Fip e Lega: sciogliere il nodo gordiano del basket (di Werther Pedrazzi)

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FIP
Flickr, Olimpia Milano

“Stretta la foglia
Larga la via
Dite la vostra
Che ho detto la mia…“

Che una volta era la formula conclusiva di tutte le fiabe per bambini. Una formula a dire il vero piuttosto astratta e avulsa da un significato concreto. Soprattutto perché era frutto di un errore di trascrizione, dove si scambiò la “s” con la “f”, facendo diventare “foglia” quella che si intendeva come “soglia”. E allora un senso lo avrebbe anche avuto: stretta la soglia, ovvero difficile iniziare, ma poi larga la via, ovvero lo snodarsi e svilupparsi del racconto.
Ed anche in questo caso, nel nostro caso, del basket, quella formula dovremmo ribaltarla, poiché andando avanti così è la via a farsi sempre più stretta. E difficile.
Adesso, guardando dietro l’angolo, ai playoff, ad esempio, non sappiamo più dove girarci, con l’acqua alla gola, affogati tra rinvii obbligati, mancano le date? Con Brindisi che ha 13 positivi, e l’Armani che “potrebbe” accedere alla Final4 di Eurolega. Pensarci prima, no?
Che basterebbe un rigurgito di logica, anche adesso per fare in modo che non sia troppo tardi. Come?
Una logica da trovare. Quale?

Se il Covid ha condizionato, e in molti casi anche drasticamente ridotto, il potenziale tecnico-agonistico di molte squadre, se qualcosa, in generale, è venuto meno, allora, converrete, che anche qualcosa d’altro vada ridimensionato, adeguandolo alla situazione. Cosa?
Il numero delle partite. Ovvero: quarti e semifinali al meglio delle 3 gare e finale al meglio delle 5… Sai il tempo che si trova…
Già. Una drastica riduzione. Fate un poco il conto delle date che si risparmierebbero. Eh… Però… Niente. Sarebbe semplicemente ridurre al minimo le irregolarità straripanti di questa stagione. Che avete voglia di dire, graffiando i vetri, ma di regolare non ha, e non ha avuto, proprio niente. Guardiamo al domani imminente. Cosa sperate? Cosa aspettate? Gli ultimi tamponi di Brindisi, per rimandare in campo dei giocatori il giorno dopo che si sono negativizzati, senza considerare le loro reali condizioni fisiche? Oppure sperate, dio non voglia, in un mancato approdo milanese a Colonia il 28-30 maggio? C’è da aspettarsi di tutto, da chi ha gli occhi ciechi sul futuro, cui restano soltanto meschine speranze per risolvere i danni provocati dalla propria insipienza.
Tagliate le partite. Trovando così ampio respiro per le date dei playoff. Non tagliate le gambe al basket.
La facciamo semplice? Troppo semplice? Forse anteponiamo priorità che non sono nell’animo vostro, nella vostra (in)cultura sportiva. Ma poi… Chi lo dice che semplice voglia dire semplicistico? O che la soluzione più semplice non sia anche quella più efficace? Chi lo dice? Non certo la Storia.
Chiedere ad Alessandro Magno e allo scioglimento del “nodo gordiano”, oppure a Cristoforo Colombo con l’uovo suo che stava in piedi…

Delirio, il nostro? Può darsi.
Certamente conseguenza di insonnia da pandemia, di notti perse, vagando, da soli, al freddo riflesso di un computer, che ci consente incontri virtuali, soltanto nomi, di persone che non conosciamo e probabilmente non incontreremo mai. A volte sono incontri illuminati. Che inducono alla riflessione, contribuendo ad allargarci l’orizzonte. Uno di questi, si chiama Andrea Anilonti, il profilo ci aiuta a capire che, forse, è varesino, e si definisce Business Model Designer e si occupa di innovazione e sviluppo, che di solito, a noi, già a sentire ci viene il singhiozzo. E invece… Totalmente illuminante la sua distinzione e la critica a quelli che il nostro chiama “obiettivi di risultato”, come ad esempio possono essere quelli di “vincere il campionato”, ottenere la salvezza”, e che non dipendono esclusivamente dal nostro controllo, ma anche da una serie di variabili, quali avversari, infortuni… Grazie, sconosciuto amico, per la tua analisi intelligente, che immediatamente ci ha coinvolto e stimolato alla formulazione di una alternativa che, sicuramente impropriamente, abbiamo battezzato come “obiettivi di formazione”. Che poi sarebbero quelli che comportano la chiara individuazione delle priorità e della progressione, e che passo dopo passo ci indicano “come” raggiungere il risultato. Grazie, amico sconosciuto, che, a ben pensarci, a noi hai parlato anche di come affrontare le difficoltà di questo campionato, anche di retrocessione o neutralizzazione, di date e calendari…