Gameplan: Clyburn ispira, l’Efes travolge l’Olimpia

L’Efes ottiene un largo successo contro l’Olimpia Milano, mettendo fine alle speranze play-off degli uomini di Messina e si rilancia nella corsa all’ottavo posto. L’89-69 finale racconta di una partita sempre controllata dai padroni di casa. A esclusione delle battute iniziali l’Efes ha sempre avuto in mano la partita, dilatando il vantaggio con l’andare dei minuti. Gara mai in discussione.

Remake di domenica

Ancora una volta Milano ha sofferto in una partita dove Baron e Napier hanno fatto fatica a tessere le solite tramite di gioco, riproponendo alcune difficoltà già viste nella sconfitta di Brescia. La pressione sulla palla dell’Efes ha mandato in confusione i trattatori di palla primari di Milano, producendo un quantitativo di palle perse che ha permesso ai turchi di sfruttare la transizione offensiva e di fare malissimo all’avversario.

40′ di difficoltà nel leggere una difesa che ha giocato in maniera evidente per togliere il tiro da 3, spingere dentro e costringere gli avversari a tiri contestati nei pressi del ferro. La quantità di palle perse del primo quarto è lo specchio migliore di queste difficoltà.

Insolita porosità

La brutta difesa dell’Olimpia ha reso davvero difficile vincere una partita contro una squadra che in stagione ha spesso mostrato la faccia peggiore di se stessa, ma che è pur composta da un grande quantitativo di giocatori con talento e mani buoni.

Questa sera la difesa ospite non è riuscita a nascondere difensivamente Napier, subendo sistematicamente dagli uomini marcati da lui. Rotazioni in emergenza, cambi passivi e rotazioni in ritardo. La peggiore serata per “smettere” di difendere.

Clyburn

Una delle chiavi della vittoria dell’Efes passa dall’ennesima prestazione monster dell’ex CSKA. Il suo accoppiamento con un Shields, inevitabilmente indietro di condizione, ha spesso costretto la difesa di Milano a cambi in emergenza. Se a tutto questo uniamo il 4/6 dall’arco diventa davvero dura scendere a patti con un giocatore che non ha eguali fisici e atletici in Europa.

Inoltre porta un grande apporto difensivo grazie a quella mobilità che gli ha spesso permesso di collassare in area con tempi ottimi. Rotazioni con timing perfetto a chiudere la via nei pressi del ferro all’Olimpia. 25 di valutazione è il miglior riassunto possibile di una partita totale.

Pick and roll e uscite

L’aspetto tattico su cui ha lavorato bene Ataman è stato nello sfruttare gli accoppiamenti “sospetti” della difesa di Milano. Napier accoppiato sempre a un esterno molto pericoloso, unito a uno Shields che inevitabilmente non ha ancora il passo per stare con certi attaccanti, sono stati i due aspetti su cui l’attacco dell’Efes ha generato molte delle sue fortune.

Nello specifico l’Efes ha giocato spesso uscite dai blocchi per armare Beaubois e Larkin contro Napier. Blocchi verticali, uscita in punta e attacco in 1 vs 1 contro l’esterno di Milano.

Nel secondo tempo è salito in cattedra anche Micic, in grado di giocare contro la difesa di Shields e di forzare i cambi difensivi della difesa dell’Olimpia per 1 vs 1 favorevoli.

Una volta mandato in rotazione la difesa, l’Efes ha chiuso il cerchio con una grande serata al tiro, sfruttando tutte le sue bocche da fuoco.

Questioni di priorità

A livello difensivo l’Efes ha messo in campo un piano molto semplice, ma tremendamente efficace: togliere la palla dalle mani di Napier e Baron e costringere l’attacco di Milano a trovare vantaggi con giocatori meno avvezzi a creare vantaggi dal palleggio.

Nelle situazioni di pick and roll di Napier la difesa dell’Efes ha optato per show aggressivi con il difensore del bloccante. Già preso in consegna da Bryant e Beaubois, due difensori fisicamente più grossi, si è trovato a dover fronteggiare i cm di Zizic, Pleiss e Clyburn su quello che è stato a tutti gli effetti un raddoppio. Tolta visione del canestro, tolta la visione delle linee di passaggio, all’esterno di Milano sono rimasti sterili 1 vs 1.

Baron ha subito un trattamento analogo quando è stato utilizzato da handler, con in aggiunta una difesa che ha sempre cambiato  con tutti i ruoli dall’1 al 4 (solo i lunghi rimanevano dentro) sulle sue uscite. Cambio, uscita aggressiva per costringerlo a palleggiare e difesa che usciva forte sui pick and roll. Così come Napier, anche lui è stato lentamente tirato fuori dal gioco di Milano.