Analytics: Frank Bartley, un “toro” per la Pallacanestro Trieste

 

Bartley così diventa difficilmente scoutizzabile: l’Usage è altissimo (quinto in LBA), i palloni toccati oltre 70 a partita, secondo solo al compagno Davis (che lo precede anche nei minuti giocati, con due supplementari), ma con più soluzioni. Gli piace attaccare il canestro e andare fino in fondo, ma anche correre in contropiede.

Il floater non è bellissimo da vedere ma molto efficace grazie alla struttura fisica.

Quando Bartley parte in campo aperto è molto difficile da rallentare: ha velocità e controllo del corpo, ed è capace di assorbire i contatti. Anche una difesa organizzata come quella di Milano ha fatto fatica.

La guardia della Louisiana è una minaccia quando si accende è pericoloso: sia con Sassari che contro Milano e Brescia è stato autore di strisce di 7-9 punti consecutivi.

Gioca il pick and roll centrale più per sé che per gli altri ma scarica bene soprattutto sulle linee esterne, quelle più semplici. Grazie alla struttura fisica è efficace nello step back (7/9 finora in campionato) e anche nelle situazioni di catch and shoot è più affidabile rispetto al passato.

Il 24 di Trieste è capace di punire i cambi difensivi e nelle ultime partite ha preso fiducia nello step back, ormai marchio di fabbrica.