FIBA-arbitri: vogliamo porre un rimedio o no?

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Legabasket

Possiamo dire che siamo stufi? Forse dobbiamo.
Ieri sera è terminato uno degli europei di basket FIBA più belli dal punto di vista dello spettacolo e del basket puro, quello dove non si gioca per distruggere, ma per costruire. Tantissime partite, anche a eliminazione diretta, finite ai 90 punti, ritmi alti, fatturati personali da capogiro e spettacolo vero. Diciamolo, ci mancava un po’ questo basket che riempie il cuore e appaga lo sguardo. Siamo stati abituati negli ultimi anni in cui si vincono le partite e i trofei difendendo meglio degli avversari. Il che è vero, ma non deve essere l’unica faccia di una medaglia che poi regala un basket brutto, con attacchi macchinosi e difese “apparentemente” impenetrabili.
La media della competizione è di 84 punti, otto squadre hanno registrato un offensive rating sopra i 100 e solo due squadre sono andate sotto i 94; abbiamo avuto exploit oltre i 40 punti segnati da un singolo, apprezzato talenti come Doncic, Antetokounmpo, Markkanen e Jokic con la voglia di dimostrare qualcosa e sempre pronti a battere il diretto avversario. In campo, probabilmente non potevamo chiedere di meglio. Anzi forse sì.

 

Perché in campo ci vanno i giocatori, al suo bordo ci sono gli allenatori e lo staff, ma anche gli arbitri sono parte di questo gioco e se penso a come hanno inficiato questo torneo, ancora provo fastidio. Scelte sbagliate, gestioni schizofreniche, decisioni senza senso e (forse involontaria) sudditanza psicologica, sono un mix di ingredienti dal risultato esplosivo, ovvero l’inabilità di gestire una competizione del genere. Per non andare tanto lontano, nella finale è stato clamorosamente mancato un riciclo di 24” su un tiro che EVIDENTEMENTE aveva toccato il ferro, ingenerando anche un tecnico alla Spagna. E’ stato fischiato un fallo completamente folle a Heurtel (a giochi fatti è vero), che non denota malafede, denota impreparazione e incapacità di leggere le situazioni. Verrebbe da dire…di fondamentali se stessimo parlando di giocatori.

 

Il nostro Silvio Corrias nella chat premium di Backdoor Podcast ha detto quanto gli arbitri si allenano nell’analisi della partite e della gestione delle stesse, di quanto facciano training e lavorino sulle loro interpretazioni sia personali che di categoria. La cosa fa abbastanza rabbrividire. Ci siamo lamentati per un anno degli arbitri di Eurolega e invece li avremmo visti quasi come una panacea ci fossero stati in questa competizione. Secondi che spariscono dal cronometro, tecnici assestati a caso, per gli antisportivi non ne parliamo nemmeno e la totale incapacità di comprendere le situazioni e gestire una partita comprendendo quando serve tapparsi le orecchie facendo giocare piuttosto che fare azioni di machismo. Io credo che la guerra tra Fiba ed ECA riguardi il campo e anche gli arbitri. Possiamo idealmente ancora permetterci una competizione con fior fior di giocatori NBA, top Eurolega e di talento mondiale arbitrata da una classe di arbitri non all’altezza?

Sarebbe come chiamare Federico Buffa, Adrian Wojnarowski, Zach Lowe e Shams Charania per raccontare i segreti del basket e metterci in mezzo Simone Mazzola che racconta le “cose” dell’Uisp di Milano. Lo hanno detto Messina, Scariolo e mille altre eminenze del basket. Così non si può andare avanti e il pensiero di vedere un’altra competizione (Eurolega, Eurobasket o Memorial Mario Rossi) arbitrata così mi provoca già malumore. Il problema c’è, ma purtroppo chi tira le fila ha anche il coraggio di negarlo e siccome la consapevolezza è il primo passo per risolvere un problema, sfortunatamente non siamo messi troppo bene.