatoio si relazionava solo con l’altro import ossia il canadese Jevohn Shepherd e poi il difficile rapporto con coach Di Lorenzo esploso nella famosa Gara1 del 1° turno Playoffs 2014 contro Casalpusterlengo (#7) dove MJ non prese (per protesta) un singolo tiro per tutto il primo tempo per poi chiudere con 11 punti e 4/9 dal campo, Omegna perse sia quella partita che la serie (3-1) uscendo come testa di serie #4.

Lo stesso che non le mandò a dire al Panathinaikos per aver preferito pagare Calathes e non lui spingendolo tra le le braccia di Milano, la frase “no discount on my services” che appare in cima al sul suo profilo Twitter è figlia di quell’evento…che ancora oggi ha legato al dito.

Itoudis non guarda in faccia nessuno e il suo metodo della carota ed il bastone ha fatto presa su James, gli consente carta bianca in attacco e anche diverse licenze ma se c’è da intervenire col pungo duro lo fa senza scrupoli.
Molto significativa fu la scena nella prima sfida contro il Khimki alla 3^ giornata, James perde palla, Clyburn gliela recupera con un intercetto degno del miglio Deion Sanders, gliela ripassa e James (rimasto fermo un giro nella metà campo del Khimki, ndr) da fermo spara subito da 8 metri segnando la tripla. Arriva il timeout del Khimki con Itoudis che corre verso Mike chiedendogli calma, razionalità in maniera quasi paterna, il tutto con capitan Kyle Hines presente, figura fondamentale per James all’interno della squadra moscovita.
Altro esempio l’intero 3° quarto in panchina nella penultima partita contro il Barcellona, era “una di quelle sere” per l’ex Suns, ma poi fu rimesso in campo nel 4° realizzando quella super tripla per pareggiare la partita prima della magia di Mirotic.

In questi giorni la VTB ha deciso di calare il sipario sulla stagione, il CSKA Mosca ha concesso ai suoi giocatori di tornare a casa, James è già nella sua Portland con un sorriso in più perché non è ancora ufficiale ma lo stesso Vatutin ha confermato che sarà fumata bianca per il rinnovo di contratto col presidente che, oltre ad elogiare il suo fuoriclasse, ci ha tenuto ad elogiare la forza della sua struttura

Quello che puoi permetterti in club di un certo livello non può ripetersi al CSKA

E se vogliamo sta tutto in quella frase, un’organizzazione con solide fondamenta, principi, disciplina ferrea figlia di un grande allenatore possono solo portare sulla retta via, Peter F. Drucker diceva

Nella vita ci sono rischi che non possiamo permetterci di correre e ci sono rischi che non possiamo permetterci di non correre

Mike James era uno di quei rischi che il CSKA sapeva che avrebbe vinto, il giocatore lo ha capito, lo ha assimilato, lo ha messo in pratica vincendo la sua scommessa e ammutolendo gli scettici.

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA Admin e fondatore di Basketball-Evolution, collaboratore per Backdoor Podcast per le vicende della Pallacanestro Varese e non solo.

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