Game of the Week Special: Anadolu Efes-Barcelona

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Stagione 20/21 di Eurolega in archivio, con l’ultimo atto di un’annata bellissima che ha incoronato l’Efes di un magnifico Vasa Micic. La finale di domenica è stata il culmine di un week end emozionante, con partite intense e combattute. E noi la andiamo a rivivere nel dettaglio in una puntata speciale di Game of the Week, che per una volta non si concentra sul campionato italiano, ma andrà a ripercorrere, quarto per quarto, quanto successo in campo tra la squadra di Ataman e il Barça di Sarunas Jasikevicius.

1° quarto: la difesa del Barça sul pick and roll e l’impatto di Bolmaro

Efes-Barca era una partita dai mille motivi di interesse. E uno di questi era sicuramente il fatto che si affrontavano il miglior attacco della competizione in situazioni di pick&roll (1.096 punti per pick&roll giocato, l’Efes) e la miglior difesa in queste situazioni (0.902 punti per possesso concessi dal Barca). Che i pick&roll giocati dal duo Larkin-Micic sarebbero stati la chiave di volta dell’incontro non era certo un mistero. E, pertanto, non ha sorpreso che il miglior momento del Barcelona sia arrivato nel primo quarto, quando la difesa ha messo più in difficoltà le due guardie avversarie.
Il Barca ha mostrato a Larkin e, soprattutto, Micic una miriade di accoppiamenti diversi, mandando sulle loro piste da Higgins a Bolmaro, arrivando fino a un eccellente Vitor Claver. Ma, soprattutto, ha accettato senza problemi di cambiare i blocchi in cui veniva coinvolto Brandon Davies, che in apertura di gara ha fatto davvero un grande lavoro nel contenere il terribile duo dell’Efes. Aiutato in maniera ottimale dal solito lavoro dei suoi compagni di squadra nel riempire l’area alle sue spalle.

Limitati i turchi in avvio, il Barcelona ha poi preso slancio grazie all’ingresso in campo di Leandro Bolmaro, cresciuto esponenzialmente in questo finale di stagione. L’argentino, dopo aver avuto un ruolo difensivo chiave nella vittoria in semifinale con Milano, ha dato ai suoi il miglior momento della partita grazie alla sua velocità. Capace di trasformare in contropiedi, e punti facili, i tiri sbagliati degli avversari.

Difesa e un protagonista a sorpresa: il Barça ha potuto così chiudere il primo tempo su un morbido +7, con Larkin e Micic tenuti a tre punti totali e senza canestri dal campo.

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Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.