Final Eight 2020: le pagelle di Virtus Bologna – Reyer Venezia

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Final Eight 2020 Alessia Doniselli

Secondo quarto di finale in quel di Pesaro, sfida sulla carta molto più avvincente rispetto a quella tra Milano e Cremona, ovvero lo scontro tra la prima e l’ottava testa di serie, rispettivamente, Virtus Bologna e Reyer Venezia. Nonostante ciò, anche Venezia (come l’Olimpia) inizia con un parziale prorompente di 20-6, alla lunga, ricucito dalla Virtus, tuttavia, si finisce con un overtime, portato a casa dall’Umana Reyer con un tiro per la vittoria di Austin Daye. La sfida è accompagnata da una splendida cornice di pubblico di fede bianconera, con i supporters della V che hanno quasi riempito il settore a loro dedicato alla Vitrifrigo Arena.

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Virtus Bologna

Milos TEODOSIC 5: inizia con mani freddine, d’altronde come tutta la Virtus. Segna solo dalla lunetta, faticando incredibilmente dal campo. La situazione non migliora con il passare dei minuti, il copione è sempre lo stesso. Incredibile, ma vero, con 2/15 dal campo si becca una sonora insufficienza.

Stefan MARKOVIC 6,5: pure lui non pervenuto nel disastroso start virtussino. A tratti fatica, ma arrivati nel crunch time si riaccende alla grande, è l’ancora, per certi versi, della Virtus.

Julian GAMBLE 6: luci ed ombre, come un po’ tutti i protagonisti bolognesi. Le sue giocate in positivo alla fine pesano nel bilancio definitivo, ma probabilmente si riequilibrano con quelle negative, il succo è scritto accanto al suo cognome.

Kyle WEEMS 6,5: quando inizia a fluttuare la Segafredo gira, tornando a contatto. Si rende artefice di giocate fondamentali a livello tattico.

Giampaolo RICCI 6:  gioca la sua partita senza strafare e alla fine è molto importante per i suoi. Difensivamente, tutto sommato, tiene decentemente.

Alessandro PAJOLA 6: cuore, voglia e dedizione. Così Pajola ha raccolto minuti importanti in una squadra della caratura della Virtus. Lascia tutto quello che ha sul parquet e i suoi tifosi apprezzano, nonostante uno 0/6 dal campo.

Filippo BALDI ROSSI 5: un po’ nervoso. Sasha lo nota e gli concede molti meno minuti del solito.

Devyn MARBLE 5: bene in difesa, un po’ meno in attacco. Nessun centro dal campo su 6 tentativi.

Vince HUNTER 6: in uno scontro molto fisico e poco atletico, Hunter non è effettivamente la pedina chiave per Djordjevic. Non trema sui due liberi nel supplementare, a differenza dei suoi avversari nei regolamentari, un punto a suo favore. Purtroppo per lui, non basta.

David COURNOOH SV

Reyer Venezia

Austin DAYE 7: talento sconfinato, non sempre accompagnato da scelte ottimali. Sbaglia due liberi pesantissimi. Come se non lo conosceste, la vince lui al supplementare, con un tiro complicatissimo.

Julyan STONE 6: difesa e rimbalzi nella gara di Stone. In particolare, clamoroso impegno lontano dalla palla che impedisce la ricezione di Teodosic in uno dei possessi decisivi. Purtroppo, commetterà una sciocchezza sullo stesso 44, nel possesso successivo.

Michael BRAMOS 7: un corpo estraneo per 39 minuti, arrivati all’ultimo giro di lancette, mette dentro la SUA tripla dall’angolo.  Overtime? Nessun problema, stesso tiro, stesso canestro., in seguito tre liberi, ovviamente tutti a bersaglio.

Stefano TONUT 7: ottime iniziative, spesso con esito positivo. Quando è in giornata, è proprio bello da vedere. Primo passo fulminante e giusta aggressività in difesa, ottimo.

Andrea DE NICOLAO 6,5: una continua, il più delle volte efficace, scorribanda. Sempre in movimento e capace di scaturire qualcosa dal suo palleggio. Più che promosso, però, prestazione macchiata dall’altro 0/2 in lunetta che l’ha mandata all’overtime.

Ariel FILLOY SV

Gasper VIDMAR 6: dall’alto dei suoi tanti centimetri, tira giù qualsiasi cosa gli passi vicino, braccia degli avversari comprese.

Jeremy CHAPPELL 6,5: per questa Reyer è un vero fattore, sta ritrovando la continuità di rendimento che aveva a Brindisi. Sparisce a lungo andare, per poi tornare protagonista nel finale.

Valerio MAZZOLA 6: una bomba e qualche difesa. Niente di più.

Mitchell WATT 5: meglio Vidmar di lui, qualche banalità e qualche errore superficiale, nei momenti decisivi, De Raffaele non può comunque farne a meno.

Bruno CERELLA 6: De Raffaele lo butta dentro per aggiungere intensità difensiva.