G League: un contenitore di talenti per l’Europa?

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G League

In questi ultimi anni sono molti i giocatore che, dopo aver tentato il salto nel grande basket americano, sono finiti a giocare in G-League per riuscire a trovare un minutaggio più elevato rispetto a quello ottenuto in NBA oppure per farsi notare da altre franchigie per provare nuovamente a giocare al “livello superiore”.

La lega di sviluppo si è quindi trasformata in un contenitore ricolmo di giocatori non sempre adatti alla NBA che però potrebbero risultare molto utili ed incisivi qui in Europa; abbiamo riportato alcuni nomi di atleti i cui “sogni NBA” si sono interrotti in G-League ma che potrebbero dire la loro nel vecchio continente:

-GABRIEL DECK: i primi nomi in questa lista sono giocatori che in Europa hanno già dimostrato di poter dire la loro ma in NBA non sono riusciti a continuare ad avere un minutaggio stabile e consistente proprio come Deck. L’ala argentina prima di sbarcare ad OKC aveva 8.8 punti, 3.7 rimbalzi e 1 assist di media in Eurolega mentre in NBA, dopo un buon inizio, sta diminuendo drasticamente la sua presenza in campo e la sua strada potrebbe persino virare verso la squadra della lega di sviluppo di Oklahoma.

-KEVIN PANGOS: il playmaker canadese ha, invece, già raggiunto la G-League esordendo con 22 punti e 7 assist a referto. Dopo una stagione di altissimo livello con lo Zenit, Pangos aveva deciso di giocarsi la sua carta in NBA a Cleveland dove però si è trovato a cercare di strappare minuti a Darius Garland e Ricky Rubio che non gli hanno mai permesso di trovare davvero spazio relegandolo in panchina fino allo sbarco ai Cleveland Charge.

-LUCA VILDOZA: per lui la situazione è molto diversa, infatti, dopo una stagione da protagonista con il Baskonia nella quale ha messo a referto 11 punti, 2 rimbalzi e 4 assist di media ha deciso di seguire il suo sogno firmando per i New York Knicks dove, però, non ha mai esordito a causa di un infortunio alla caviglia che l’ha obbligato ad operarsi e a saltare tutto il training camp e l’inizio di questa stagione.
La squadra di New York ha, infine, deciso di tagliarlo ad ottobre spegnendo subito le sue speranze di entrare in NBA.

-JOCK LANDALE: il giocatore australiano dopo aver dimostrato tutte le sue qualità nel vecchio continente ha deciso di giocarsi le sue carte in Europa agli Spurs di Popovic, ma anche nel suo caso i minuti in campo sono davvero esigui ed anche le sue medie (2.5 punti 0.2 rimbalzi e 0.2 assist in 3 minuti di media) sembrano delineare un futuro che non lo vede protagonista in America, ma anzi sembra indirizzato alla lega di sviluppo.

-LUKA SAMANIC: l’ala croata ha esordito nel basket europeo nella seconda squadra del Barcellona per poi mostrare tutte le sue qualità all’Union Olimpija di Lubiana; dopo quest’ultima ottima stagione gli Spurs lo ha selezionato al draft come diciannovesima scelta, ma da quel momento i suoi minuti in campo sono drasticamente calati ed ha iniziato ad alternarsi tra G-League ed NBA trovando però sempre poco spazio con la squadra di San Antonio che questa estate lo ha ceduto ai New York Knicks che a loro volta lo hanno assegnato alla loro franchigia affiliata in G-League dove Samanic sta mostrando tutte le sue qualità con numeri e medie di altissimo livello.

-MARKO SIMONOVIC: il centro montenegrino, visto in Italia a Siena e a Roseto, è stato selezionato con la 44ª scelta assoluta nel Draft NBA 2020 dai Chicago Bulls dopo due ottime stagioni al Mega Basket in ABA League che non è riuscito a replicare in NBA dove è stato quasi subito inserito nel roster dei Windy City Bulls dove ha messo in mostra tutte le sue qualità mettendo a referto 15.6 punti, 7.8 rimbalzi e 2 assist di media che gli hanno permesso di essere nuovamente richiamato in NBA dalla franchigia affiliata anche se lo spazio sul parquet resta esiguo e le probailità di rivederlo in G-League sono tante.

-ISHMAIL WAINRIGHT: l’ala statunitense con il passaporto dell’Uganda nelle sue stagioni in Europa non ha lasciato dubbi sulle sue qualità mettendo a referto nella scorsa annata giocata a Strasburgo 11.6 punti, 4.6 rimbalzi e 2.4 assist grazie ai quali aveva ricevuto in estate persino offerte da squadre di Eurolega, ma il richiamo della NBA è stato troppo forte e lo ha portato, dopo una preseason con i Toronto Raptors, a firmare un two-way contract con i Suns che però, ad eccezione di qualche scampolo di partita, non gli hanno mai dato spazio e minutaggio in campo e la sua strada verso la G-League sembra segnata.