Game of the week: Germani Brescia-Grissin Bon Reggio Emilia

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Brescia
Dalla pagina Facebook Basket Brescia Leonessa

Completata la prima giornata del nuovo campionato italiano di Serie A, presentiamo qui la nuova rubrica di Backdoor Podcast: “Game of the Week”, che, ogni settimana, andrà ad esaminare i temi tattici più interessanti di una partita del turno appena concluso.
Partiamo quest’oggi con il match di mercoledì del PalaLeonessa, tra Germani Brescia e Grissin Bon Reggio Emilia. Due squadre con rinnovate ambizioni, che vogliono recitare un ruolo da protagoniste in questo campionato per riscattare un’ultima annata sotto le attese.

È stata una bella partita, a punteggi elevati, dove certamente gli attacchi hanno brillato più delle difese. In generale si è vista la fisiologica differenza di affiatamento che ci può essere a inizio stagione tra una squadra che ha cambiato relativamente poco, come Brescia, e una che ha apportato un profondo restyling al proprio roster.

BRESCIA RIPARTE DALLA PROPRIA CERTEZZA: IL PICK & ROLL

La Germani ha vinto una partita quasi sempre condotta, staccandosi nel punteggio in avvio, vedendo il rientro di Reggio nel terzo quarto, per poi mettere le giocate decisive nell’ultimo periodo e chiudere col punteggio di 90-82 a proprio favore.

Nella squadra bresciana ci sono un coach nuovo, Esposito, e tre nuovi USA, in attesa dell’arrivo di Warner. Ma la coperta di linus per i biancoblu è sempre il pick & roll condotto da Luca Vitali, che ha dimostrato di avere già eccellente feeling con i nuovi compagni, nonostante si sia aggregato tardi alla squadra per via della partecipazione ai Mondiali cinesi.

Nel video vediamo tre distinte situazioni. Nel primo caso la difesa reggiana non si preoccupa di “taggare”, ossia bloccare il taglio del rollante, Cain, che può ricevere e andare a schiacciare comodamente. Poco dopo, in conseguenza di quanto appena accaduto, Reggie Upshaw effettua il “tag”, ma così facendo deve, gioco forza, lasciare sul perimetro Ken Horton, puntualmente trovato da Vitali per la tripla.
Infine, anche nel momento in cui Reggio riesce a togliere le opzioni di scarico, il play della Nazionale è bravo a segnare di sua iniziativa. Gran parte del suo tabellino (4 punti e 13 assist) deriva da situazioni del genere.

Contro questa soluzione la Grissin Bon non ha mai trovato un’alternativa vincente, e la Germani ogni volta che ha avuto bisogno di punti si è semplicemente rifugiata in questo gioco. Il canestro che chiude di fatto la partita arriva proprio da un pick & roll centrale.

Blocco di Cain. Tag di Upshaw. Tripla di Horton.

REGGIO EMILIA DEVE COSTRUIRE UNA DIFESA, MENTRE IN ATTACCO TANTO PASSA DAL POST

La Grissin Bon di Maurizio Buscaglia si trovava a esordire su un campo non semplice con un roster profondamente rinnovato: sette nuovi arrivi di spessore ma amalgama di squadra tutto da creare. Specialmente in difesa.

Il problema dei reggiani, oltre alla gestione del pick & roll avversario, è stato più in generale la difesa di squadra (120.8 il defensive rating, per Hack-a-Stat), che non ha quasi mai funzionato, di fatto vanificando anche i buoni momenti offensivi trovati nel corso dei 40’.

Tre situazioni dove manca collaborazione e comunicazione difensiva che costano nove punti. Errori in parte comprensibili, appunto, per via del gran numero di nuovi giocatori inseriti ancora in cerca dei giusti meccanismi.

Diverso il discorso su Darius-Johnson Odom (da migliorare il suo feeling in campo con Gal Mekel: -11 il parziale per Reggio con loro due in campo assieme). Specialmente nei momenti cruciali della partita, l’ex Cremona ha commesso una serie di errori individuali davvero pesanti.

Distrazioni capitali, soprattutto perché giunte in un momento in cui Reggio Emilia in attacco aveva trovato fiducia col canestro, non riuscendo però a staccarsi nel punteggio proprio a causa di queste mancanze difensive.
I reggiani, infatti, se nella propria metà campo hanno fatto vedere di avere ancora tanta strada da percorrere, in attacco, invece, hanno mostrato lampi di grande potenziale. Individualmente non mancano i giocatori che possono creare punti da soli, a partire proprio da Johnson-Odom.

E una soluzione esplorata molto, specialmente nel secondo tempo, è stato il post basso, da cui la Grissin Bon ha costruito molto, direttamente o indirettamente, sfruttando la taglia di tutti i suoi effettivi.

Owens, Fontecchio, Mekel, Pardon: a turno sono passati dalle tacche gran parte dei giocatori biancorossi, dimostrando capacità di segnare, ma anche di fare uscire la palla con buon tempismo e favorire i propri compagni di squadra.

Nonostante questo Reggio è finita per pagare maggiormente il suo approccio difensivo insufficiente più che beneficiare di un attacco che promette di fare scintille. A coach Buscaglia ora il compito di lavorare al meglio per massimizzare il potenziale di questa squadra.

Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.

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