Game of the Week: Olimpia Milano-Vanoli Cremona

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Alessia Doniselli

Vittoria davvero all’ultimo secondo per l’Olimpia Milano contro la Vanoli Cremona nell’ultimo turno di campionato. In quello che è stata, a tutti gli effetti, l’anteprima del quarto di finale di Coppa Italia che andrà in scena giovedì alle 18.

Cremona, che continua a confermarsi mina vagante dopo il difficile avvio di stagione, ha accarezzato la seconda vittoria stagionale contro i bianco rossi di Ettore Messina, che di contro si sono salvati grazie a un ultima rocambolesca azione.

Andiamo a vedere qualche tema della partita con il nostro Game ofo the Week settimanale.

HAPP E RUZZIER IN GRAN SPOLVERO AL FORUM

Quello di Ethan Happ è un nome che dal suo arrivo a Cremona ha girato sempre più vorticosamente tra gli appassionati del nostro campionato. E, secondo alcune voci, da qualche tempo starebbe girando anche sui taccuini di mercato dell’Olimpia Milano.

Ettore Messina nel post partita si è affrettato nello spegnere questa ipotesi, accendendo però i riflettori su quello che è stato un altro grande protagonista della partita: Michele Ruzzier.

Happ-Ruzzier. Una coppia inattesa che Milano ha sofferto non poco nel corso dei 40′.

Il centro di proprietà dell’Olympiakos ha messo in mostra, nei 30′ passati in campo, tutto il suo repertorio, offensivo e difensivo. Ottimo controllo del corpo considerata anche la stazza. Grande varietà di movimenti in post, usando tanto i giri sul piede perno. Mani discretamente morbide.

Un centro che può permettersi di portare palla in attacco in questo modo, per poi finire in post basso attaccando il cambio della difesa.

Ma anche sporcare una linea di passaggio e correre il contropiede davanti a tutti per finire coordinato in corsa.

Qualcosa da sistemare ancora sulla gestione della palla quando raddoppiato, invece. Cosa generata anche dal fatto di partire spesso in palleggio a testa bassa, tendenza che gli impedisce, di fatto, di vederli arrivare i raddoppi.

Niente che tolga al valore di questo ragazzo, che quasi da solo sta facendo girare la stagione di una squadra, come anche la partita contro la frontline milanese ha confermato.

Continua, invece, la crescita di Michele Ruzzier, che dietro alla sapiente guida di Travis Diener e Romeo Sacchetti è ormai diventato giocatore di grande solidità e affidabilità. Contro l’Armani ha giocato una partita davvero di alto livello, dimostrando di meritarsi a pieno la convocazione in Nazionale.

Sempre a testa alta, senza paura. Ha guidato l’attacco con personalità ed è stato anche tanto pericoloso offensivamente, attaccando il cuore della difesa meneghina e facendo spesso male agli avversari con tiri tutt’altro che semplici.

MILANO NELLE MANI DI NEDOVIC E MICOV

Come detto, l’Olimpia si è ridotta all’ultimissimo tiro della gara per vincere, ringraziando un Vlado Micov dominante nel secondo tempo.

Insieme alla tripla della vittoria sono arrivati diciassette punti nella seconda frazione, con 6/12 al tiro e 3/3 ai liberi. Una prestazione da vero leader, che ha evitato ai suoi una sconfitta che sarebbe stata davvero problematica. Per i problemi di fiducia che avrebbe potuto generare, ma anche solo guardando la classifica, che avrebbe visto Brindisi e la stessa Cremona affiancare la squadra di Messina a quota 26 punti.

Se Micov ha avuto nelle mani gran parte delle conclusioni tentate da Milano nel secondo tempo, la palla nell’ultimo quarto, invece, è passata quasi sempre per quelle di Nemanja Nedovic.

Stante l’assenza di Rodriguez e Moraschini e un terzo quarto davvero confusionario di Kiefer Sykes, lo staff tecnico di Milano non ha avuto effettivamente opzioni molto diverse dall’andare quasi sempre dall’ex Malaga per trovare soluzioni di gioco.

In particolare brava è stata Milano a mettere in difficoltà la difesa cremonese su situazioni di pick & roll laterale, dove l’Olimpia ha trovato diverse volte buone soluzioni.

Bravissima la guardia serba, specialmente nell’ultimo spezzone, a saper leggere sempre ottimamente le reazioni della difesa cremonese. Trovando la soluzione migliore, pur se spesso col brutto vizio del passaggio in salto che poco piacerebbe a qualsiasi istruttore di mini basket.

Tra le pieghe del match, poi, più brava Milano a “rubacchiare” qualche canestro d’esperienza qua e là, sfruttando i momenti in cui Cremona ha avuto a protezione del ferro l’incerto Sobin al posto di Happ.

Punti facili ma preziosi nel contesto di una partita decisa in volata. Come sempre, per poter vincere contro certe squadre serve massima concentrazione per quaranta minuti. E alla fine, tra la varie cose, Cremona rimpiangerà questi sei punti lasciati con troppa superficialità.