L’Eurolega, il problema viaggi e l’ottimismo di Bertomeu

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Londra

Tra tre settimane si alzerà la prima palla a due della stagione di Eurolega. Ma sarà davvero così? Già la scorsa settimana avevamo parlato dei problemi legati alle restrizioni per la pandemia di numerosi paesi europei, compresi quelli con squadre della massima competizione continentale. E sono arrivate le prime difficoltà, già nel corso del precampionato.

Il Panathinaikos rinuncia al viaggio a Mosca

Il Panathinaikos Atene aveva programmato la sua partecipazione alla Gomelsky Cup, un prestigioso torneo di precampionato a Mosca. Ieri è arrivato l’annuncio della rinuncia a questo torneo, in programma il 17 e 18 settembre, per via delle restrizioni sui viaggi in Russia per il coronavirus.

L’organizzazione ha immediatamente sostituito la formazione ateniese con l’Unics Kazan, salvando così la competizione (ci sono anche Cska Mosca, Stella Rossa e Lokomotiv Kuban), ma è un segnale di quanto potrebbe avvenire durante la stagione. Con partite rinviate o non giocate per le restrizioni, rischiando di rendere impossibile (o quantomeno falsata) la disputa dell’annata 2020/21. Un rischio purtroppo concreto.

L’ottimismo di Bertomeu

Ovviamente, questi temi sono sul tavolo dell’Eurolega, che si è riunita con i rappresentanti dell’associazione giocatori (ELPA), tra cui il nostro Gigi Datome. C’è accordo tra le due parti sui protocolli da utilizzare per garantire la massima sicurezza possibile e riuscire a disputare una stagione il più regolare possibile. Ed il CEO Jordi Bertomeu è molto fiducioso

“È estremamente importante all’interno del nostro gruppo avere un obiettivo comune. Probabilmente non sarà una stagione perfetta, sarà una stagione diversa, ma soprattutto dobbiamo giocare. Sappiamo che la situazione potrà cambiare, può evolversi, ma siamo molto fiduciosi sulla possibilità di poter tornare presto alla normalità, con palazzi pieni di tifosi appassionati per godersi la competizione”.

Se lo augurano tutti gli appassionati di basket e non solo…

Lo sport ed il basket sono da sempre la mia passione, diventati poi il mio lavoro, da ormai il lontano 1998 (eh già, sono quasi tra gli 'anziani'). E Backdoor Podcast lo ritengo un mix tra passione e qualità.

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