Finali NBA, chi ha più possibilità?

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Entusiasmo alle stelle e trame tutte da dipanare, quelle che accompagnano queste finali NBA che inizieranno nella notte tra il 6 ed il 7 giugno e che vedranno i Dallas Mavericks contendere il titolo con i Boston Celtics, le due squadre che hanno vinto la Conference Finals, nell’ultimo atto dei Playoff.

Siamo giunti al fischio di avvio di questa terza finale NBA nella storia dei Dallas e la prima dal 2011. I Mavericks hanno vinto a pieno merito il titolo di migliore squadra dell’Ovest mandando a casa i Clippers, i Thunder ed i Timberwolves e che ora contendono questa finale con i Boston Celtics, i padroni assoluti della Eastern Conference 2024.

 

 Il possibile vincitore

Le statistiche possono fornirci un quadro probabilistico su chi sarà il prossimo vincitore delle finali NBA ma poi sarà sempre il fattore campo a determinare il risultato. In palio c’è il Larry O’Brien Trophy. Per quanto l’ago della bilancia sembri tendere verso la vittoria dei Celtics di Jayson Tatum & co, la sfida si prepara ad essere equilibratissima come anche dimostrano le quote delle scommesse sportive.

Quello che andrà in scena è l’atto conclusivo di una stagione a cui le due squadre sono giunte con percorsi comunque totalmente differenti e con identità, almeno dal punto di vista tattico, molto diverse.

Boston parte sicuramente tra le favorite per il titolo e lo ha dimostrato fin dall’inizio della sua stagione; una stagione eccezionale che ha messo in mostra un attacco dinamico guidato da una stella dei canestri: Luka Doncic. Prestazioni straordinarie le sue, a corolla di una stagione da MVP ed una mentalità che ha fatto da traino alla squadra.

Dallas, invece, viene fuori da una stagione abbastanza altalenante che sembra essersi incanalata nella giusta direzione e con una quadratura tattica, in dirittura playoff.

Dalle statistiche, si penserebbe che i favoriti siano i Celtics, tuttavia i bookmakers fanno notare come le probabilità che Boston possa issare il suo striscione da 18° campionato, siano molto alte. Non resta che aspettare il risultato dal campo e dai canestri che, il 24 giugno, decreteranno il vincitore finale.

Numeri e statistiche delle due squadre

Parlando di numeri, le differenze sembrano enormi. I Boston hanno mantenuto una certa coerenza passando dalla regular season ai playoff: primi per efficienza offensiva nella stagione regolare, sono riusciti a mantenere quasi invariato il trend nella post-season, abbassando di pochissimo i giri del loro attacco.

Diverso il recente passato dei Celtics che invece sono ultimi in percentuali di tiri presi nel pitturato ma primi per realizzazione con il 63,2%. La bassa percentuale dei tiri nel pitturato si spiega comunque con l’alta percentuale dei tiri da 3, che rappresentano quasi il 48% sul totale. Numeri importanti che rappresentano un unicum nella storia dei playoff. Tra le fila dei Celtics, Jaylen Brown ha avuto la migliore percentuale di realizzazione di tiri dal pitturato, al punto da essere il giocatore, tra i 16 che ai playoff si sono presi almeno 100 tiri, con la migliore percentuale.

I Dallas, dal canto loro, hanno dimostrato una crescita costante ai playoff al punto che, al secondo turno hanno segnato parecchi punti in più dell’avversaria al turno precedente. Vantano una media di 4.6 triple dall’angolo segnate a partita con il miglior dato di tutti ai playoff e con il 31% dei rimbalzi disponibili in attacco. Uno dei segreti di Dallas ai playoff è stato quello di passare dal 18esimo posto in regular season al 7° per efficienza difensiva. Che sia proprio l’efficacia della difesa il successo della squadra? Basti pensare che nelle ultime settimane Kleber ha sofferto per via di diversi problemi fisici che non gli hanno comunque impedito di essere una torre inespugnabile. Gli avversari marcati da lui, in questi playoff, hanno realizzato solo per il 29,4%.

Conclusione.

Le finali NBA sono ufficialmente entrate nel vivo la notte tra il 6 ed il 7 giugno. 7 gare in cui le due squadre, Celtics e Mavericks tenderanno di contendersi un titolo per cui hanno lavorato una intera stagione. Tuttavia, nonostante le evidenti differenze tra i due roster queste finali sembrano essere abbastanza equilibrate. Servirà che ciascuno sfrutti al massimo i propri punti di forza, la potenza offensiva e la difesa aggressiva. A far la differenza potrebbe essere proprio la capacità d’urto alle pressioni psicologiche che verranno, inevitabilmente dal campo, dal momento che si gioca un momento importante per tutta la stagione.

Si prospettano una serie di gare avvincenti e da combattere fino all’ultimo secondo o all’ultimo canestro. Dal 6 giugno fino al 24, sei gare per provare ad espugnare il titolo, cercando il meglio o almeno la prima squadra a vincere almeno 4 partite. Alle due squadre non mancano certo doti e qualità per regalare agli appassionati serie memorabili, colpi di scena ed emozioni degne di nota.