Finals NBA: cos’è successo in gara 1 tra Warriors e Raptors

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Le prime Finali NBA fuori dai confini degli Stati Uniti si aprono con una bella gara 1 in quel di Toronto, dove i Raptors hanno sconfitto i campioni in carica Warriors. Durant è ancora ai box – secondo coach Kerr sarà dura vederlo prima di gara 3 a San Francisco – e recuperano DeMarcus Cousins. L’ex Kings e Pelicans giocherà solo 8 minuti con tre punti e un paio di begli assist, giusto per fargli assaggiare il clima partita.

GIOCO DI SQUADRA

I Raptors hanno avuto molto da Siakam e un po’ da tanti, almeno a livello di scoring. Kawhi Leonard ha concluso la partita con 23 punti, molti dei quali arrivati però dalla lunetta. Seguendo l’esempio di Sixers e Bucks, Golden State ha frequentemente raddoppiato Leonard, costringendolo a disfarsi del pallone e obbligando i compagni a prendersi responsabilità.

Toronto va avanti subito nel primo quarto, ma poi i Warriors li riprendono mettendo la testa avanti: nel solo primo quarto ci sono stati ben sette cambi di vantaggio.

Gasol sembra decisamente in palla, aggressivo e soprattutto efficace in attacco, in quella che ormai è diventata la sua specialità, il pick and pop dalla punta.

Gasol ha giocato però un’eccellente partita anche in difesa, contestando tiri al ferro ma soprattutto difendendo adeguatamente i pick and roll di Curry:

 

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È fondamentale per il lungo in aiuto non rimanere troppo passivo sul blocco, per evitare che Curry spari senza ritegno dopo aver visto mezzo centimetro di spazio utile: qua è bravissimo Marc a fare show forte “parando” il passaggio e costringendo Steph ad una palla a due.

 

In quest’altra situazione raddoppia Klay Thompson in post alto, costringendo l’ex Washington State a scaricare sul perimetro, e poi ruota per impedire che il passaggio di Draymond (per la verità non preciso) raggiunga Bell solo sotto canestro:

Con Leonard che, come detto, è stato tenuto sotto controllo dalla difesa Warriors, due sono stati i protagonisti: Pascal Siakam e Fred VanVleet.

Il primo ha finito con 32 punti, 8 rimbalzi e 5 assist, mettendo in mostra una prestazione offensiva sicuramente efficiente (ha tirato con l’82% dal campo e 2-3 da tre) e variegata, con piazzati da tre punti, entrate in palleggio e canestri in transizione sorprendendo la difesa (il suo marchio di fabbrica). La sua bella prestazione si è estesa anche alla metà campo difensiva, dove ha saputo contenere a dovere gli esterni sul perimetro (soprattutto Thompson) grazie alla sua eccellente rapidità di piedi.

VanVleet, invece, pare essersi definitivamente messo alle spalle i problemi al tiro, avendo ritrovato la fiducia al tiro e l’aggressività sia in attacco che in difesa. L’ex giocatore dei Raptors 905 ha trovato abbondante spazio nel quintetto titolare al posto di Danny Green con Lowry nel backcourt.

Lo stesso va detto per Danny Green, altro giocatore che contro Milwaukee aveva fatto una fatica immane a trovare il canestro da oltre l’arco (17% al tiro da tre contro i Bucks).

BENE CURRY, E POI?

Curry è stato l’unico giocatore dei Warriors davvero continuo al tiro, anche se l’eccellente difesa individuale di Lowry e soprattutto VanVleet gli ha complicato non poco i piani (quando l’ex Witchita State lo ha marcato, per 33 possessi, Steph ha segnato solo un canestro su sei tentati). La mancanza di Durant si è sentita terribilmente, anche perché avendo in campo Iguodala, Green e uno tra Bell e Looney (che comunque ha fatto il suo soprattutto in difesa, ancora una volta), ha permesso ai Raptors di concentrarsi sugli Splash Brothers lasciando kilometri di spazio agli altri; spazio che non sono riusciti a sfruttare, visto che Green e Iguodala hanno chiuso la partita con una virgola alla voce “canestri da tre punti”.

Jerebko e McKinnie hanno fatto il loro piazzandosi oltre l’arco e prendendosi tiri piedi per terra (hanno chiuso 4/8), ma i Warriors hanno complessivamente tirato male da tre, 12/31.

 

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Qui una delle due triple di McKinnie. Curry parte da destra, braccato da VanVleet, finendo poi sul lato sinistro del campo. Il suo movimento attira mezza difesa dei Raptors, tra cui Danny Green, che però marcava McKinnie. Il numero 28 dei Warriors si trova così libero nell’angolo destro, con Ibaka che tenta il closeout quando però è ormai tardi.

La differenza tra i Warriors con e senza KD appare molto più netta contro una squadra attrezzata come Toronto, che in gara 1 ha fatto valere la sua profondità, cosa che manca agli avversari, e la buona vena realizzativa di alcuni suoi componenti.

Vediamo che contromosse arriverà ad adottare Kerr, che spera anche di avere un Cousins in forma migliore per combattere la fisicità di Gasol sotto canestro e dargli un avversario credibile da affrontare in difesa. Di certo non sarà facile, come è vero che Golden State è 0-3 contro i Raptors in questa stagione.