Final Eight: Tucker trascina Venezia e prenota la sfida con Milano, le pagelle

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Final Eight

La Final Eight è tutta un’altra storia. A pochi giorni dalla pettinata subita al Taliercio di Mestre, l’Estra Pistoia si presenta al cospetto dell’Umana Reyer Venezia con un approccio ben diverso, e restando in partita, con merito, fino a meno di cinque minuti dalla fine.

Venezia, dall’altro lato, cresce notevolmente nella seconda metà del quarto di Final Eight, e sigilla il passaggio del turno anche (se non soprattutto) grazie alla prestazione da incorniciare di Rayjon Tucker, MVP del secondo quarto di finale giocato a Torino: 86 a 71 il finale.

Umana Reyer Venezia

Spissu 6: sue le prime (e per lungo tempo uniche) due triple di Venezia. Segna tutti i suoi otto punti nella prima metà di gara, dove però perde anche tre sanguinosi palloni. Chiude con sette assist.

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Tessitori 6: la solita presenza importante nei due pitturati. Al pari di Spissu, gran parte del suo contributo offensivo arriva nei primi due quarti. È tra i protagonisti in positivo della rimonta con cui Venezia ricuce lo strappo iniziale dell’Estra Pistoia.

Heidegger 6: ha la sfortuna di trovarsi molto palloni tra le mani quando sul cronometro sono rimasti pochi secondi. Lui fa poco o nulla per restituirlo, e spesso conclude al ferro con forme di tiro complicate e poco fruttuose. Ha il merito di infilare la tripla dall’angolo che sancisce la vittoria orogranata.

Casarin 6,5: molto attivo su entrambe le metà campo, dove fa valere i centimetri e i chili di vantaggio nei confronti diretti. Manca il bersaglio dall’arco.

De Nicolao 6: scrive poco a referto nei 10 minuti in cui viene schierato.

O’Connell n.e.

Janelidze n.e.

Kabengele 7.5: il suo impatto sulla partita, da lungo di riferimento nel secondo quintetto di Venezia, è devastante. Stoppa tutto quello che gli passa vicino, e chiude con un’eloquente doppia-doppia da 13 punti e 13 rimbalzi.

Brooks 7: sette punti in 18 minuti, ma soprattutto lo zampino sull’allungo decisivo della Reyer.

Simms 5: unica nota stonata per coach Spahija, molto falloso e impreciso nei pochi minuti in campo.

Wiltjer 7: tanta classe, tanti movimenti spalle a canestro a cui attingere. Un dilemma al quale Pistoia non ha saputo trovare una soluzione.

Tucker 8: è fatto della stessa materia di cui è fatto Flubber, la pallina verde, inesauribile fonte di energia del film con Robin Williams del 1997. Atleticamente è di un altro pianeta, spacca in due la difesa schierata di Pistoia con le sue penetrazioni, e nel finale aggiusta pure la mira dalla distanza: 23 punti e otto rimbalzi.

Estra Pistoia

Willis 4,5: per buona parte del quarto di Final Eight non vede il canestro nemmeno col binocolo, e quando lo trova, dall’altra parte Venezia risponde con un break di 5 a 0. Chiude con un misero 1 su 11 dal campo.

Della Rosa n.g: un cameo di quattro minuti.

Moore 7,5: il migliore in campo, per distacco, nel primo tempo. Tiene in partita Pistoia grazie alla sua precisione dall’arco, ma entra in riserva sul finire del terzo quarto, e alza bandiera bianca anzitempo. Chiude con 20 punti e sette rimbalzi.

Dembelè n.e.

Saccaggi 5: gioca 13 impalpabili minuti, in cui il suo contributo alla causa è quasi nullo.

Del Chiaro 5: al pari di Saccaggi, tiene il campo per 13 minuti, realizzando sì cinque punti, ma senza vincere un singolo duello sotto i tabelloni.

Varnado 6,5: la sua sola presenza in quintetto, a pochi giorni dall’infortunio patito in campionato, è motivo di grande stupore tra i banchi della tribuna stampa. Parte in sordina, e cresce col passare dei minuti. Dà man forte a Moore spremendosi fino all’ultima goccia di sudore.

Wheatle 6: è il più produttivo della second unit di Pistoia. Sfiora la doppia-doppia da minimo sindacale con 10 punti e nove rimbalzi.

Hawkins 5: gioca 19 minuti innocui e silenziosi, senza lasciare il minimo segno sulla partita.

Ogbeide 6,5: il suo impatto sulla partita è portentoso: pronti, via, e segna subito otto punti, lasciando la firma sul vantaggio iniziale di Pistoia. Coach Brienza è costretto a farlo sedere più di quanto vorrebbe a causa dei falli, e al suo rientro fa decisamente più fatica, pur continuando a non sfigurare contro l’alto tonnellaggio di Venezia. Unico neo, il due su otto dalla lunetta.