Game of the Week: De’Longhi Treviso-Reyer Venezia

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Game of the Week
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Tempo di derby anche per Game of the Week. Questa settimana andiamo a mettere la nostra lente di ingrandimento sul match di sabato scorso tra la De’Longhi Treviso e la Reyer Venezia, uscita nuovamente sconfitta dal campo di una neopromossa.
Partita giocata in un clima caldissimo e con grande energia in campo. Vediamone i temi più interessanti.

VENEZIA PAGA LA DIFFICOLTÀ’ DI ANDARE AL FERRO E UN’ALTRA BRUTTA GIORNATA DIFENSIVA

È una Reyer, questa di inizio stagione, che non riesce a trovare continuità. Le due vittorie con Cantù e Tofas Bursa sembravano aver portato un po’ di buon umore, ma subito la truppa di Walter De Raffaele è ricaduta nei problemi che hanno contraddistinto il suo cammino fin qua.
Prima che Treviso prendesse il comando della gara nel secondo tempo, la partita aveva visto decisamente più le mani della Reyer su di sé. Avanti nel punteggio praticamente per tutti i primi venti minuti, i lagunari hanno sbattuto, però, contro una propria difficoltà caratteristica: il riuscire a concludere al ferro.

7/19 da dentro l’area nel primo tempo per la Reyer, che ha sbagliato tantissime conclusioni ravvicinate evidenziando nuovamente la mancanza di un esterno affidabile nel battere l’uomo e arrivare al ferro.

De Nicolao, Chappell, Bramos, a turno vanno a sbattere contro una difesa già di per sé molto concentrata a lasciare quanto meno spazio in area.
Si torna sempre al discorso delle spaziature, di cui avevamo parlato un paio di settimane fa analizzando la gara tra Trento e Sassari. Senza grandi finisher Venezia paga maggiormente questa cosa quando ha almeno un lungo che tiene impegnata l’area (spesso Watt), per non parlare dei momenti in cui sta in campo col doppio centro.

Nel secondo tempo, non casualmente, De Raffaele ha provato ad allargare gli spazi per quello che è, forse, l’unico giocatore attualmente nel roster con le caratteristiche per battere l’uomo e andare a segnare in penetrazione: Stefano Tonut.

A metà campo quattro giocatori larghi e area aperta per garantirgli linee di penetrazione indisturbate e in contropiede provare a farlo correre quanto più possibile, lui che ha il primo passo giusto per saltare il diretto marcatore. In quest’ottica, forse, va anche letta l’acquisizione di Andrew Goudelock.

Il problema per Venezia è stato che, aggiustato questo particolare, si è trovata a fare i conti con una difesa ancora una volta porosa lontano dal Taliercio. Tra campionato e Eurocup, finora, Venezia ha un deficitario 113 di rating difensivo nelle gare fuori casa. E se a Bologna, sponda Virtus, e a Kuban la difesa ha retto, nelle trasferte con Fortitudo e Treviso è naufragata in maniera preoccupante.

Distrazioni inammissibili come quella del primo video di Tonut e Vidmar. Pigrizia sulle transizioni difensive. Poco equilibrio nei close out. Errori che, periodicamente, tornano a manifestarsi per i Campioni d’Italia.

PIANO PARTITA ESEGUITO E UN FOTU DA SOGNO PER TREVISO

Treviso ha vinto con merito un derby giocato bene perché preparato ancora meglio, specialmente nella propria metà campo. La squadra di Menetti ha dato da subito l’impronta al match: difesa attiva e energica, anche a costo di spendere qualche fallo o contatto duro.

Da notare l’attività di tutti gli uomini in campo, fino al termine dell’azione dove, comunque, non stati lasciati due punti comodi. A rischio anche della propria incolumità.

La De’Longhi, così, ha settato il tono dell’incontro e alla lunga ha trovato anche i tempismi giusti per non avere più quel mezzo secondo di ritardo visto sopra.

Ventiquattro secondi di difesa quasi perfetta, dove anche l’unico errore di un giocatore, Fotu che si perde il taglio alle spalle di Daye, viene subito tamponato dall’aiuto con stoppata di Tessitori.

Belle notizie per Max Menetti che, dal canto suo, ha avuto il merito di preparare molto bene i suoi ragazzi a quello che la Reyer avrebbe proposto offensivamente.

Situazioni in cui Treviso ha potuto giocare d’anticipo o comunque speculare sulle debolezze dei propri avversari. Molto chiaro, in tal senso, il primo spezzone video, seppur inficiato dall’errore individuale di Chillo che causa la tripla di Filloy.

In una partita chiusa a novanta punti segnati, però, non è stata certo solo la difesa a vincere l’incontro. Dall’altra parte del campo, oltre alla gran serata di Nikolic, si è distinto, con una partita sontuosa, Isaac Fotu. Che ancora più dei 14 punti con otto rimbalzi si è messo in luce in tante piccole cose decisive in positivo per i suoi.

Una partita veramente totale per il neozelandese che ha dimostrato di poter essere anche un giocatore di qualità e non solo di energia e muscoli.

Alla fine di questo derby, insomma, ci rimane l’immagine di due squadre in un momento molto diverso: da una parte Treviso che festeggia e vede il proprio collettivo crescere pian piano per andare verso l’obiettivo stagionale, dall’altra una Venezia che, per quanto appaia in ripresa, sembra essere ancora lontana da una completa guarigione.

Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.

2 COMMENTS

  1. bellissima questa novità di Backdoor di questa stagione bravo Nicolò e bravO IL buon Simone

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