Eurolega: Zeljko Obradovic, un dolce ritorno a Istanbul

77

Una delle sfide più attese di questo turno di Eurolega, e forse di tutta la stagione, era quella tra Fenerbahce e Partizan Belgrado. Il motivo è presto comprensibile: il ritorno a Istanbul del maestro Zeljko Obradovic. Dopo anni di soddisfazioni e vittorie in Turchia, ora il coach si trova dall’altro lato e per la prima volta le parti si sono rincontrate da nemiche. La gara è stata una di quelle non spettacolari ma competitive, e si è conclusa in modo trionfale per la squadra di Obradovic. Come a ricordare a tutti i tifosi l’incisività di quell’allenatore che per anni è stato la loro benedizione.

Prima di addentrarci nella prima da ex del coach serbo, è obbligatorio ricordare i suoi traguardi. Tutti sanno quanto Obradovic sia l’allenatore più vincente nella storia dell’Eurolega, con ben 9 trofei vinti tra Partizan, Badalona, Real, Panathinaikos e Fenerbahce. Il primo titolo di Eurolega della sua carriera è arrivato nel 1992 con il Partizan, l’ultimo nel 2017 con la squadra di Istanbul. Al Fener Obradovic ha vinto anche 4 campionati, 3 coppe di Turchia e 3 Coppe del Presidente. Un’eredità da vera leggenda, e tanto gli è riconosciuto da quei tifosi che lo hanno ammirato fino a due anni fa.

La sfida di ieri, inoltre, presentava anche un altro ricorso storico. Oltre ad essere un intreccio della biografia di Obradovic, segnava anche l’ennesimo scontro con un suo “allievo“: Dimitris Itoudis. Itoudis è stato assistente di Obradovic al Panathinaikos dal 1999 al 2012: ben tredici anni, in cui i due hanno condiviso cinque vittorie di Eurolega e 11 titoli nazionali. Ieri si sono ritrovati da avversari per la 14esima volta: a condurre la sfida tra i due è Itoudis con 8 vittorie, mentre Zeljko ha ottenuto ieri la sua sesta.

Fatte queste doverose premesse rivolte al passato, è necessario anche guardare al presente. Entrambe le squadre, infatti, si presentavano alla sfida con un bisogno impellente di vincere. Il Fenerbahce, primo in classifica, veniva da quattro sconfitte consecutive tra Eurolega e campionato, dovute anche alle diverse assenze. Il Partizan, al contrario, cercava la seconda vittoria consecutiva con annesso scalpo d’onore. Poco meno di una settimana fa la squadra di Obradovic aveva battuto l’Efes, e battere ieri anche la prima in classifica avrebbe potuto aiutare i serbi a trovare una continuità finora assente.

Nonostante l’alta posta in palio, i minuti prima della palla a due non potevano non essere dedicati al ritorno a casa del grande coach. In una Ulker Sports Arena gremita, Obradovic ha così ricevuto un caldo bentornato da parte di tutto il pubblico e della dirigenza turca.

Conclusi i convenevoli, l’atmosfera si è subito fatta rovente durante il match. Il peso delle aspettative è visibile fin da subito, e ci sono tanti errori da una parte e dell’altra. Dal lato Fenerbahce, si scalda però il ritrovato Scottie Wilbekin, che guida i suoi verso la doppia cifra di vantaggio. Il Partizan rivede i flash delle brutte sconfitte incassate fino ad ora, ma riesce a rianimarsi. Prima Lessort riporta i suoi a contatto, poi Punter (positivo nonostante la brutta serata al tiro) si guadagna vari giri in lunetta e manda avanti la squadra di Belgrado.

Il finale è concitato: Leday segna qualche canestro estemporaneo per il Partizan e si va in parità, 72-72, a 27 secondi dalla fine. Wilbekin sbaglia un runner in penetrazione, il Partizan corre dall’altra parte e lo stesso Wilbekin commette un fallo (ingenuo ma abbastanza dubbio) su Avramovic a 3.5 secondi dallo scadere. L’esterno fa 1/2 ai liberi, e il Fenerbahce dall’altro lato spreca la rimessa del possibile nuovo vantaggio. Finisce così, e Obradovic scarica tutta la sua tensione nell’esultanza finale. Scatenando anche qualche tifoso avversario, subito pronto a gridare ad una presunta mancanza di rispetto da parte del serbo.

Finale amaro per i tifosi di casa, ma più che dolce per l’eroe della giornata. Obradovic torna a Belgrado con un risultato positivo e una serata da ricordare, per tutto l’affetto ricevuto. Un affetto più che meritato, e che difficilmente svanirà. Anche in serate in cui il serbo dovrà impartire una dura lezione ai suoi ex tifosi.

Voglio ringraziare tutti. Tutti nel club hanno riconosciuto quello che abbiamo fatto insieme nel corso degli anni. Sono orgoglioso che i miei sette anni e i grandi momenti a Istanbul non siano stati dimenticati. È stata una serata speciale per me e voglio ringraziare i fan per l’affetto.