Game of the Week: Olimpia Milano-Dinamo Sassari

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Gara imperdibile domenica sera al Forum, con la Dinamo Sassari che ha reso visita all’Armani Milano, bisognosa di un successo di peso per non perdere troppo terreno in classifica.

Gara che non ha tradito le attese ed è stata veramente molto godibile. Parziali, sorpassi, contro sorpassi e un grande finale dei milanesi hanno regalato il primo scontro stagionale alla squadra di Messina (tenuto a letto dell’influenza). Vediamo allora i temi più interessanti del match.

Milano nel segno di Nemanja Nedovic

Se la settimana scorsa avevamo parlato di un’Olimpia in difficoltà, sul campo della Fortitudo, a trovare modi e tempi per dare profondità al proprio attacco, faticando tantissimo a portare palla in area, questa volta ci ha pensato Nemanja Nedovic a risolvere da par suo il problema.

Prima ancora delle triple nel finale che hanno risolto l’incontro, il serbo ha giocato una super partita offensiva. Sempre in modalità attacco, quasi mai accontentandosi del tiro. Sfruttando a pieno quello che è, sul perimetro, un chiaro vantaggio in termini di talento che l’Olimpia ha con Sassari (e con parecchie altre squadre, per la verità).

La guardia ex Golden State Warriors ha attaccato praticamente dal primo possesso, creando tantissimo per i compagni nel momento in cui il tiro non entrava e, in generale, dando un volto completamente diverso all’attacco biancorosso. Che ha tantissimo bisogno di giocatori capaci di creare vantaggi dal palleggio, oltre a Sergio Rodriguez.

Tutta la capacità di creare di Nedovic in pochi possessi. L’attacco sul pick&roll è usato in maniera intelligente, prendendo vantaggio e poi utilizzandolo con variazioni di velocità che mettono fuori equilibrio il proprio difensore e quelli in aiuto.

Poi spinta in contropiede, assist per i tagli sulla linea di fondo, capacità di riposizionarsi subito per una collaborazione perfetta con Rodriguez. Una miniera d’oro per Milano, che ha potuto sfruttare a pieno il proprio numero sedici.

Bravo, poi, nell’ultimo quarto, anche a caricare di falli rapidi gli ospiti. Tre in una manciata di minuti. Anche qui, rimanendo sempre in modalità attacco, ma senza andare fuori giri.

Il peso totale di Nedovic in questa partita ce lo restituiscono anche i numeri estratti dal play by play: con lui in campo l’attacco ha prodotto quasi 129 punti per cento possessi, mentre nei suoi 13′ in panchina si è fermato a 99.

Tutta la differenza del mondo.

La scelta di Pozzecco di andare con Jerrells

La chiave dell’incontro è stata sul perimetro. Abbiamo parlato fino ad ora della prestazione di Nedovic. Partita resa ancora più di peso dalla giornata storta del suo avversario diretto, Curtis Jerrells.

Nel finale, infatti, con la gara in equilibrio, Gianmarco Pozzecco ha scelto di andare con un quintetto dove al comando dell’attacco c’era proprio l’ex di giornata. Una scelta che ha saputo molto più di investimento voluto per mandare un segnale di fiducia al giocatore, che a questa partita teneva molto, più che a quanto detto dal campo fin lì.

Perché, infatti, Sassari aveva prodotto il meglio con Jerrells in panchina, andando ad esplorare il sempre florido post basso. Questa volta con Miro Bilan in gran spolvero, la palla sempre in movimento, e anche gli altri giocatori capaci di trovare tiri aperti e con spazio.

Nel crunch time, invece, il coach dei sardi ha scelto di lasciare in panchina Dwayne Evans, affidandosi a un quintetti prima con Pierre da tre e poi col tris di guardie Jerrells, Spissu, Vitali.

Con risultati scarsi però. La circolazione del terzo quarto è sparita. Soprattutto il pallone è andato dentro con molta meno continuità (continuando, peraltro, a produrre punti nei momenti in cui l’ha fatto), rimanendo molto di più nelle mani dell’ex Milano. Che in un paio di occasioni ha tolto le castagne dal fuoco, ma in due possessi cruciali ha concluso così.

Completando poi la giornataccia così:

Una palla persa e due errori difensivi cruciali nell’equilibrio del finale. Alla fine, all’inverso completo di Nedovic, 79.7 di rating offensivo per Sassari con lui in campo, addirittura 138.4 nei momenti passati seduto.

Può dunque essere imputata la scelta errata a Pozzecco? Non per forza.

Che il coach del Banco faccia molto leva sul rapporto umano e di fiducia con i propri giocatori non è certo un mistero. E lui per prima, che le ha vissute sulla propria pelle, sa quanto giocatori come Jerrells possano tenere a giocare partite come queste.

Quindi, in prospettiva, questa potrebbe non essere stata una scelta negativa. Certo, nell’immediato è costata due punti. Ma sul lungo periodo, probabilmente, il Poz avrà la certezza di un altro giocatore saldamente issato a bordo della sua barca.

Un dettaglio che a maggio/giugno potrebbe contare molto più dell’esito di questa partita.